Mercoledì, 14 Aprile 2021

Sondaggi, chi scende e chi sale dopo questa pazza crisi di governo

La crisi politica aperta in pieno agosto ha sorpreso ampi settori dell'opinione pubblica. Sarà governo giallorosso o torneremo al voto? In attesa di capirlo, ecco come sarebbe la Camera se si votasse oggi

Salvini, Zingaretti e Di Maio. Foto Ansa

Nell'ultimo giorno di trattative tra Movimento 5 stelle e Pd prima della scadenza imposta dal presidente delle Repubblica Sergio Mattarella, restano da sciogliere i nodi sul premier e sul programma di un eventuale governo giallorosso. Di certo, per ora, c'è che la crisi politica aperta da Matteo Salvini lo scorso 8 agosto ha sorpreso ampi segmenti dell’opinione pubblica.

Sondaggi, e se si votasse oggi?

Alla vigilia delle ore decisive per la legislatura e delle nuove consultazioni del capo dello Stato - previste per domani e mercoledì - l’Istituto Demopolis ha misurato il peso dei partiti nel voto per la Camera. Se si tornasse oggi alle urne, la Lega otterrebbe il 33%, perdendo 4 punti negli ultimi venti giorni. Il Partito democratico si confermerebbe secondo partito con il 23%, mentre il Movimento 5 Stelle, in leggera ripresa grazie all’effetto Conte, otterrebbe il 19%. Secondo i dati del Barometro Politico Demopolis, molto distanziati appaiono Fratelli d’Italia al 6,8% e Forza Italia al 6,2%.

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Sondaggi, alla Camera ampia maggioranza di centrodestra

"Secondo la simulazione sulla composizione della nuova Camera dei Deputati – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – se si votasse oggi, il centrodestra (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) avrebbe con il Rosatellum un’ampia maggioranza a Montecitorio con 410 seggi. 120 andrebbero al Partito Democratico, 92 seggi al Movimento 5 Stelle".

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Nota informativa - L'indagine è stata effettuata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 23 al 25 agosto su un campione stratificato di 3002 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento del Barometro Politico Demopolis a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

Gli ultimi sondaggi, come vi abbiamo spiegato nei giorni scorsi, vedono un crollo generalizzato della Lega, con un partito che paga lo scotto di aver aperto la crisi di governo in pieno agosto. Il sondaggio Winpoll-Sole 24 ore ha infatti confermato i trend sulle intenzioni di voto registrati da altre rilevazioni, sottolineando come solo 4 italiani su 10 vogliono andare a votare subito. E ha fornito anche le prime indicazioni anche per il possibile nuovo governo Pd-5stelle. Secondo la rilevazione pubblicata dal Sole 24ore, la maggioranza dei dem (il 62% degli elettori Pd, per la precisione) è favorevole all'accordo con i pentastellati. Più freddo l'elettorato del Movimento 5 stelle: solo il 43% giudica positivamente l'accordo con il Pd per dar vita ad un nuovo governo.

Sondaggi, Giuseppe Conte al top solo fa un partito tutto suo

Una cosa sembra essere certa: comunque finirà questa crisi di governo, Giuseppe Conte potrebbe avere un futuro nella politica italiana. Da semisconosciuto avvocato di Volturara Appula e docente universitario, a figura in grado di "creare consenso". Se Giuseppe Conte si mettesse alla guida di un partito potrebbe raccogliere fino all'11 per cento di consensi. Antonio Noto, dell'istituto 'Noto Sondaggi', ha 'pesato' l'appeal elettorale del presidente del Consiglio che, ad agosto, ha superato Matteo Salvini nella classifica della fiducia. "Un ipotetico partito guidato dal premier dimissionario - ha riferito Noto in un articolo pubblicato da 'La Stampa' - si attestava a luglio attorno all’11 per cento. Ma i partiti che non esistono, va detto, spesso raccolgono più consensi nei sondaggi che nelle urne, per le aspettative che l’elettorato vi ripone".

Se Conte si presentasse come candidato premier del M5s lo scenario cambierebbe, perché "questo 11 per cento è in alternativa al Movimento: quindi non significa che con la sua leadership quella cifra si aggiungerebbe al risultato dei Cinque Stelle". I numeri, secondo Antonio Noto, portano a un "paradosso". Ovvero, "probabilmente il Pd guadagnerebbe di più nell’allearsi con un ipotetico partito di Conte che con il M5s, perché Conte piace al suo elettorato: nonostante sia stato presidente del Consiglio con Matteo Salvini, viene percepito comunque come un soggetto di centrosinistra, più affine ai dem rispetto a Di Maio".

Quirinale: consultazioni martedì 27 e mercoledì 28 agosto

Intanto, le nuove consultazioni del presidente della Repubblica Mattarella cominceranno domani alle 16 e si concluderanno alle 19 di mercoledì. Lo comunica l'ufficio stampa del Quirinale. Mercoledì sfileranno le delegazioni maggiori:

  • Liberi e Uguali alle 10.30;
  • Fratelli d'Italia alle 11;
  • Forza Italia alle 16;
  • Pd alle 17;
  • Lega alle 18;
  • Movimento 5 stelle alle 19.

Si comincia dunque domani, martedì. Il primo ad essere sentito telefonicamente, perché non si trova a Roma, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Alle 16 è il turno della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati mentre alle 17 salirà al Quirinale il presidente della Camera Roberto Fico. Alle 18,20 è la volta del Gruppo misto del Senato, con la presidente Loredana De Petris, il vicepresidente Riccardo Nencini, rappresentante della componente Psi, Pietro Grasso per la componente Liberi e Uguali, Emma Bonino rappresentante di 'Più Europa con Emma Bonino' e Ricardo Antonio Merlo per il Maie (Movimento Associativo Italiani all’Estero). Alle 18,40 il Gruppo misto della Camera con il presidente Manfred Schullian, Alessandro Fusacchia, vicepresidente e rappresentante di +Europa-Centro democratico, Renate Gebhard, vicepresidente e rappresentante della componente Minoranze linguistiche, Maurizio Lupi, vicepresidente e rappresentante della componente 'Noi con l'Italia - Usei', Beatrice Lorenzin, vicepresidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente 'Civica popolare Ap-Psi-Area civica', Catello Vitiello, vicepresidente e rappresentante della componente 'Sogno Italia-10 volte meglio' e Antonio Tasso, per il Maie (Movimento Associativo Italiani all’Estero).

Mercoledì, le consultazioni al Quirinale cominciano alle 10, con il Gruppo per le autonomie (Svp-Patt-Uv) del Senato, con la presidente Julia Unterberger, il vicepremier Albert Laniece (Uv) e Gianclaudio Bressa, componente del Gruppo Parlamentare per le Autonomie. Alle 10,30 sale al Colle il gruppo Liberi e Uguali della Camera, con il presidente Federico Fornaro e la vicepresidente vicaria Rossella Muroni. Alle 11 al Quirinale Fratelli d'Italia con il capo del movimento Giorgia Meloni e i capigruppo di Senato e Camera Luca Ciriani e Tommaso Foti.

Alle 16 tocca al Partito democratico con i capigruppo al Senato e alla Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il segretario Nicola Zingaretti, il presidente Paolo Gentiloni e il vicesegretario Paola De Micheli. Alle 17 i gruppi di Forza Italia-Berlusconi presidente, con il presidente Silvio Berlusconi, il vicepresidente Antonio Tajani e i capigruppo al Senato Anna Maria Bernini e alla Camera Mariastella Gelmini. Alle 18 tocca ai gruppi 'Lega-Salvini premier. La delegazione è formata dal segretario Matteo Salvini e dai capigruppo di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Alle 19 chiude le consultazioni il Movimento 5 stelle con il capo politico Luigi Di Maio e i capigruppo Stefano Patuanelli al Senato e Francesco D'Uva alla Camera.
 

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