Sabato, 15 Maggio 2021

Fratelli d'Italia scavalca il Pd, volano i 5 stelle: chi sale e chi scende nei sondaggi

Mentre il futuro dei 5 stelle si scrive con il patto di Bibbona, un congresso online potrebbe salvare il Pd in calo di quasi 2 punti percentuali in una settimana. L'ultimo sondaggio Swg per il Tg La7 vedono inoltre una risalita del M5s al 17.2%, un balzo di oltre un punto complice anche l'effetto Conte

Altro che commissariamento della politica: la stagione che si è appena aperta con il nuovo governo Draghi ha tutti i crismi per poter essere annoverata come fondativa di una nuova era. Con i tecnici chiamati a fare il lavoro "sporco" della gestione della pandemia, per i partiti si apre il tema "futuro" con le grandi manovre che interessano soprattutto la sinistra dello schieramento. Se infatti la Lega tenta la svolta borghese togliendosi la canotta del movimentismo dei leaderissimi Bossi-Salvini, nel Pd è aperta lo scontro per la successione a Zingaretti, figura che ha traghettato il partito dal "giglio magico" toscano alla nomenclatura tutta romana. Ampi spazi di discussione vengeno reclamati dalle sardine dopo l'incursione al Nazareno. E i 5 stelle? Nell'attesa di vedere come sarà il Conte che da da capo del governo si tramuterà in capo politico, il Movimento si scopre di nuovo nei cuori degli italiani. 

Gli ultimi sondaggi di Swg per il Tg La7 vedono una risalita del M5s al 17.2% (una crescita di 1.4 punti percentuali), a 5 punti dalla Lega, sempre primo partito. Terzo gradino del podio occupato da Fratelli d'Italia che scavalca un Pd in piena crisi di identità che perde quasi 2 punti percentuali in una settimana. 

  • Lega 23,5% (+0,1)
  • M5S 17,2% (+1,4)
  • FdI 16,8% (-0,2)
  • PD 16,6% (-1,9)
  • FI 7,0% (+0,1)
  • Azione 3,7% (-0,2)

swg sondaggi-2

Ma cosa succede nei partiti? Andiamo per ordine

Il Pd verso il congresso online

Nessun passo avanti. La sintesi della giornata Pd mette d'accordo le varie anime dem. Non sembra avanzare al momento, a quanto viene riferito, una soluzione in vista dell'assemblea di sabato e domenica. E nello stallo si alimentano i sospetti. L'ultimo quello di una manovra in corso da parte di "zingarettiani duri e puri" per un congresso on line da fare subito. E tornare a 'incoronare' il segretario uscente. "Evitiamo altri colpi di testa", dicono fonti di Base Riformista all'Adnkronos.

"Abbastanza surreale, anzi ridicolo, che chi chiede il congresso da settimane, ora non lo voglia", è la replica. Ma nel caso in cui non ci si mettesse d'accordo, non si individuasse un 'successore' in assemblea, potrebbe aprirsi "un confronto con iscritti ed elettori nelle modalità consentite dalla situazione attuale", ovvero la pandemia. Diceva oggi Nicola Oddati, membro della segreteria uscente: se Zingaretti "non tornasse sui suoi passi sarebbe difficile trovare una soluzione alternativa, ci dovrebbe essere un congresso".

Per fare un congresso online andrebbe cambiato lo Statuto Pd. Per farlo serve la maggioranza qualificata dell'assemblea dem. E in Base Riformista si confida che l'area Franceschini difficilmente seguirebbe il blitz: "Loro sono per un percorso più ordinato". Dell'organizzazione dell'assemblea si parlerà domani in una riunione all'ora di pranzo dell'organismo con la presidente Valentina Cuppi e le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani, Andrea Orlando, Chiara Braga, Marco Furfaro, Nicola Oddati, Stefano Vaccari, Walter Verini, Cecilia D'Elia e Caterina Bini.

L'individuazione di una figura che abbia le caratteristiche per affrontare le sfide dei prossimi mesi e portare il Pd a congresso (al massimo in autunno, come continua a chiedere Base Riformista) non è semplice. I prossimi giorni saranno decisivi a meno di uno slittamento dell'assemblea del 13 e 14 marzo. Dice Debora Serracchiani: "Va trovata una personalità autorevole, capace e che abbia un'indicazione unitaria. Da qua a sabato una soluzione la troveremo".

Zingaretti potrebbe ripensarci? "Lui può ricandidarsi in assemblea ma" anche dopo quanto detto "ieri sera, mi sembra irremovibile", dice la vicepresidente dell'assemblea dem che in vista del congresso, quando sarà, lancia una provocazione collegandosi ai Maneskin, neo vincitori di Sanremo. "Io ho trovato una sferzata di cambiamento pazzesca. Sanremo vinto da un gruppo rock, incredibile. E' come se nel Pd diventasse segretario una donna, visto mai? Sarebbe una rivoluzione...".

Resta in campo intanto il pressing delle Sardine. "Non credo che in due giorni si possano risolvere problemi irrisolti da anni. Il Pd è un organismo gravemente malato" ma "fuori dagli ingranaggi del sistema ci sono schiere di persone pronte a dare una mano e dare l'esempio. L'assemblea del prossimo week-end dichiari lo stato di emergenza", dice Mattia Santori all'Adnkronos. L'allarme per un passaggio estremamente delicato è condiviso da molti. Come Beppe Fioroni secondo cui il Pd "a un bivio": resta un partito di centrosinistra o torna ad essere un partito della sinistra? "Dobbiamo capire se l'impostazione originaria è ancora condivisa".

Cosa succede nel M5s

Il sistema di scatole cinesi delle varie associazioni M5S susseguitesi negli anni, la questione degli 'espulsi' e la possibilità di reintegrare gli 'anti-draghiani', il nuovo simbolo e il rapporto complesso con Rousseau, l'organigramma del Movimento che verrà, i cavilli legali e i guai in Tribunale. Ieri sono stati tanti, tantissimi, i temi trattati da Beppe Grillo e Giuseppe Conte nel corso dell'incontro a Marina di Bibbona: location villa Corallina, splendida residenza al mare del fondatore e garante del Movimento. Bocche cucite nell'entourage dei due, ma qualcosa filtra sull'incontro di ieri. A partire dal legame con l'associazione Rousseau, uno dei nodi più complessi da sbrogliare, con i parlamentari sul piede di guerra, pronti al divorzio con Davide Casaleggio e la piattaforma che regola il voto della base.

Questa settimana dovrebbe essere normato il rapporto tra M5S e Rousseau, ma, a quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti, Grillo e Conte concorderebbero sulla scelta di "non esautorare" Casaleggio. Limitandosi a fissare dei paletti ben chiari sulla possibilità d'azione. Contatti chiarificatori ci sarebbero stati, nelle ultime ore, anche tra Grillo e il presidente dell'associazione Rousseau, la direzione, o quanto meno la volontà, è quella di ricomporre la frattura, resa ancor più scomposta dall'annuncio dell'iniziativa di Milano di lanciare il Manifesto ControVento, vista da molti come l'addio di Casaleggio al Movimento. E anche in questa direzione va letto il post di oggi dell'associazione Rousseau, in cui si aggiusta il tiro spiegando che il Manifesto intende solo fissare una cornice di valori, definendo una sorta di codice etico e nulla più.

Confermata, poi, la volontà di superare la governance a 5 sancita col voto della base. Grillo non vuol saperne e Conte è sostanzialmente d'accordo con lui. L'idea è di una 'segreteria' leggera, di cui l'ex premier terrà saldamente il timone decidendone per giunta anche la composizione. Tenendo conto, però, anche del 'rumoreggiare' della base: ecco perché un ruolo potrebbe essere affidato alla sindaca di Roma Virginia Raggi, che -fuori Alessandro Di Battista che si è 'autoescluso'- resta quella che sembra godere del maggior seguito tra gli attivisti nonché della fiducia di Grillo. Per giunta la prima cittadina, a quanto risulta all'Adnkronos, era pronta a scendere in campo per il collegio direttivo, calando a sorpresa la carta della candidatura.

Raggi potrebbe dunque essere uno dei volti della segreteria leggera immaginata da Conte e Grillo, una struttura distante anni luce da quella del Pd, che viene presa proprio ad esempio da Conte e da Grillo nel corso dell'incontro a Bibbona: se i segretari dem non arrivano mai a fine mandato -il ragionamento- il problema è riconducibile a un organigramma troppo strutturato dove finisce per aver la meglio il tutti contro tutti.

Conte scriverà il suo programma e metterà in chiaro che le scelte che assumerà dovranno essere quelle di un capo politico a tutti gli effetti, pronto a decidere assumendosi la piena responsabilità delle sue decisioni. Prendere o lasciare, perché di cadere vittima del fuoco amico interno non ha alcuna intenzione. Piena sintonia con Grillo anche su questo, tanto che è stato il garante del Movimento a puntellare la scelta di gettare al mare la governance a 5 votata dalla base. Anche sull'indicazione dei capigruppo di Camera e Senato Conte dovrà dettare la linea, sulla scia di quanto aveva tentato di fare Luigi Di Maio nelle vesti di capo politico, ma poi costretto a fare un passo indietro vista la pressione e il malcontento dei gruppi parlamentari.

Il consenso di cui Conte gode tra deputati e senatori potrebbe essere un buon viatico, ma difficile possa bastare per sanare il rapporto con l'associazione Rousseau, con un numero crescente di parlamentari che si rifiuta ormai di versare i 300 euro mensili. Anche l'idea di superare la regola aurea del limite dei due mandati potrebbe non essere sufficiente a frenare il malcontento interno. L'idea che sembra prendere piede in questi giorni è infatti quella del 'recall', con gli attivisti chiamati a pronunciarsi sull'operato degli eletti nei vari territori sponsorizzandone la candidatura. Ma molti parlamentari sono convinti che il meccanismo finirebbe per agevolare solo i volti più noti, affossando i cosiddetti peones.

E la guerra dei gruppi parlamentari contro Rousseau e Casaleggio -nel mirino anche Enrica Sabatini, considerata dai più la 'mal consigliera'- è stato solo messa in stand by. "La mail a Crimi per chiedergli di intervenire, mettendo fine ai rapporti con Casaleggio -spiega uno dei parlamentari più 'barricaderi'- non è stata ancora inviata nell'attesa di comprendere le intenzioni di Conte. Ma non indietreggeremo di un centimetro, Casaleggio in questi anni è stato un partito nel partito e bisogna mettere fine a questo scempio. Renderlo un fornitore di servizi esterno non può bastare, le ingerenze ci sarebbero comunque".

Da qui, l'idea di chiedere a Crimi la possibilità di disiscriversi dall'associazione Rousseau restando comunque all'interno del Movimento, iniziativa assunta da diverse decine di parlamentari subito dopo il lancio del manifesto ControVento. "Casaleggio ha scuffiato - ironizza un big del M5S- possiamo rivolgerci ad altre società che possono offrirci un servizio simile, non esiste solo Rousseau. La mail che è rimasta in 'canna' per Crimi la invieremo a Conte, ma di restare con Casaleggio non se ne parla". Una bella gatta da pelare e non la sola per l'ex presidente del Consiglio.

Che, riferiscono i beninformati, non avrebbe nessuna intenzione di ritagliarsi un ruolo in Parlamento correndo per il collegio di Siena, rimasto vacante dopo l'addio, per incompatibilità, dell'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nessuna candidatura all'orizzonte per Conte, convinto anche dell'importanza di non entrare in rotta di collisione con gli alleati del Pd.

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