rotate-mobile
Mercoledì, 29 Maggio 2024
Movimento 5 Stelle

"Basta beppegrillo.it": i grillini chiedono il sito del Movimento

Cronaca di uno strappo interno. Lorenzo Battista, senatore del Movimento 5 Stelle: "C'è bisogno di aprire il dialogo con la rete e di coinvolgere la nostra base sulle scelte decisionali". Solo così "si potrà parlare di democrazia partecipativa"

“La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più”. L’ha detto Michael Moore, l’ha ripetuto, scrivendolo in un lungo post su Facebook, Lorenzo Battista. Battista, quarant’anni, è un tecnico informatico e dal febbraio 2012 è anche un senatore del Movimento 5 Stelle. E dai banchi da palazzo Madama, da qualche giorno, sta portando avanti una battaglia che sta raccontando molto delle ‘creatura’ di Beppe Grillo: la cronaca di uno strappo interno. Non si tratta di una vera e propria spaccatura ma di un dialogo acceso che sta cominciando a segnare il solco. Il seme della ‘diaspora’ è stato piantato in primavera, nei giorni dove sono nate le larghe intese e nel tonfo grillino alle amministrative. Ma all’epoca la questione era molto più velata, diciamo dietro le quinte dei 5 Stelle. Anche perché in quei momenti tribolati, per le istituzioni e per il Paese, la presa di Grillo sui gruppi parlamentari era ancora fortissima.

Poi l’estate, i veti incrociati della maggioranza, i continui venti di crisi dell’esecutivo Letta tenuto in scacco da Berlusconi e accelerati dalla condanna a quattro anni per frode fiscale. E una certezza, a settembre: il governo ha praticamente esaurito la strada sotto le scarpe. Era inevitabile, oggi è evidente. Ogni progetto, soprattutto di governo, ha bisogno di fondamenta solide; senza, la casa non sta in piedi. Ma per gettare le fondamenta c’è bisogno di spazi aperti e non di angoli angusti. E di tempo, quello vero, quello che da solidità. Un governo che vive alla giornata, che dal lunedì, giorno della prima convocazione della Giunta per le immunità del Senato, riesce a respirare fino al mercoledì della settimana successiva (giorno in cui è stata fissata la votazione sulla decadenza del Cavaliere), non è in grado di gestire una situazione socio-economica che avrebbe bisogno di misure e provvedimenti a velocità di curvatura. La politica che tira a campare fa perdere tutti. Per questo, il progetto sponsorizzato da Napolitano, per il bene del Paese, non porterà frutti maturi.

Lo sanno tutti. Se ne accorgono gli italiani, lo sa, nonostante tutto il Pdl, lo sa il Pd. Il Partito democratico lo sa così bene che ha cominciato a sondare il terreno altrove. Il discorso è complicato, intrecciato, ma allo stesso tempo semplice. E consta di due assunti: il Quirinale non è disposto a sciogliere le Camere almeno finché sopravvivrà il ‘porcellum’. Il Pd, se gli italiani fossero chiamati al voto a novembre, dovrebbe affrontare una campagna elettorale parallela al congresso. E questo potrebbe creare più di un problema. Nell’ordine: chi e in che modo sarebbe investito della candidatura alla premiership (primarie?); come risolvere il dopo Epifani. Il tutto in una manciata di giorni, senza quindi ricomporre le decine di fratture interne. Il Pd si presenterebbe alle elezioni, magari lanciando Renzi, lacerato e senza un’idea di partito. Punto e a capo.

Per questo c’è chi, in casa dei democratici, è andato a rispolverare la vecchia idea di Bersani: che non si tratta di un governo di minoranza ma far qualcosa insieme con il M5S. Della serie, esce Berlusconi, entra Grillo? No, anzi, non c’è nulla di più lontano. La cosa comincia a farsi verosimile se all’uscita del Cav. entrasse in maggioranza una frangia del Movimento affiancata da Sel.

Cominciano ad essere troppi, infatti, i dissapori tra Beppe e una parte dell’area parlamentare del Movimento. E si parla già di dissidenti. Le danze le ha aperte Luis Alberto Orellana, che per poco non è diventato capogruppo al Senato dei 5 Stelle. E’ stato lui a lanciare l’esperimento Sicilia su scala nazionale. E’ stato sempre lui che, per primo, ha parlato del potere contrattuale del Movimento in ottica di governo. Un’idea che non è caduta nel vuoto; c’è chi l’ha raccolta e proprio come il senatore Battista, l’ha rilanciata. Governare insieme al Pd, si può. Senza Letta, mettendo nero su bianco una piattaforma di punti condivisi. Ma si può, o quantomeno ci sarebbe, secondo Battista, da sentire le intenzioni della base.

IL PD SCARICA SILVIO E DIALOGA CON IL M5S

Proprio per questo ha rivendicato la necessità di una piattaforma web del Movimento, autonoma dal blog di Grillo. Come dire il Movimento non è Grillo, o almeno, non solo: “Coinvolgere la nostra base sulle scelte decisionali deve essere un’altra tappa per raggiungere una democrazia partecipativa. Ecco quindi che il ruolo del portavoce del parlamentare del Movimento deve essere inteso in questo senso. Dal nostro insediamento in Parlamento, gli iscritti del M5S sono stati coinvolti in tre sole occasioni: le Quirinarie e in due occasioni per ratificare l’espulsione di un rappresentante del movimento. Si poteva fare di più?”

PORTALE – Da qui l’accusa all’establishment M5S che non sta lavorando per un portale internet condiviso:

“Da quando faccio parte del movimento ho sentito molte volte annunciare l’arrivo di un fantomatico portale. Ad oggi non vedo nulla di tutto ciò se non una bozza di un ennesimo sito web, un contenitore di informazioni e contatti ma non c’è traccia di una piattaforma capace di raccogliere e promuovere la formazione di opinioni condivise all'interno di una comunità e la gestione delle votazioni. Se è vero che la democrazia diretta la si può raggiungere solo tramite questo strumento eccezionale che è internet allora che si dica chiaramente come stanno le cose. Da tecnico informatico non posso credere che sia un problema tecnico, se non ci sono esperti del web capaci di sviluppare questo progetto, si cerchino altre risorse. E’ un problema di risorse economiche? I fondi dei gruppi parlamentari possono essere impiegati per questo progetto, d’altronde spendiamo già così tanto per la nostra comunicazione. Se invece è problema di volontà, allora non posso fare nulla se non invitare tutti gli attivisti e gli iscritti dei meetup a chiedere ai loro rappresentanti in parlamento di attivarsi per il raggiungimento di questo strumento fondamentale per la democrazia partecipativa. Esiste il progetto di “parlamento elettronico”, Airesis.it, alcuni meetup si avvalgono già di altri software open source con la medesima finalità, uniamo le forze e le intelligenze e arriviamo finalmente a questo obiettivo che aspettiamo da troppo tempo”.

Il perché di un tale ‘strumento’ sta nella riflessione finale di Battista: “Mi domando se in questo momento non sarebbe stato utile avere già pronta la nostra proposta di governo a 5 stelle. Dico sempre che non si può sempre rincorrere gli eventi ma sarebbe meglio anticiparli. Mesi fa ebbi modo di chiedere se il M5S si sarebbe fatto trovare pronto quando B. avrebbe staccato la spina al governo. Siamo pronti?”

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Basta beppegrillo.it": i grillini chiedono il sito del Movimento

Today è in caricamento