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Giovedì, 13 Giugno 2024
RIFORME

Spending review "sì" del Senato ma è allarme tagli

217 voti favorevoli, 40 contrari e 4 astenuti. Ma piovono critiche. Farmindustira: "A rischio 20mila posti di lavoro". Garante: "Politiche per infanzia a rischio".

Via libera del Senato alla fiducia sul decreto spending review. Nell'Aula di palazzo Madama il governo ha incassato il voto di fiducia sul maxiemendamento e il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

CRITICHE AL DECRETO - "Una misura ideologica, un blitz delle quattro del mattino che non porterà un centesimo allo Stato. Ma che avrà come conseguenza la perdita di quasi 20mila posti di lavoro". Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, prevede un futuro nero per l'industria farmaceutica per la misura che introduce l'obbligatorietà della prescrizione del principio attivo di un farmaco, ferma restando "la facoltà" del medico di indicare il farmaco di marca.



"Altro che spending review, così si sterminano le fabbriche. Chi lo ha deciso se ne assuma la responsabilità", afferma in un'intervista a Il Sole 24 ore, aggiungendo che ora le imprese si domandano: "Perchè produrre in Italia se il mio farmaco in Italia è discriminato?".



Scaccabarozzi sottolinea che "tra le prime 15 industrie sul mercato, ben 5 sono di grossi genericisti che crescono del 26% l'anno. E comunque lo Stato, brand o no, rimborsa la stessa cifra e non risparmia nulla. E a chi dice che senza generici i prezzi non scenderebbero, rispondo che senza la ricerca non ci sarebbero i generici".

ALLARME INFANZIA - "Esprimo viva preoccupazione per gli effetti che deriveranno dai tagli alla spesa pubblica che stanno riguardando in questi giorni anche l'infanzia e tutto il terzo settore". Queste le parole di Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, intervistato dal Corriere.it.



"Auspico per tanto, quanto prima - prosegue - un incontro con il Ministro Ferrero, che fino ad ora non ha potuto riceverci. Fino ad oggi è mancata una visione complessiva su come il Governo intende operare per assicurare servizi e assistenza. In tempi di spending review la sensazione è che avremmo potuto come Authority, e che potremmo ancora, fungere da coordinamento e da pungolo tra l'associazionismo del terzo settore, che da anni funge da incubatore di politiche necessarie in termini di welfare, e lo Stato. Perché lo Stato stesso riesce a garantire sempre meno".

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