Spese pazze, tra i condannati non solo Bossi Jr e Minetti: scossone per l'alleanza Lega-5stelle

Conti alla mano, secondo i pm, i soldi pubblici spesi allegramente da ex consiglieri ed ex assessori ammontavano a più di 3 milioni di euro. Dei 57 imputati sono in 52 a essere stati condannati. Rabbia dei dissidenti 5 stelle: "Venduta l'anima"

Renzo Bossi e Nicole Minetti (combo Ansa)

Spese pazze in Regione Lombardia, dei 57 imputati sono in 52 a essere stati condannati: tra le pene comminate dai giudici due anni e 6 mesi per Renzo Bossi e un anno e 8 mesi per Nicole Minetti. Questa la sentenza per il figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi e l'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi emessa dal tribunale di Milano chiamato a decidere su 57 tra ex consiglieri ed ex assessori lombardi accusati in gran parte di peculato, alcuni di truffa, per avere presentato rimborsi ingiustificati per pranzi, cene e "altri servizi di presunta rappresentanza" fra il 2008 e il 2010 per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.

Nella sua requisitoria del marzo 2017 il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna per peculato degli imputati a pene che vanno da un anno e dieci mesi a sei anni di carcere. E dei 57 imputati sono in 52 a essere stati condannati con pene che vanno da un anno e 5 mesi a 4 anni e 8 mesi. Tra questi spiccano le condanne a 4 anni e 8 mesi per Stefano Galli, l'ex capogruppo della Lega in Regione.

Per Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato la condanna è di 1 anno e 8 mesi. Due mesi in meno per Angelo Ciocca che della Lega è eurodeputato.

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Come ricorda il Fatto Quotidiano tra le spese gli uomini della Guardia di Finanza aveva rendicontato anche scontrini per comprare dolci in pasticceria oltre che per fare colazioni con brioche e caffè, noleggi auto e taxi, lecca lecca e anche biglietti gratta e vinci. Soldi pubblici, secondo l’accusa, erano stati utilizzare per pagare cene a base di aragosta e sushi oppure merende con piadine e nutella

Nella lista della spese dei consiglieri erano finite anche cartucce usate per la caccia comprate e le immancabili ostriche. A sorpresa erano spuntati scontrini per l’acquisto di fuochi d’artificio da un rivenditore cinese. E poi computer e moltissimi articoli di elettronica, tra cui stampanti e web cam. Poi cene in pizzerie napoletane, l’acquisto di un ovetto Kinder sorpresa, carne in macelleria, oltre a giocattoli come un Pinocchio e una clessidra. Ma anche aerei di carta da 15 euro e sono indicati anche numerosi scontrini per comprare birra, grappe e panini, in bar in orari notturni.

Nicole Minetti contestati rimborsi spesa per creme e il libro Mignottocrazia di Paolo Guzzanti. Il figlio del Senatur, Renzo Bossi avrebbe messo in conto tra il 2010 e il 2012 spese per videogiochi, Red Bull, gomme da masticare, cocktail come Mojito, Campari e Negroni, patatine, barrette ipocaloriche, giornali, sigarette, un iPhone, auricolari, un computer e il libro Carta Straccia di Giampaolo Pansa.

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Spese pazze, le condanne agitano l'M5s: "Venduta l'anima"

Agitano il Movimento 5 stelle le condanne per le presunte 'spese pazze' in Regione Lombardia. A far storcere il naso ai pentastellati la condanna ad un anno e 8 mesi per Massimiliano Romeo, attuale capogruppo della Lega al Senato, ma anche quella di due ex consiglieri, oggi deputati, Jari Colla e Fabrizio Cecchetti.

"Sono stati candidati in Parlamento - si sfoga con l'Adnkronos un deputato grillino della vecchia guardia - proprio perché qui decadono solo al terzo grado di giudizio, se Salvini li avesse lasciati in Regione scattava subito la Severino e addio seggio".

Dopo le condanne commutate oggi si profila il ricorso in appello, già annunciato dal legale di Romeo. Ma a molti tra i 5 Stelle basta la sentenza odierna per storcere il naso.

"Abbiamo venduto l'anima al diavolo - sentenzia un senatore mentre sui cellulari di alcuni parlamentari rimbalzano i lanci d'agenzia sulle 52 condanne inflitte per la 'rimborsopoli' del Pirellone - di fronte a notizie simili prima saremmo salite sulle barricate, oggi facciamo finta di nulla e teniamo il profilo basso. Siamo sotto scacco...".

Se il viceministro Edoardo Rixi - imputato, assieme ad altri 19 ex consiglieri di diversi partiti, in un processo a Genova sempre sulle cosiddette spese pazze- dovesse essere condannato, "non ci si potrà più voltare dall'altra parte", fa notare un parlamentare.

E se i più dissimulano il malcontento, celandosi dietro l'anonimato, c'è chi non nasconde la propria inquietudine riguardo all'alleanza con la Lega: stasera la senatrice 'dissidente' Elena Fattori - sulla quale pende il provvedimento disciplinare dei probiviri - sarà a Genzano per un dibattito sul decreto sicurezza voluto dall'Anpi.

"Tra poco - commenta un big M5S del governo - Fattori sarà libera di fare ciò che vuole, accanto a De Falco", il capitano di fregata espulso dal Movimento. Ma con i numeri risicati della maggioranza a Palazzo Madama c'è chi assicura che sarà davvero difficile veder spuntare nuovi 'cartellini rossi' per i senatori grillini.

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Commenti (6)

  • Quella "segnorina" nella foto….con quelle labbra e con la sua esperienza in materia ( soprattutto "Orale"....) non credo che le mancherà una cospicua fonte di reddito….esentasse per giunta

  • Vecchia politica targata Bossi e Berlusconi. Qualcuno continua comunque a farsi vedere dopo l'ennesimo lifting che li costringe a sorridere anche quando pronuncia Di Maio.

  • Renzuccio Bossi tutt'asso patr'assimigghia. Tali e quali na faccicazzu. Celodduro. Va lavati!

  • l'igenista mentale e' stata condannata, condannato verdini, condannati altri attorno a lui tranne il nano. Lui non c'entra mai niente

  • Basterebbe tagliare le dita a chi ruba, non si spendono soldi pubblici per il carcere, certezza della pena, e la pena sarebbe sicuramente educativa!

  • Anziché una pene così ridicola bisognava far tornare i soldi rubati. Perché con quella pena ridicola non faranno neanche un giorno di galera.

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