Martedì, 21 Settembre 2021
Inchieste

Costi della politica: dieci Regioni nel mirino delle procure

Le ostriche e lo champagne di Fiorito con i soldi del partito hanno aperto la falla: da allora, una regione su due è stata visitata dalla Guardia di Finanza. Solo oggi, militari nelle sedi di Marche, Lombardia e ancora Lazio

Nelle ultime ore Marche, Lombardia e ancora Lazio. Nei giorni scorsi Basilicata, Campania, Sardegna, Sicilia, Emilia Romagna, Piemonte e Molise. Tutta colpa delle ostriche e dello champagne di Franco Fiorito.

Da quando è esploso lo scandalo Lazio, la Guardia di Finanza ha fatto irruzione in dieci Regioni su venti per mettere al setaccio i conti dei gruppi consiliari e fare luce su come vengono spesi decine di milioni di euro di fondi pubblici.

Vediamo, regione per regione, cosa sta accadendo.

LAZIO. L'inchiesta su Franco Fiorito prende il via dalle segnalazioni fatte dall'allora capogruppo Battistoni. L'accusa ha accertato che sui conti di Fiorito sarebbero stati dirottati almeno 1,3 milioni appartenenti al gruppo, ma le indagini non hanno ancora accertato la reale destinazione di assegni per oltre 800mila euro e di bonifici per circa 600mila euro. Una seconda inchiesta riguarda invece il capogruppo dell'Idv alla Pisana Vincenzo Salvatore Maruccio, anche lui indagato per peculato. I pm gli contestano assegni, prelievi in contanti e bonifici dai conti del gruppo in suo favore senza motivazioni o con motivazioni generiche, per un totale di oltre 500mila euro.

LOMBARDIA. I militari delle Fiamme Gialle hanno chiesto i rendiconti completi delle spese sostenute dai gruppi Pdl e Lega dal 2008 al 2012. In particolare l'interesse è incentrato sulle spese effettuate da tre consiglieri: Davide Boni (Lega), Franco Nicoli Cristiani (Pdl) e Massimo Buscemi (Pdl). E proprio mentre la Gdf acquisiva i documenti, i carabinieri hanno arrestato l'assessore alla Casa Domenico Zambetti con l'accusa di voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti l'uomo politico avrebbe comprato 3mila voti (elezioni 2010), pagando 200mila euro a due esponenti della 'ndrangheta.

CAMPANIA. Le indagini interessano il periodo 2008-2012: la Gdf ha acquisito i bilanci del quinquennio su mandato del procuratore aggiunto Greco e del pm Novelli che ipotizzano il reato di peculato per eventuali sprechi addebitabili agli attuali consiglieri ma anche per l'attività degli esponenti della precedente assemblea. C'è un unico indagato per un presunto episodio illecito emerso nell'ambito di una diversa inchiesta. Dal 2008, hanno calcolato i pm, i consiglieri hanno ricevuto oltre 17 milioni.

PIEMONTE. La Guardia di Finanza ha acquisito la documentazione relativa alle spese di tutti i gruppi a partire dal 2008. L'inchiesta è stata innescata da una 'rivelazione' fatta dal deputato del Pdl Roberto Rosso a Telelombardia: la settimana bianca di un consigliere venne rimborsata dalla Regione. Il lavoro dei magistrati mira a verificare se ci sono casi di malversazione dei fondi o di irregolarità nella rendicontazione di spese e nelle richieste di rimborso, o di percezione irregolare di benefit.

EMILIA ROMAGNA. L'inchiesta è sugli oltre 400 faldoni di carte prelevati in Regione riguardanti le spese dei gruppi consiliari in questa e nella precedente legislatura. I primi controlli verranno effettuati sulle spese di rappresentanza e su tutte quelle voci che non fanno prettamente riferimento ad attività istituzionali.

MARCHE. Il procuratore Elisabetta Melotti ha chiesto ai gruppi l'esibizione di documenti relativi alle spese a partire dal 2008. "L'indagine - ha detto - serve ad assicurare un controllo esteso all'attività di tutti i gruppi consiliari, anche per evitare possibili strumentalizzazioni".

MOLISE. Ad aprire un'indagine conoscitiva è stato il pm Nicola D'Angelo, che ha chiesto alla Gdf di acquisire le spese dei gruppi - che costano 2 milioni all'anno - dal 2009 al 2012.

BASILICATA. L'indagine sulle spese dei consiglieri della legislatura precedente fu aperta nel 2009 e riguarda i rimborsi chilometrici. Quattro gli indagati rinviati a giudizio con le accuse di falso e truffa: il presidente dell'assemblea Prospero De Franchi (Federazione popolari di centro), i 2 vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiello (Pdci), e Franco Mollica (Centro popolare). L'accusa è che i quattro abbiano percepito i rimborsi indebitamente perché, in realtà, risiedevano a Potenza e non nei comuni dichiarati. Mollica, con l'Mpa, e Mattia, con il Pdl, sono stati rieletti nel 2010.

SICILIA. L'inchiesta è sull'utilizzo dei fondi da parte dell'Ars che ha versato ai gruppi: 12,65 milioni. La fetta più consistente è andata al Pd, che avrebbe incassato circa 2,5 milioni; circa 1,9 milioni il Pdl, 700 mila euro Fli e Grande Sud, qualcosa in più l'Udc. Una seconda indagine è invece stata aperta dalla procura di Catania e riguarda le spese dei gruppi della Provincia, in particolare i rimborsi chilometrici e quelli per le assenze.

SARDEGNA. Rischiano di andare a processo 20 consiglieri per le spese del Misto nella legislatura 2004-08. A 17 di loro (il Gup deciderà il 24 ottobre) è contestato il peculato: parte del denaro sarebbe stato utilizzato per spese personali: auto e vestiti, bollette, viaggi e cene. Per altri 2 consiglieri il Gup deciderà il 15 novembre, mentre per l'ex assessore (ora senatore Pdl) Silvestro Ladu il processo si terrà il 5 novembre: con i soldi del gruppo avrebbe fatto riparare l'auto della moglie. In totale gli contestano spese illegittime per 253 mila euro.
 

Gallery

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Costi della politica: dieci Regioni nel mirino delle procure

Today è in caricamento