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Lunedì, 6 Febbraio 2023
le critiche

Santanché vuole assegnare le spiagge libere "piene di tossicodipendenti e rifiuti"

La Ministra del Turismo fa le sue proposte per le spiagge e la riforma del settore, attaccando anche il Reddito di cittadinanza

Daniela Santanchè fa le sue proposte per la riforma delle concessioni balneari, auspicando che le spiagge vengano assegnate per liberarle da "tossicodipendenti e rifiuti". In più, la Ministra del Turismo ha anche criticato il Reddito di cittadinanza, sostenendo che la misura ha danneggiato il settore. Le dichiarazioni di Santanchè arrivano in un momento in cui la riforma delle concessioni balneari è in stallo, dopo essere stata implementata dal governo Draghi. 

Cosa ha detto Santanchè

"Credo che prima di otto mesi, un anno non saremo in grado di fare le gare" per le concessioni balneari, ma "io credo sia meglio assegnare prima le spiagge che non sono assegnate: ci sono spiagge libere meravigliose dove ci sono rifiuti e tossicodipendenti, nessuno pensa a tenerle in ordine, forse potremmo cominciare da lì. Naturalmente devono essere fruibili per tutti". Sono queste le proposte della ministra del Turismo Daniela Santanchè, intervenendo all'Assemblea di Confesercenti.

In ogni caso, Santanchè non ha le deleghe per gestire la vicenda perché appartengono a Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare. In più, come lei stessa ha ricordato, avrebbe avuto un conflitto di interessi sulla questione perché socia di Flavio Briatore nella gestione del Twiga, noto locale di Forte dei Marmi. "Sono deleghe che ha il ministro Musumeci, io sono stata tirata in ballo per un presunto conflitto di interessi", ricorda.

La ministra del Turismo ha anche attaccato il reddito di cittadinanza: secondo lei "nella passata stagione estiva nel turismo, ha fatto mancare 250 mila posti di lavoro e ha fatto perdere 6,3 miliardi di fatturato. Non lasceremo indietro nessuno, ma non vogliamo dare ai nostri figli una paghetta di Stato, vogliamo dare lavoro".

A che punto è la riforma delle concessioni balneari

La riforma che prevede la liberalizzazione degli stabilimenti balneari è attesa da anni. Sul tema l'Italia non è in regola con le leggi europee. La Commissione Europea ha più volte minacciato una procedura di infrazione perché lo Stato italiano non applica una direttiva approvata nel 2006 - la direttiva Bolkestein - secondo cui la gestione dei beni pubblici va assegnata con una procedura di gara. In Italia, al contrario, le spiagge - beni pubblici che appartengono al demanio dello Stato - vengono assegnate tramite concessioni decennali molto vantaggiose per gli stabilimenti e poco redditizie per lo Stato.

La riforma delle concessioni balneari in Italia: la direttiva Bolkestein non viene applicata. Cosa dice la Santanchè

Secondo gli ultimi dati della Corte dei Conti, nel 2020 lo Stato ha incassato 92,5 milioni di euro da 12.166 concessioni "ad uso turistico" a fronte di un giro d’affari quantificato in circa 15 miliardi di euro - ma è difficile fare stime esatte -. Dal 2021 è stato deciso che l’importo annuo del canone non può essere inferiore a 2.500 euro. Con l'adeguamento Istat dal 2022 il minimo è salito a 2.698,75 euro. 

A febbraio 2022 il governo Draghi ha approvato un disegno di legge chiedendo al Parlamento una delega per riformare il sistema delle concessioni balneari con una serie di decreti attuativi, prevedendo uno slittamento fino al 31 dicembre 2024 in presenza di "ragioni oggettive" che impediscano lo svolgimento della gare. Il problema è che il governo Meloni e i suoi esponenti hanno storicamente avuto posizioni avverse nei confronti dell'attuazione della direttiva Bolkestein, tutelando i balneari. La sensazione è che si voglia guadagnare tempo, a oltranza.

Eppure, lo stesso Flavio Briatore, socio di Santanchè, aveva detto che "gli affitti delle concessioni balneari andrebbero rivisti tutti. E almeno triplicati. Parlo anche per me: per il Twiga, di concessione, dovrei pagare circa 100mila euro". Secondo quanto dichiarato da Briatore il canone annuo pagato per il Twiga è invece di 17.600 euro.

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