Mercoledì, 20 Gennaio 2021

Il vicepresidente della Calabria. "Dirò negro finché campo"

Nino Spirlì, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Calabria, ha definito "la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome"

Spirlì insieme a Salvini (FOTO ANSA)

Stanno facendo molto discutere le dichiarazioni del vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Calabria, Nino Spirlì, che è intervenuto a un dibattito organizzato dalla Lega a Catania: ''Ci stanno cancellando le parole di bocca, come se dire ‘zingaro’ sia già un giudizio negativo. Con ‘negro’ è la stessa cosa, perché in calabrese dico ‘nigru’ per dire negro, non c’è altro modo''.

Spirlì si è scagliato  contro quella che ha definito "la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome". Il vicepresidente della Regione Calabria ha poi concluso il suo intervento  mostrando in sala un rosario “che mi hanno regalato le suore” non prima, però, di dire che “userò le parole ‘negro’ e ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua per impedirmelo?”.

Il vicepresidente della Regione Calabria non si ferma qui: "Coprire la nostra cultura, ancora ben radicata, se glielo consentiamo oggi noi siamo gli ultimi. Se moriamo noi, quelli che verranno dopo non avranno testimonianza di quello che era vero, perché questi sono capaci di prendere la bibbia e bruciarla. Sono nazisti. Bruciano le parole e adesso vogliono cancellarle dai dizionari, non glielo dobbiamo consentire. Cosa fare? Io parlo, dirò negro fino all’ultimo dei miei giorni, dirò frocio fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno? Mi tagliano la lingua? Non credo che possano arrivare a tanto. Cominciamo a difendere le vere verità nel quotidiano". Parole che senza dubbio non mancheranno di suscitare polemiche.

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