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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Politica

"Governo di larghe intese fino al 2015"

Questo l'auspicio del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. "Andare oltre il semestre europeo, almeno fino a Expo 2015. Un grande evento in condizioni di instabilità non sarebbe positivo"

Per ora è solo un auspicio. Ma quando parla il presidente di Confindustria, in Italia, le sue parole difficilmente restano inascoltate. La speranza di Giorgio Squinzi è che il governo duri oltre il semestre europeo, "almeno fino a Expo 2015"

In particolare, il leader degli industriali in occasione dell'assemblea generale di Anima (Associazione nazionale dell'industria meccanica, ndr) a Milano, fa presente che dopo il semestre europeo è prossimo un appuntamento molto importante: "Non dimentichiamo - dice - che dopo il semestre italiano in Europa ci sarà Expo. Presentarsi a questo grande evento in condizioni di instabilità non sarebbe positivo".

STABILITA' - Dopo l'auspicio, le critiche alla legge di stabilità. E in riferimento all'appello del presidente della Repubblica, Squinzi sottolinea che "la mancanza di coraggio non è da parte delle imprese, ma in questo momento da parte del governo che non ha ritenuto di mettere mano con forza alla riduzione della spesa pubblica. Con 850 miliardi di spesa pubblica, un taglio del 2, del 3, del 4% libererebbe risorse enormi: noi chiedevamo 10 miliardi per il cuneo fiscale. Ci è stato detto che se ne potevano destinare 5 e alla fine ne sono usciti 2,6-2,7 miliardi: la legge di stabilità ha buono il metodo ma scarsi per ora i risultati".

SITUAZIONE COMPLICATA - Sul quadro generale, il commento di Squinzi - in un passaggio del suo intervento questa mattina a Milano all'assemblea degli industriali del settore meccanico - è lapidario: "La situazione in Italia è complicatissima. Quando ho accettato la presidenza di Confindustria non pensavo di arrivare in un momento così complicato. Se l'avessi saputo prima non so se mi sarei candidato". 

"IO NON SCIOPERO" - "Io non sciopero mai. Non posso fare sciopero per definizione". Così Giorgio Squinzi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la decisione dei sindacati di scioperare contro i contenuti della legge di stabilità: "Deve essere un segnale di protesta rispetto a una finanziaria che sicuramente ha ampi spazi di miglioramento". Per Squinzi non si tratta, comunque, di uno sciopero di "dimensioni apocalittiche" perché "4 ore sono uno sciopero gestibile a livello locale". 

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