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Martedì, 24 Maggio 2022
Crisi economica /2

Squinzi contro Monti e Merkel: "Troppa austerità"

Il presidente di Confindustria all'assemblea di Assolombarda, dove ha partecipato anche l'ex premier: "Troppi tagli ma il debito pubblico non è sceso. Tenuta sociale in ginocchio"

MILANO -  Il governo Monti è "colpevole" di aver compromesso il mercato interno "attenendosi ai dettami di un'austerità fine a se stessa" nell'intento di ridurre il rapporto debito/Pil "senza peraltro riuscirci".

E' questa la dura critica del presidente Giorgio Squinzi all'operato del precedente esecutivo, durante l'intervento all'assemblea di Assolombarda, presente lo stesso Mario Monti.

"Accettando la vulgata monetarista abbiamo compromesso il mercato interno, attenendoci ai dettami di un'austerità fine a stessa e accettando di ridurre il rapporto debito/Pil asetticamente, senza una logica economica che accompagnasse questa scelta". Tentativo comunque fallito: "Quando si è insediato il governo Monti il rapporto debito/Pil era al 117, adesso siamo a 127 e le proiezioni di quest'anno ci portano almeno al 132".

L'Italia, prosegue Squinzi, "ha eretto la bandiera dell'austerità per recuperare credibilità, abbiamo dimostrato di saper fare sacrifici, di essere un grande Paese europeo, che nell'Europa crede e che all'Unione ha dato tanto". Ma, avverte, "se il rigorismo e l'austerità mettono in ginocchio la tenuta sociale e il patrimonio delle nostre imprese costruito in decenni e generazioni di duro lavoro affinchè altri possano fare shopping portandosi a casa i nostri pezzi migliori a prezzi di saldo, la soluzione si trasforma in problema e dobbiamo dire di no". Da qui la contestazione alla "rigidità assoluta della barriera al 3%" del deficit/Pil, "un limite che a oggi non si può sforare".

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