Lunedì, 8 Marzo 2021
Economia

Nessuna ripresa nel 2014: Standard&Poor's affossa ancora l'Italia

Continuano le brutte notizie per l'economia: l'agenzia ha tagliato il rating di 18 banche. Drammatica la previsione del Pil italiano: con il -1,9% del 2013 avrà un calo reale del 9% in sei anni

E' nero, anzi nerissimo il quadro che Standard&Poor's delinea per l'Italia in vista del 2014. L'agenzia statunitense, dopo aver tagliato il rating di 18 banche, ha confermato la previsione di un calo dell'1,9% del Pil italiano per quest'anno.

"Il Pil dell’Italia - scrive S&P - dopo il -1,9% previsto per il 2013, avrà segnato un calo in termini reali del 9% negli ultimi sei anni, con un -25% per gli investimenti e un prodotto pro-capite inferiore ai livelli del 2007". Conclusione: "Non ci aspettiamo che questa tendenza si inverta significativamente nel 2014".

Oltre a questa spietata previsione sull'economia italiana, Standard&Poor's ha tagliato, come detto, il rating di 18 banche salvando, di fatto, tra le big solo Intesa San Paolo e Unicredit.

Unione di Banche Italiane (Ubi) e Credito Emiliano (Credem) scendono così a ‘BBB-’; FGA Capital (FGA), Iccrea Holding (Iccrea) e MedioCredito Centrale (MedioCredito) a ‘BB+’; Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, e Banco Popolare a ‘BB’; Unipol Banca e Agos Ducato a ‘BB-’.

"Le banche italiane - spiega l'agenzia - operano in un ambiente con alti rischi economici, lasciando le banche più esposte a una recessione più profonda e lunga di quanto pensavamo''.

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