Giovedì, 29 Ottobre 2020
Politica

Proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre: cosa cambia per i cittadini

Dallo smart working alle nuove zone rosse per isolare i focolai di coronavirus, ecco cosa succede con la proroga decisa dal premier Conte e sottoposta al vaglio del Parlamento

Stato di emergenza Covid verso la proroga fino al 15 ottobre: su questo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riferito oggi pomeriggio in Senato (il suo discorso è in fondo all'articolo) e poi, mercoledì mattina, riferirà alla Camera. Il premier non ha più dubbi: ha chiesto al Parlamento di continuare a mantenere lo stato di emergenza coronavirus ancora per quasi altri tre mesi. La decisione è stata presa per garantire una maggiore rapidità di esecuzione in caso di necessità. Conte ha fornito anche un quadro generale della situazione epidemiologica del Paese prima di dare la parola al Parlamento.

Le opposizioni, Lega in primis, si sono già dette nettamente contrarie alla proroga dello stato di emergenza. Diversa la situazione nella maggioranza, dove, seppure partendo da posizioni differenti, i parlamentari sono riusciti a trovare un accordo. Fino all'ultimo Italia Viva di Matteo Renzi si era schierata contro l'ipotesi di prolungare lo stato di emergenza, non vedendo di buon occhio il "decisionismo" di Conte, poi si è allineata sulla data della proroga. Non si attendono fibrillazioni dal voto in Aula: la linea della proroga dovrebbe reggere. Insomma, se la maggioranza dovesse votare in modo compatto la proroga dovrebbe passare senza particolari patemi. 

Stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020: cosa cambia per i cittadini

Ma cosa cambia in concreto per i cittadini? Facciamo chiarezza. Lo scorso 31 gennaio 2020 il governo ha dichiarato, per la durata di sei mesi (quindi fino al 31 luglio), lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario rappresentato dal coronavirus. La decisione del governo, come detto, è di prorogarlo. Questa proroga servirà a garantire una maggiore rapidità di esecuzione in caso di necessità, ma anche a garantire continuità all’azione del commissario straordinario Domenico Arcuri, nominato di recente anche commissario per la riapertura delle scuole "fino alla scadenza del predetto stato di emergenza".

Non solo. La proroga dello stato di emergenza Covid fino al 15 ottobre 2020, infatti, consente di istituire, in caso di focolai, nuove "zone rosse", ovvero totalmente confinate e chiuse agli scambi con l'esterno. E nel caso di seconda ondata di Covid-19 la proroga permette di reperire posti letto in strutture diverse dagli ospedali, ad esempio le caserme o gli alberghi. Lo stato di emergenza consente anche di bloccare i voli da e per gli Stati che vengono ritenuti a rischio, oppure di individuare nazionalità che non sono ammesse in Italia.

Per la durata dello stato di emergenza i dipendenti pubblici e quelli privati possono rimanere in smart working secondo le modalità che vengono concordate con l'azienda. Nella pubblica amministrazione, per una norma contenuta nel decreto Rilancio, i dipendenti rimarranno in smart working fino al 31 dicembre. Per favorire la ripartenza dopo il coronavirus, all'esame del governo ci sono "interventi per sostenere il mercato del lavoro": a indicarlo è il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che cita "una deroga alle norme sui contratti a termine e la proroga delle procedure semplificate per lo smart working nel privato". Sono attese novità su questo tema, dunque.

La proroga incide anche sulla scuola. Il provvedimento permetterà di acquistare tutto il materiale necessario a far ripartire in sicurezza la scuola: mascherine, gel, banchi, distanziatori di plexiglas, saltando alcuni passaggi per l'affidamento degli appalti che seguono percorsi agevolati. Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione, oggi ha parlato nel corso di un'informativa alla Camera sulle iniziative di competenza per l'apertura dell'anno scolastico in relazione alla situazione epidemiologica da Covid-19: "A settembre la scuola riparte. Voglio dirlo in quest'aula e ribadirlo con chiarezza per arrivare a tutte quelle famiglie che ci stanno ascoltando e che spesso sono travolte da toni allarmistici e apocalittici".

Conte al Senato, il discorso sulla proroga dello stato d'emergenza

Lo stato di emergenza per il coronavirus "viene a scadere alla fine di questo mese. Ritengo doveroso condividere con il Parlamento la sua proroga che è inevitabile", ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo in Senato dopo il Consiglio dei ministri. "Sarebbe incongruo - ha sottolineato - sospendere bruscamente l'efficacia delle misure adottate, se non quando la situazione è riconducibile a un tollerabile grado di normalità". E ancora: "Il Comitato tecnico scientifico ha segnalato che sebbene la curva di contagi e l'impatto sul Sistema sanitario nazionale si siano notevolmente ridotti, ed è un dato che ci rinfranca, i numeri registrati dicono che il virus continua a circolare nel Paese. E la situazione internazionale resta preoccupante e ciò che accade nei Paesi a noi vicini ci impone un'attenta vigilanza", ha aggiunto il capo del governo sottolineando come l'emergenza coronavirus ha "i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti".

La proroga dello stato d'emergenza "è una scelta inevitabile e per certi aspetti obbligata, fondata su aspetti meramente tecnici", ha aggiunto Conte, spiegando che lo stato d'emergenza "costituisce il presupposto per una serie di poteri e facoltà per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali in atto. Il principale strumento è quello di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e dell'Unione europea".

"Non c'è alcuna intenzione di drammatizzare né di alimentare paure ingiustificate nella popolazione. La proroga è necessaria per assicurare la continuità operativa di chi sta svolgendo attività di assistenza e di sostegno, per chi subisce gli effetti, diretti ed indiretti, di una pandemia che seppure fortemente ridimensionata non si è esaurita".

Infine l'appello alla maggioranza "ma anche all'opposizione, perché su questi temi non si deve ragionare su schieramenti precostituiti e logiche precostituite. Resto fiducioso - ha concluso il premier - che possa maturare in quest'Aula con consapevolezza e piena assunzione di responsabilità una convergente valutazione positiva su questo decisivo passaggio, da cui discendono rilevanti conseguenze per l'intera comunità nazionale. Dobbiamo tutelare vita e salute".

Aggiornamento - E' arrivato il via libera del Senato alla proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre: 157 favorevoli, 125 contrari e 3 astenuti. La data del 15 ottobre è frutto di una risoluzione di maggioranza e di una mediazione, dopo che il governo aveva fatto sapere di essere orientato a chiederla fino al 31 ottobre. Inizialmente si pensava di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre. Il Consiglio dei ministri si riunisce mercoledì 29 luglio alle ore 20 per dare il via libera alla proroga. 

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