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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Bagarre in Aula

Stop a Iva e accise sulla vendita di armi: vince il "sì", scintille in Senato

Via libera dalla Commissione Finanze del Senato al decreto legislativo per lo stop a Iva e accise sulla vendita di armi nell'Unione europa. Toni accesi in Aula, tra i 5 stelle che non hanno votato e i favorevoli, Lega, Pd e Fratelli d'Italia

Stop all'Iva e alle accise sulla vendita di armi all'interno dell'Unione europea. Dalla Commissione Finanze del Senato è arrivato il via libera al decreto legislativo che, come da direttiva, Ue, toglie Iva e accise come incentivo economico per il commercio di armamenti in Europa. Lega, Fratelli d'Italia e Partito Democratico hanno votato a favore del decreto, mentre c'è stata totale astensione da parte del Movimento 5 Stelle. A votare contro oltre a Lannutti, anche la senatrice Paola Nugnes, anche lei del misto, protagonista di un battibecco a fine riunione con Dieter Steger del gruppo Misto e Andrea De Bertoldi di Fdi. Ai due senatori non vanno giù le considerazioni della Nugnes che in Aula avrebbe ricordato come l'Italia "spende in armi 18 volte di più della Russia", cui i due replicano con "vergogna" e "buffonate".

Stop a Iva e accise sulla vendita di armi: bagarre in Senato

In Aula non sono mancati momenti di tensione dopo il sì della Lega, che già negli scorsi giorni non aveva nascosto malumori per 'l'incentivo' alla vendita di armi italiane, sulle quali viene previsto di non far pagare l'Iva e l'accise ai fabbricanti, permettendo di fatto un forte sconto per gli acquirenti. Per i pentastellati si tratta di una iniziativa che non fa altro che innalzare la tensione in Europa, con una mossa che rischia di passare per una sfida a Mosca, dopo l'aggressione all'Ucraina. Una sorta di corsa al riarmo, mal vista pure dalla Lega, che poi ha deciso di votare a favore.

La norma al centro della polemica, in linea con la direttiva europea (2019/2235), "dispone il regime di non imponibilità ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (Iva) e l'esenzione dalle accise in relazione alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi destinate alla realizzazione di un'attività dell'Unione nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc)". La direttiva Ue risale al 14 marzo del 2019 e si pone l'obiettivo di "migliorare lo sforzo di difesa svolto ai fini della realizzazione di attività dell’Unione nell’ambito della sicurezza comune” e per questo prevede l’esenzione di IVA e accise per la vendita di armi prodotte in Italia e vendute ad uno Stato terzo dell’Unione europea".

Il testo integrale del decreto legislativo

Ecco il testo integrale approvato in Commissione: "La Commissione Finanze e tesoro, esaminato l'atto in titolo, premesso che lo schema di decreto legislativo intende adeguare l'ordinamento interno alla direttiva (UE) 2019/2235, recando modifiche al D.P.R. n. 633 del 1972 (Istituzione e disciplina dell'IVA), al decreto-legge n. 331 del 1993 e al decreto legislativo n. 504 del 1995 (Testo Unico Accise); la citata direttiva (UE) 2019/2235 del Consiglio del 16 dicembre 2019, contiene le indicazioni per il recepimento di norme relativamente agli sforzi di difesa nell'ambito dell'Unione, prevedendo una serie di limitate esenzioni al regime dell'IVA e dell'accise, applicabili esclusivamente alle situazioni in cui le forze armate di uno Stato membro svolgono compiti direttamente connessi a uno sforzo di difesa nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) al di fuori dello Stato membro a cui appartengono; che lo sforzo di difesa comune è un condivisibile obiettivo della politica europea, al pari della sostenibilità economica e della riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali; i beni e le prestazioni dei servizi oggetto dell'esenzione sono esclusivamente quelli destinati alle forze armate di altri Stati membri, per uso sia di personale civile che militare e attengono a profili logistici e organizzativi, senza peraltro un'esclusione di equipaggiamenti bellici o di armamenti; esprime parere non ostativo, nel presupposto che la disciplina in via di recepimento non ha alcuna sovrapposizione con la normativa derogatoria introdotta per la cessione di armi in favore della repubblica Ucraina. In termini più generali, la Commissione sollecita il governo ad avviare un confronto in sede europea per una revisione della disciplina recata dalla direttiva 2006/112/CE sul sistema comuna IVA - adeguandola alle sfide della competizione internazionale e agli obiettivi di inclusione sociale - per quanto riguarda l'applicazione di aliquote agevolate per la cessione di beni strumentali come computer e tablet, ormai divenuti, soprattutto dopo la fase pandemica, beni essenziali allo svolgimento di attività di studio e di lavoro professionale".

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