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Venerdì, 19 Aprile 2024
L'intervista

"Governo vile sul superbonus, in piazza contro l’inversione a U di Meloni"

Il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo aveva tenuto a battesimo il bonus edilizio e ora spiega a Today: "Il mio cellulare squilla in continuazione perché la gente ha paura"

Il deputato Agostino Santillo è saltato sulla sedia allo stop del governo Meloni della cessione dei crediti per tutti i bonus edilizi, compreso il superbonus 110%. Non solo per il suo impegno politico nel Movimento 5 Stelle, lui che il primo banchetto lo ha fatto nella sua Caserta nel 2012, ma perché il superbonus l'ha visto nascere e ne ha sempre seguito l'iter, difendendolo poi dagli attacchi.

Agostino Santillo, 48 anni, è ingegnere civile libero professionista dal 2002 e opera principalmente nel settore dei lavori pubblici. In qualità di consulente, ha lavorato con diversi enti pubblici fra cui Regione Campania, partecipate del ministero dell'Ambiente, la facoltà di Ingegneria di Napoli, la Provincia di Caserta e vari Comuni. Giuseppe Conte lo ha scelto nel dicembre 2021 come coordinatore del comitato per le infrastrutture e la mobilità sostenibile. Ha seguito in prima persona tutta l'iniziativa legislativa parlamentare del superbonus 110% e in generale i bonus fiscali per l'edilizia.

Onorevole Santillo, lei di fatto è stato tra i promotori del superbonus.
"Diciamo che il vero promotore è stato il Governo Conte II che lo ha varato nella passata legislatura. Però sì, io ho partecipato alla divulgazione, al miglioramento e alla difesa quando è stato attaccato. Io lo seguo da sempre, dal maggio 2020, dalla prima stesura dei numerosi emendamenti fra cui, il più famoso, quello che propose Cisal. Diciamo che sono uno "zio del superbonus".

Superbonus, l'allarme delle imprese: "A rischio 130mila posti di lavoro"

Senta onorevole e adesso? Che conseguenze vi aspettate con lo stop alla cessione dei crediti? 
"Devastazione totale del mondo delle aziende, lasciate al loro destino. Parliamo di 40mila imprese e almeno 150mila posti di lavoro. È sconcertante questa vera e propria furia cieca di Meloni e Giorgetti nei confronti del meccanismo che ha garantito all'Italia + 6,7% del Pil nel 2021 e +4% nel 2022. Guarda caso questo blocco è arrivato subito dopo le elezioni regionali". 

Aspetti a cosa si riferisce? Che nesso vede fra elezioni regionali e blocco del superbonus? 
"Se lo avessero fatto prima delle regionali, questa scelta avrebbe avuto un peso negativo sull'esito del voto. Ora invece si dice a migliaia di italiani che perderanno il lavoro, e a tanti imprenditori che avevano investito grazie a questa misura "signori, abbiamo scherzato. È tutto finito". Una farsa sulla pelle dei cittadini e ricordo un altro controsenso: esponenti della Lega del Veneto che chiedono ai parlamentari del loro partito di salvare il superbonus. E invece eccoci qui. Per non parlare dell'inversione a "U" rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale visto che Fratelli d'Italia aveva promesso lo sblocco dei crediti d'imposta. Era Meloni a dirci che il superbonus andava salvato". 

Ma voi non avete forse sbagliato a non fare una pianificazione? Per il solo superbonus erano stati stanziati 33,3 miliardi ma la spesa ha già superato i 60. 
"Ma chi lo dice? L'unico dato che esiste è quello dei quasi 70 miliardi di euro riconosciuti come lavori in detrazione al superbonus, questo lo dice Enea. Ma anche istituti indipendenti come il Censis ci dicono che l'impatto sul territorio è positivo". 

Eppure Giovanni Spalletta, direttore generale del dipartimento delle Finanze al Mef, ha detto che la spesa extra comporterà "un peggioramento delle imposte dirette" di 8-10 miliardi l'anno tra il 2023 e il 2026. Voi contestate questi numeri? 
"Guardi, il Censis ci dice che quasi il 70% dei lavori ammessi a detrazione, cioè di quei 70 miliardi, si sono ripagati grazie a un gettito fiscale di 43 miliardi che sono già nelle casse dello Stato (Iva e Irpef)". 

Prima di diventare ministro, Giorgetti disse che con il superbonus "diamo soldi ai miliardari per ristrutturare le loro quinte case delle vacanze". Per la stessa Corte dei Conti l'agevolazione comporta "in molti casi dei benefici non giustificati per gruppi specifici di soggetti, con effetti distributivi non sempre auspicabili". Cosa rispondete a chi dice che con i soldi di tutti molti ricchi ristrutturano le case gratis? 
"Ma è l'esatto contrario. Il superbonus e il meccanismo della cessione del credito fanno sì che tutte le persone, anche chi non ha la possibilità di fare lavori in casa, possano cedere credito. Invece, bloccando tutto, solo i più benestanti potranno detrarre dal fisco il costo del lavoro. I poveri non ce l'hanno, invece avrebbero potuto cedere il credito a una banca o altri enti. Inoltre così si incrementa il lavoro nero". 

Non solo superbonus: tutti i lavori a rischio con lo stop alla cessione dei crediti

Lei prima ha parlato di devastazione delle aziende e su Facebook scrive che "è una questione sociale, di sopravvivenza di intere famiglie tradite da quello Stato in cui avevano creduto". Ma non starete soffiando sulla paura di famiglie e aziende? 
"Guardi io posso dirle che già da prima avevo chiesto un intervento su questa cosa. Da stanotte il mio cellulare squilla in continuazione perché le persone hanno paura. Il Governo ha emanato una norma vile perché non riconosce un patto che lo Stato ha preso con i cittadini, un patto su cui molti avevano fatto affidamento e adesso il Governo si è tirato indietro. Questa maggioranza è ancora in tempo per ravvedersi e chiedere scusa”.

Altrimenti? 
"Noi alzeremo le barricate in sede parlamentare". 

Mobilitereste anche le piazze per il superbonus?
"Assolutamente sì. Ma vediamo cosa succederà in Parlamento, dove ci spiegheranno come sia possibile che tutti i partiti di maggioranza avevano promesso una cosa e ora fanno l’esatto opposto".  
 

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