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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

"Svuota carceri", no all'arresto cautelare per gli stalker

Un emendamento presentato da Gal, e approvato in Commissione Giustizia Senato, sposta il tetto massimo affinché scatti la custodia cautelare in carcere da quattro a cinque anni. Quindi per i reati di stalking, pena massima quattro anni, niente carcere "preventivo"

Un emendamento al dl "svuota carceri" che modifica il tetto massimo affinché scatti la custodia cautelare in carcere, da quattro a cinque anni. Un emendamento che, di conseguenza, decreta: niente più arresto "preventivo" per gli stalker, ma anche per chi finanzia illecitamente i partiti e chi rende falsa testimonianza. Ancora, stop alla custodia cautelare anche per i reati di favoreggiamento, contraffazione, introduzione nello Stato e vendita di marchi contraffatti. 

Per tutti questi reati, infatti, la pena massima si ferma sotto i cinque anni. Per lo stalking, il caso che fa più "rumore", le pene vanno da sei mesi a quattro anni: quindi, impossibile la custodia cautelare in carcere. A presentare l'emendamento è stato Lucio Barani, del gruppo Grandi autonomie e Libertà. E la modifica al dl, approdato in Aula per la seconda lettura, è stata approvata dall'intera maggioranza con parere favorevole del governo. 

L'idea, ora, è modificare il testo in commissione Giustizia della Camera, uscendo dalle "incomprensioni" e ritornando al testo licenziato dal governo. Lo "svuota carceri", infatti, era sì nato con la prospettiva di "tagliare" il sovraffollamento carcerario italiano, ma si era posto l'obiettivo di fare chiarezza attorno alla questione prescrizioni. Ma, a quanto pare, di chiarezza ce n'è ben poca. 

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