Giovedì, 6 Maggio 2021
Province tagliate

Pronto il decreto: salve solo 23 Province

La mappa dei futuri capoluoghi è quasi pronta: con il primo Consiglio dei ministri di novembre l'ufficialità. Intanto, non mancano le decisioni contestate: bufera in Toscana e Lombardia, polemica in Umbria. Tutto come prima invece in Sicilia.

La nuova mappa delle Province italiane è quasi pronta: arriverà con un decreto legge all'esame del primo Consiglio dei ministri di novembre.

Sono stare respinte le tante richieste di deroga: verranno attuate senza sconti le regole fissate con la legge sulla spending review. Ad esempio - come riporta il Corriere della Sera -  Benevento, che invocava la "storia del territorio sannita", e Rovigo, che sottolineava la "peculiarità del Polesine" si devono arrendere. Rifiutata anche l'ultima proposta per 'salvare' Terni: il passaggio di alcuni comuni perugini al ternano.

Le Province con meno di 350 mila abitanti o una superficie inferiore ai 2.500 chilometri quadrati dovranno essere accorpate con quelle vicine. Considerando solo le Regioni a Statuto ordinario, le Province scenderanno da 86 a 50, comprese le dieci Città metropolitane. Quelle tagliate saranno trentasei.

A queste, si dovranno aggiungere almeno altre dieci 'cancellazioni' nelle regioni a statuto speciale che saranno decise dalle giunte regionali entro sei mesi di tempo.

PATRONI GRIFFI. Determinato il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffin, che sottolinea come i tagli "seppur dolorosi" sono indispensabili: "Non possiamo pensare che una riforma importante come questa possa venir meno solo per delle resistenze localistiche".

L'ITER. Dalla fine di giugno del 2013 tutte le Province, anche quelle che non si vedranno toccare i confini, saranno guidate da un commissario. Toccherà a lui curare la transizione verso il nuovo regime. Resta da decidere solo se il commissario sarà esterno, nominato dal prefetto, o se il ruolo verrà affidato al presidente uscente della Provincia.



Città metropolitane - Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria

Province che restano
Piemonte: Torino, Cuneo
Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Pavia
Veneto: Venezia, Vicenza, Verona
Liguria: Genova, La Spezia
Emilia Romagna: Bologna, Ferrara
Toscana: Firenze
Marche: Ancona, Pesaro Urbino
Lazio: Roma
Campania: Napoli, Salerno, Caserta
Puglia: Bari, Lecce
Calabria: Reggio Calabria

Province accorpate
Piemonte: Alessandria / Asti; Vercelli / Biella / Verbano Cusio Ossla / Novara
Lombardia: Como / Varese / Monza Brianza; Lodi / Mantova /Cremona; Sondrio / Lecco
Veneto: Rovigo / Padova; Belluno / Treviso
Liguria: Savona / Imperia
Emilia Romagna: Modena / Reggio Emilia; Parma / Piacenza; Ravenna / Forlì Cesena / Rimini
Toscana: Grosseto /Siena / Arezzo; Lucca / Massa Carrara / Pistoia / Prato; Pisa / Livorno
Umbria: Perugia / Terni
Marche: Ascoli Piceno / Macerata / Fermo
Lazio: Viterbo / Rieti; Latina / Frosinone
Abruzzo: L'Aquila / Teramo; Pescara / Chieti
Molise: Campobasso / Isernia
Campania: Avellino / Benevento
Puglia: Foggia / Bartella Andria Trani; Taranto / Brindisi
Calabria: Cosenza / Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia
Basilicata: Potenza / Matera


Regioni a statuto speciale: nessuna modifica per Sicilia, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta. In Sardegna si passerà da 8 a 4 province: Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano. Abolite Carbonia Iglesias, Olbia-Tempio, Medio Campidano e Ogliastra.

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