Lunedì, 20 Settembre 2021
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L'uomo del Colle ha detto sì: arrivano i tagli al Quirinale

Firmato il decreto che riduce le spese della presidenza della Repubblica: arriva il tetto dei 240mila euro per i consiglieri e il personale. Si avrà un risparmio complessivo per il bilancio dello Stato di sedici milioni di euro

Giorgio Napolitano alla Festa della Repubblica (Infophoto)

ROMA - L'estate porta tagli sostanziosi ai piani alti delle istituzioni. E dopo la sforbiciata agli stipendi dei dipendenti del Parlamento, anche il Quirinale fa austerity. Il presidente della Repubblica ha infatti firmato oggi un decreto che taglia di sedici milioni i costi di amministrazione della presidenza della Repubblica nel periodo 2014-2017.

LO STATO RISPARMIA 16 MILIONI - "Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - si legge in una nota del Colle - ha firmato, su proposta del segretario generale, un decreto che riduce ulteriormente i costi dell'amministrazione del Quirinale. Scopo del provvedimento è di consentire la restituzione al Tesoro di quattro milioni di euro nell'anno in corso e di stabilizzare il riequilibrio del bilancio interno sulla base di una dotazione a carico del bilancio dello Stato di 224 milioni di euro per l'intero triennio 2015 -2017, pari al livello del 2007 e inferiore di 4 milioni rispetto alla dotazione del 2014". "Si consegue così - viene precisato - un risparmio complessivo per il bilancio dello Stato di sedici milioni di euro nel quadriennio 2014-2017 - che si aggiunge alla restituzione di circa 6,2 milioni di euro per effetto dell'applicazione del contributo sulle pensioni - e si pongono altresì le premesse per ulteriori economie nel medio periodo".

TUTTE LE MISURE - Il Quirinale spiega che "tra le misure più significative" ci sono: "Equiparazione dell'indennità di funzione del segretario generale all'importo dell'indennità di comando prevista per i consiglieri del presidente della Repubblica, pari a 141 mila euro annui lordi; applicazione del tetto di 240 mila euro annui previsto dall'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 ai compensi dei consiglieri del presidente della Repubblica a contratto; applicazione del medesimo tetto alle retribuzioni del personale, bloccandone con decorrenza immediata le progressioni economiche e prevedendo il riassorbimento dell'eventuale eccedenza (che riguarda peraltro solo 16 unità di personale) nel corso del triennio 2015-2017; ulteriore significativa riduzione delle indennità corrisposte al personale distaccato da altre amministrazioni".

Inoltre, "con un successivo decreto si provvederà all'approvazione di nuove tabelle stipendiali per il personale di ruolo e alla definizione di più stringenti requisiti per il pensionamento di anzianità, temi sui quali è ancora in corso il confronto con le rappresentanze sindacali, alle quali come a tutto il personale va il ringraziamento della Segreteria generale per il senso di responsabilità, lo spirito di collaborazione e la correttezza con cui affrontano misure di riduzione della spesa e di riorganizzazione amministrativa".

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