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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

I partiti si tagliano il finanziamento: è la "legge-truffa"

Il governo Letta taglia il finanziamento pubblico ai partiti ma introduce, con il due per mille, il meccanismo del silenzio assenso in stile otto per mille alla Chiesa Cattolica. Grillo tuona: “È una legge truffa”

Sarà stato il peso dei recenti scandali (in ordine sparso: i diamanti della Lega Nord; il caso Lusi che ha travolto la Margherita; i buchi della Regione Lazio, con tanto di Batman-Fiorito; le troppe zone grigie della Lombardia). Sarà stata l’insopportabile discrasia tra la crisi economica reale, quella dei suicidi, della cinghia sempre più stretta che soffoca l’anima e le famiglie, e la sfacciataggine della politica. Sarà stato un piccolo slancio di dignità istituzionale da parte della classe dirigente. E sarà stato la capacità di Beppe Grillo – che su questo fronte ha indubbiamente dei meriti – di raccogliere quel sentimento rancoroso quanto diffuso che affetta e riverbera nel Paese, quel ‘basta’ popolare. Sarà, come diceva Fiorella Mannoia, che tocca cambiare per non morire. Sta di fatto che il governo Letta, con l’approvazione del disegno di legge per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ha provato a dare un segnale di discontinuità. Ma è così? Insomma, la faccenda è spinosa.

COME FUNZIONA – La discontinuità sta nel meccanismo. L’ha spiegato, annunciandolo in 140 caratteri, lo stesso premier: “Cdm ha appena approvato il ddl di abrogazione del finanziamento pubblico partiti e passaggio a incentivazione fiscale contributi cittadini”. Tecnicamente funziona così: si potrà finanziare la politica attraverso delle erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila; ci saranno poi delle destinazione volontarie del 2 per mille; ed infine la concessione gratuita degli spazi (anche tv) e servizi.

GOVERNO: LO STOP AL FINANZIAMENTO DEI PARTITI

TEMPI – E i tempi? Qui sorge il primo problemino. Un nodo non da poco visto che il taglio non sarà netto e immediato ma graduale, spalmato nel giro di tre anni. Verrà ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% al terzo anno, per poi essere abolito del tutto.

8 PER MILLE – La questione inoltre rischia di fare un doppio salto di qualità: il ddl potrebbe rivelarsi una miniera d’oro per i partiti. Al di là dei tecnicismi, infatti, il sistema studiato dall’esecutivo è molto simile a quello che disciplina l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. E il risultato finale potrebbe essere di quelli con il botto. Conti alla mano, il bacino delle risorse potrebbe perfino raddoppiare nel giro di una legislatura, di un quinquennio: dagli attuali 160 milioni di euro a 320.

ARTICOLO 4 - L’articolo 4 del testo è più che esplicito: “A decorrere dall'anno finanziario 2014 ciascun contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito (IRE) a favore di un partito o movimento politico iscritto nella seconda sezione dell’elenco di cui all’articolo 9. In caso di scelta non espressa, la quota di risorse disponibili, nei limiti di cui al comma 4, è destinata ai partiti ovvero all’erario in proporzione alle scelte espresse”. Il ‘trucco’ qui sta nella non scelta. Un po’ come per quel che riguarda le casse vaticane. Così come l’otto per mille dei contribuenti che arriva spedito alla Chiesa Cattolica a meno di scelta diversa e espressa, così per il due per mille studiato per i partiti. Per chi non sceglie, sceglie la politica. Per sé.

LETTA – Trucco o non trucco, il premier Letta si è presentato alla stampa soddisfatto: “Abbiamo mantenuto la promessa”, ha sottolineato durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.  Da qui, l’appello al Parlamento: “Confido che l’approvi rapidamente”, in c’è di mezzo la “credibilità” della politica. E non sono mancati i ringraziamenti: “La coesione politica della maggioranza è stata importante su questo tema. Voglio ringraziare i partiti perché è un passo che i cittadini aspettavano”.

GRILLO – Tutti felici, meno Grillo. Il Beppe nazionale, in crisi nera tra chi oggi gli porta il conto, dopo aver dilapidato il suo consenso elettorale, assetato di rivincite, non ha perso l’occasione per attaccare. Per questo è risalito sul suo vecchio Cavallo di Troia, gli sprechi, le ruberie dei partiti, e ha mazzolato. il governo ha pensato bene di inserire la clausola di tacito consenso sul due per mille? Grillo e i grillini, che rischiano di morire di tatticismo, hanno ricominciato a tuonare. “È un vittoria morale per il Movimento 5 Stelle – commentano i grillini – che ha imposto l’agenda politica al governo, ma è una “legge-truffa”, una presa in giro per i cittadini che continueranno a pagare per far campare i partiti”.

E ancora: “Di fatto a riempire le casse delle forze politiche saranno sempre gli italiani tramite risorse che saranno sottratte al bilancio dello Stato. Non solo il finanziamento ai partiti non avrà efficacia hic et nunc, come invece previsto dalla proposta di legge a 5 Stelle, dato che si spalma su tre anni, ma con la misura sull'"inoptato" i partiti imporranno una sorta di prelievo forzoso ai contribuenti. Proprio come accade con l’otto per mille alla Chiesa. Che equivale a dire: “o me li dai o li prendo da me”. In questo modo le forze della maggioranza tentano di salvare le penne. Sanno bene, infatti, che se i cittadini potessero decidere in piena libertà, lascerebbero questi partiti a bocca asciutta”. Per questo i grillini concludono annunciando , “proteste clamorose”.

#LEGGETRUFFA – La prima, tra le proteste, è stata lanciata via Twitter. Pochi minuti dopo l’approvazione del disegno di legge il M5S ha lanciato l’hashtag #leggetruffa. E la base, nel più classico delle rivolte web, si è subito mobilizzata: “Si farà a meno di due F35 per evitare la CIG ai dipendenti PD” commenta qualcuno.”I partiti mangeranno alle nostre spalle sempre e comunque” afferma sconsolato Franceco M. Anche Lucia annota: “ma siamo tutti contenti così, perché il 2 per mille non sono mica soldi pubblici, no?”. “Per sentire i media parlare di legge truffa la chiameremo ottuagenaria miracolata dalla rete..” ironizza mentre da un indirizzo Pirate Party Italia si scherza: “la legge truffa ricalca l'8xmille alla chiesa cattolica. Dal Vangelo secondo Pir-letta”. Marco V. posta invece un fotogramma de ‘I soliti ignoti’ a corredo della notizia. E non mancano proteste contro i media: uno, tra i tanti, scrive: “Adesso vediamo se i giornali e i telegiornali parleranno di questa LeggeTruffa o continueranno con la loro disinformazione”.

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