Giovedì, 24 Giugno 2021

Il taglio dello stipendio dei parlamentari? "Una scemenza, è già difficile con 5mila euro al mese ..."

Il senatore Vincenzo D'Anna (ALA) ai microfoni di Radio Cusano Campus per fare il punto sulla riduzione dei costi della politica: "Con uno stipendio di 2500 euro al mese avremmo un Parlamento pieno di cassaintegrati e dipendenti delle Poste"

Vincenzo D'Anna con il premier Matteo Renzi (Ansa)

ROMA - "E' una scemenza, è tutta propaganda. Eliminare la diaria per noi significherebbe non poter più stare a Roma ed eliminare segreterie dove poter ricevere cittadini ed amministratori, poi non bisogna lamentarsi che i politici non li si vede. Mettere a 2.500 euro lo stipendio dei parlamentari, significa che la prossima volta si troveranno in Parlamento cassaintegrati, lavoratori socialmente utili, impiegati delle poste e del catasto. Non ci sarà né un professionista, né un imprenditore, né una personalità che con 2500 euro al mese accetterebbe di fare il parlamentare". Così il senatore di ALA, Vincenzo D'Anna, è intervenuto ai microfoni di ECG, su Radio Cusano Campus. Parole dure, quelle del senatore, che contesta la legge presentata dal Movimento 5 stelle sul taglio degli stipendi per i parlamentari.

LA "VERA CASTA" - "La vera casta - secondo D'Anna - è quella dei magistrati, che hanno stipendi altissimi, ferie raddoppiate e non destano mai scandalo, a differenza degli stipendi dei parlamentari, che sono circa la metà rispetto a quelli dei magistrati. Ma nei confronti dei politici ormai c'è rancore, sia da parte di chi non riesce ad ottenere niente più dallo Stato sia da parte di coloro furbi e scaltri che contestano la classe politica per paura di dover perdere qualche privilegio".

ATTACCO AI 5S - "I Cinque Stelle, per il 98%, sono composti da persone che non avevano reddito, per loro 2500 euro al mese sono un signor stipendio" ha spiegato D'Anna. "Il nostro è un mandato a tempo, non è un lavoro. In Parlamento vai a fare il legislatore, non l'amanuense. Il compito è delicatissimo, mi pare che prendere la metà di un primario ospedaliero o di un generale dell'esercito non sarebbe affatto giusto, mi sembra un avvilimento. E' uno di quegli esercizi demagogici che vanno di moda in questa Italia dove i fessi e i frustrati hanno facebook e i social per vomitare sul mondo intero". 

DIFFICILE FAR QUADRARE I CONTI - D'Anna, poi, ha raccontato che con lo stipendio che prende ora da parlamentare ci rimette: "Io già ci rimetto guadagnando 5000 euro al mese, con 2500 euro non ci andrei nemmeno a Roma. Anche io ho una famiglia, dei figli e dei nipoti, non posso rimetterci nel fare il parlamentare. Questa lotta ad oltranza contro i parlamentari che senso ha? I Cinque Stelle campano di politica, perché erano nullatenenti e nullafacenti. Di Maio faceva lo steward, per lui 2500 euro sono un buono stipendio, ma per le personalità che sono in Parlamento no".

Fonte: Radio Cusano Campus →
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