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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Dl Sanità

Tutti contro il Dl Sanità: "Il governo vuole solo fare cassa"

Nutrizionisti contro la tassa sulle bibite. Produttori furiosi. I tabaccai: "Non siamo agenti di polizia, il rischio è il contrabbando di sigarette". Il decreto del ministro Balduzzi scontenta tutti

Polemiche su polemiche. Il Decretone Sanità scontenta tutti e tutti attaccano. Dalla tassa sulle bibite alla 'stretta' sui videopoker fino alla questione tabacco, le norme del ministro Balduzzi sono nell'occhio del ciclone.

TASSA SULLE BIBITE, L'ESPERTO - Michele Carruba, studioso e ricercatore impegnato da anni sul tema delle malattie legate all'alimentazione, e in particolare sull'obesità, boccia il dl Balduzzi. "L'obesità" spiega l'esperto "è un problema culturale che non si può pensare di arginare con una tassa sulle bevande analcoliche".

"Un comportamento alimentare inappropriato - afferma Carruba - va modificato con l'educazione a una scelta corretta e variata dei cibi e delle bevande, a compiere un adeguato esercizio fisico, alla consapevolezza che nutrirsi male porta ad ammalarsi. Numerose prove scientifiche testimoniano l'efficacia di questo approccio, soprattutto quando favorisca un aumento del consumo di frutta e verdura, la cui riduzione costituisce il macroscopico errore alimentare delle nuove generazioni".

Da qui la bocciatura della tassa sulle bibite: "Per contro, non sono per nulla definitive le prove in favore di una scelta indirizzata a penalizzare il consumo di bevande analcoliche. Non comprendo quale efficacia possa avere - conclude il nutrizionista - l'inclusione delle bevande 'con edulcoranti', che non hanno alcun impatto su fenomeno dell'obesità".

FEDERALIMENTARE - Durissima la presa di posizione di Federalimentare che tramite il suo presidente, Filippo Ferrua, intervistato da Libero, attacca: "L'obesità non c'entra niente. Il governo vuole solo fare cassa. L'ultima 'gassata' del governo Monti un effetto l'ha già prodotto: ha deluso fortemente gli industriali che confezionano cibi e bevande e che rappresentano il secondo comparto produttivo del Paese con oltre 6.500 imprese, 130 miliardi di fatturato di cui 30 all'export, e 450mi1a dipendenti''.

Un comparto, sottolinea il presidente dell'industria alimentare, ''che ora teme un'offensiva fiscale, compreso un non più impossibile rincaro dell'Iva, capace di metterlo in ginocchio. Perchè‚ si parte con le bibite zuccherate, gassate e con i superalcolici e non si sa dove si va a finire. Almeno - osserva - è caduta la foglia di fico che con questo provvedimento si cerca di combattere l'obesità. Devono spiegarmi, in caso contrario, perchè‚ limitano il prelievo a soli tre anni. Vuol dire che dopo saremo tutti in linea?".

TABACCHI E VIDEOPOKER - Le nuove norme sui tabacchi e i videopoker previste dal decreto sanità "non risolvono i problemi di salute pubblica, ma puniscono ingiustamente imprese e consumatori. Mettendo in luce la contraddizione di fondo della politica dello Stato che da un lato si dà al proibizionismo, e dall'altro utilizza le imposte sui due comparti per aumentare le entrate fiscali". E' quanto sostiene Assotabaccai-Confesercenti, l'associazione di categoria che riunisce i tabaccai, in una nota.

"I due settori, nel solo 2011, hanno fruttato quasi 28 miliardi di gettito: circa 13,7 miliardi sono le entrate totali legate al gioco, in tutte le sue forme, mentre 14 arrivano da Iva e accise sul tabacco. E sono entrambi in crescita: tra il 2000 e il 2011 le entrate legate al fumo sono aumentate del 58%, mentre quelle del gioco hanno guadagnato l'8,4% in un solo anno. Risorse utilizzate dallo Stato in ogni manovra per rimettere in sesto il bilancio, ma che sarebbe meglio investire nella salute pubblica", spiega l'Associazione.

Le nuove norme restrittive presenti nel decreto, invece, "hanno un effetto negativo solo sugli imprenditori, trasformando i tabaccai in agenti di polizia che devono far rispettare un divieto facilmente aggirabile. E costringendo a spostarsi i concessionari che hanno legalmente acquisito la licenza dei videopoker, nella speranza che pochi metri di distanza in più da scuole e ospedali possano prevenire le ludopatie e il gioco compulsivo".

Dal Governo "aspettiamo, invece di un ritorno al semplice proibizionismo, un piano legislativo organico di lotta alla dipendenze e al gioco d'azzardo illegale, che faccia opera di prevenzione ed educazione alla salute presso i cittadini e impedisca il proliferare di attività criminali".


Invece, "con le norme previste dal decreto - conclude Assotabaccai - temiamo una crescita del contrabbando di sigarette - che solo nel 2010 ha arrecato un danno alla filiera di 650 milioni di euro, di cui 485 sottratti al gettito fiscale - e del gioco d'azzardo non autorizzato, a discapito degli imprenditori che hanno le carte in regola".

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