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Martedì, 23 Aprile 2024
Politica Italia

I terremotati del Centro Italia a Mattarella: "Ricordatevi le promesse che ci avete fatto"

"Lo Stato in questi mesi si è dimostrato vicino solo in occasione di finte inaugurazioni... per una volta, per un giorno date la precedenza al rispetto dei nostri sentimenti". Lo scrivono in una lettera al Capo dello Stato i terremotati del Centro Italia

"Complimenti per la vostra resistenza e volontà. Ce la farete". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è rivolto ai cittadini dei paesi coinvolti dal terremoto del Centro Italia durante la visita ad Arquata del Tronto. Mattarella ha visitato poi Accumoli, Comune che fu epicentro del terremoto del 24 agosto, e il cantiere delle Soluzioni Abitative d'emergenza che pochi giorni fa ha visto la consegna delle prime strutture ai cittadini tornati nel borgo dagli alberghi della costa.

Ad Amatrice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori di fronte al memoriale delle vittime del terremoto prima di incontrare gli abitanti. 

"Sono stati fatti diversi passi avanti, ma ci sono altri tanti passi da fare velocemente per rendere definitiva la ricostruzione. Occorre procedere rapidamente per far tornare non solo Amatrice ma anche gli altri borghi che ho visto alla condizione in cui erano prima. I passi in avanti che riscontro sono incoraggianti, ma non cancellano le lacune che ancora ci sono, e quello che c'è ancora da fare". 

"Presidente dobbiamo accelerare, noi non lavoriamo da 11 mesi". Non solo case, ma la ricostuzione del tessuto produttivo, Queste le richieste dei terremotati al presidente Mattarella. Il video

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La lettera aperta dei comitati del terremoto del Centro Italia

La versione integrale della lettera consegnata dalla signora Marina, la quale, a nome dei terremotati che hanno perso i propri cari, ha chiesto che nessuna autorità venga ad Amatrice il giorno 24 agosto alle commemorazioni che desiderano svolgere in forma privata.

Caro Presidente,

le scriviamo per esporle quelli che sono i “desiderata” della nostra gente, la gente di Amatrice, che confida nella sua sensibilità ad accogliere quanto di seguito richiesto in relazione alla “nostra” giornata della memoria, vale a dire il 24 agosto 2017.

Desideriamo per prima cosa raccontarle quelli che sono i nostri stati d’animo che, riteniamo, le saranno di aiuto per comprendere, per comprenderci.

Si può morire in tanti modi, caro Presidente, di morte naturale per malattia o per vecchiaia o di morte violenta per un qualsivoglia incidente.

Quale che sia la causa, il dolore per la perdita di un famigliare è immenso e l’elaborazione del lutto attraversa una serie di fasi comuni all’umano sentire; spesso si trova consolazione attaccandosi ad una fotografia o ad un oggetto che era particolarmente caro a chi è venuto a mancare; ci si raggomitola sulla sedia preferita del defunto o si resta nella sua stanza per ore ad osservare gli attimi di vita passata rimasti nei cassetti o appesi alle pareti.

Noi non abbiamo potuto far nulla di tutto ciò: la tragedia di chi sopravvive ad un disastro naturale come il sisma che ci ha colpito è anche quella di non possedere più nulla che ci consenta una normale elaborazione del lutto.

I nostri cari ci hanno lasciato senza preavviso, non abbiamo avuto la possibilità di dire tutte le cose non dette, di fare tutte le cose non fatte, li abbiamo salutati il 23 agosto come in una qualsiasi sera d’estate, dandoci appuntamento a “domani”…..ma il “domani” non è mai arrivato ed è rimasto soltanto un “mai più” e questo “mai più” ce li ha strappati insieme a tutto ciò che costituiva la memoria tangibile di una vita trascorsa insieme.

Non c’erano più fotografie, quadri, scritti, abiti, orologi da polso da tramandare di padre in figlio, guanciali su cui appoggiare il viso per tentare di ricordare l’odore di che se ne era andato per sempre….più niente, solo il sapore acre della polvere che irritava la gola.

Nel giro di poche ore la nostra anima si è dovuta abituare ad una solitudine e ad una rapina di sentimenti che mai si dovrebbe sperimentare nella vita: niente persone amate, niente ricordi, niente identità, niente più storia, la nostra storia.

Accettare tutto ciò è devastante, ci si può perdere la testa….ma siamo qui, noi siamo ancora qui con l’anima tumefatta che cerca da mesi con alterni successi di farsene una ragione.

Un Capo di Stato, un Presidente del Consiglio, un Commissario, una qualsiasi figura istituzionale non può curare questi strappi dell’anima, la sua presenza non può in alcun modo alleviare il nostro dolore, il suo passeggiare tra le nostre macerie nel giorno dell’anniversario non ci aiuterà a sentirci meglio e non sarà certo l’invenzione di una fantomatica vicinanza dello Stato a consolarci.

Lo Stato in questi mesi si è dimostrato vicino solo in occasione di finte inaugurazioni e di servizi fotografici ad hoc…. per una volta, per un giorno date la precedenza al rispetto dei nostri sentimenti e ponete in secondo piano il consenso elettorale. Dimostrateci che siete prima di tutto esseri umani, tenendovi lontani da noi e da ciò che rimane del nostro paesello, almeno nella giornata del 24 agosto.

Sappiamo che Lei intende venire a trovarci il 2 agosto e noi la accoglieremo con affetto se vorrà essere così sensibile da lanciare un appello per nostro conto, una appello che impedisca perentoriamente qualsiasi “passerella” politica nel nostro giorno della memoria, la accoglieremo con un sorriso se vorrà consentire a questa Comunità di ritrovare almeno in quella giornata la vicinanza e l’unione di cui è stata privata!

"Avevate detto che non ci avreste abbandonato. Ricordatevi le promesse"

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