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Sabato, 28 Maggio 2022
Tra neve e terremoto, il dramma del Centro Italia / Italia

Terremoto e neve, il Governo stanzia 30 milioni per il "nuovo cratere" del Centro Italia

Il Consiglio di Ministro ha esteso lo stato di emergenza in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria: 30 milioni di euro saranno usati per interventi urgenti. Il premier Gentiloni ringrazia i soccorritori ma non si fermano le polemiche: l'M5s chiede al governo di riferire in Parlamento

In conseguenza degli eventi sismici dello scorso 18 gennaio e degli eccezionali fenomeni meteorologici che nella seconda decade di gennaio hanno colpito i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato l'estensione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza adottata con la delibera del 25 agosto 2016 e autorizzato un ulteriore, primo stanziamento, di 30 milioni di euro destinato a far fronte esclusivamente ai primi urgenti interventi di soccorso legati alla fase di emergenza.

"Il Consiglio dei ministri ha inoltre analizzato le gravi conseguenze che gli stessi eventi sismici e meteorologici stanno determinando nel settore agricolo e in quello zootecnico, a sostegno dei quali verranno disposti con la massima urgenza appositi interventi"

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Ma non si placano le polemiche sui soccorsi. Il Movimento 5 Stelle chiede al Governo di riferire in Parlamento

Non è ammissibile che l'Italia sia stata messa in ginocchio da nevicate che, per quanto straordinarie, erano state ampiamente previste. Ancora adesso l'emergenza non è conclusa e le scosse avvenute nella giornata di mercoledì hanno finito con l'amplificare le dimensioni di una situazione che era già allo sbando. Per questa ragione abbiamo chiesto al governo un'informativa urgente in Parlamento.

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Il Movimento 5 Stelle chiede anche di riferire circa le responsabilità di Enel e Terna mentre a 48 ore dal disastro si registrano ancora interruzioni di energia elettrica in alcune aree dell'Abruzzo.

Ci sono frazioni e comunità isolate da giorni, con un impiego di mezzi che si è rivelato palesemente insufficiente rispetto alla gravità della situazione. E passiamo al capitolo delle forniture di luce e acqua: tra Marche e, soprattutto, Abruzzo, abbiamo avuto centinaia di migliaia di cittadini senza servizi, isolati, costretti al gelo e ancora adesso ci sono 60 mila utenze da riattivare. Da Enel e Terna giungono scuse e giustificazioni legate all'eccezionalità degli eventi metereologici che non riteniamo sufficienti. Moltissimi cittadini e persino sindaci dell'area che hanno cercato di contattare Enel stanno ricevendo risposte vaghe o non ne ottengono.

Solo nelle Marche sarebbero ancora 38 le frazioni montane isolate a causa della neve e degli effetti del terremoto del 18 gennaio. Di queste 35 sono nella provincia di Ascoli Piceno e 3 in quella di Macerata. Sul campo sono al lavoro per liberare le strade 200 mezzi arrivati anche da altre regioni. Secondo la Regione Marche, le utenze Enel ancora interrotte sono scese a 3 mila dalle 9.800 che erano ancora ieri sera.

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Il parziale miglioramento delle condizioni meteorologiche sta consentendo agli elicotteri di alzarsi in volo per fare ricognizione sul territorio, prevenire i rischi di valanghe e per recapitare beni di prima di necessità alle famiglie.

I vigili del fuoco proprio grazie ad un operazione condotta con l'ausilio di un elicottero hanno portato in salvo un gruppo di 6 anziani nella frazione di Piandelloro, ad Acqusanta Terme di Ascoli Piceno.

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Preoccupano a Visso e Castensantagelo sul Nera, sempre nel Maceratese, le portate dei torrenti Nera e Ussita. Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini teme che l'aumente previsto delle temperature possa portare una crescita ulteriore della quantità d'acqua che già scorre nei due corsi - per il Nera è triplicata dopo le scosse di ottobre - e quindi ad uno straripamento.

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