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Martedì, 23 Aprile 2024
Il punto

Terzo mandato, la Lega non ritira l'emendamento. È scontro nella maggioranza

Salvini: "Se uno ha un bravo sindaco o un bravo governatore perché non può sceglierlo per una terza volta?". Contrari Fratelli d'Italia e Forza Italia, nel Pd governatori uscenti e sindaci pressano Schlein

Non c'è accordo sul terzo mandato dei presidenti di Regione. L'ultima fumata nera c'è stata durante una riunione tra governo e rappresentanti della maggioranza in commissione Affari Costituzionali del Senato. L'esecutivo, nell'esprimere il parere, si è rimesso al voto della commissione e a quel punto Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno chiesto alla Lega di ritirare l'emendamento che darebbe il via libera a un ulteriore mandato agli uscenti. Il Carroccio spinge sul prolungamento per riconfermare Zaia evitando brutte sorprese come la Sardegna, dove l'uscente Christian Solinas ha dovuto cedere il passo al meloniano Paolo Truzzu.

Meloni e Salvini ai ferri corti: lo scontro sul terzo mandato per sindaci e governatori (e non solo)

"Se uno ha un bravo sindaco o un bravo governatore perché non può sceglierlo per una terza volta? Non è una questione di partito o di colore politico. I parlamentari non hanno limiti di mandato, il sindaco invece lo devi mandare a casa per legge. Nella maggioranza siamo gli unici a pensarla così, ma io le battaglie le faccio non per la mia parte politica ma per i cittadini, perché non è facile trovare un bravo amministratore locale". Così il vicepremier e leader leghista, Matteo Salvini, parlando a Rtl 102.5. Il capo del Carroccio ha poi usato parole distensive per non riaccendere la polemica con gli alleati: "Il centrodestra - ha spiegato - non litigherà e non si dividerà. Ci hanno chiesto di governare insieme e bene per cinque anni e questo faremo". Parole apprezzate dall'altro vicepremier Antonio Tajani, che però tiene il punto: "Ho apprezzato quello che ha detto Salvini - ha detto il leader di Forza Italia - si troverà una sintesi. Siamo favorevoli al terzo mandato per i comuni fino a 15mila abitanti, mentre abbiamo molte perplessità sul terzo mandato per le regioni, che hanno potere legislativo oltre che amministrativo. I governatori hanno un potere straordinario sul territorio, superiore addirittura a quello del presidente del Consiglio".

Balboni (FdI): "Restano diversità di opinione"

"Ci sono i due emendamenti - spiega il presidente della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama, Alberto Balboni di Fratelli d'Italia - che riguardano il terzo mandato su cui restano diversità di opinione legittime fra la Lega, che mantiene gli emendamenti su governatori e sindaci delle grandi città, e Fi e FdI. Senza drammi abbiamo preso atto che nella commissione l'opinione prevalente è un'altra: i gruppi di FdI, FI e Nm sono per mantenere il vincolo del secondo mandato. In commissione ciascuno sarà libero di esprimere il voto secondo il proprio convincimento".

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"Nonostante fossi stato sollecitato da più parti a valutare l'inammissibilità dell'emendamento - continua Balboni - ho ritenuto che il testo debba essere considerato ammissibile. È questione di rilievo politico ed è giusto che la politica si assuma la responsabilità di dare una risposta. Affrontiamo il nodo senza strappi e senza litigi. Se a livello superiore i vertici dei quattro partiti della maggioranza dovessero arrivare a una sintesi, ovviamente questa sarebbe valutata e accettata nel momento in cui ci verrà comunicata. A oggi non c'è alcuna comunicazione". Il voto è previsto per la prossima settimana e solo allora.

Silvestri M5S: "Da maggioranza teatrino stucchevole"

Chi è da sempre nettamente contrario al terzo mandato è il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte: "Il teatrino della maggioranza sul tema è a dir poco stucchevole - commenta il capogruppo alla Camera, Francesco Silvestri - vorremmo ci fosse lo stesso impegno per risolvere i problemi dei cittadini. In un contesto socio-economico così difficile, con i salari fermi e la produzione industriale all'undicesimo calo negativo di fila, ci aspetteremmo che il governo si occupasse di risollevare il Paese e non di litigare sulle poltrone. Ancora una volta siamo davanti a un esecutivo che guarda unicamente in casa propria, e se non lo fa, al massimo ad accontentare le banche come avvenuto sul tema degli extraprofitti".

Il terzo mandato divide anche il Pd

Variegate, come spesso accade, le posizioni all'interno del Partito Democratico. Elly Schlein e i vertici del Nazareno sono contrari al terzo mandato e vorrebbero utilizzare il tema per far emergere le divisioni all'interno della maggioranza, ma devono fare i conti con un fronte molto compatto di sindaci e presidenti uscenti che invece spingono per giocarsi la riconferma. In trincea ci sono nomi di primo piano come Stefano Bonaccini, Michele Emiliano e soprattutto il vulcanico Vincenzo De Luca. Insieme a loro sono schierati anche molti sindaci che hanno come capifila quello di Firenze, Dario Nardella, quello di Bari (che è anche presidente dell'Anci) Antonio Decaro e l'agguerrito sindaco di Pesaro, nonché coordinatore dei sindaci dem, Matteo Ricci. Per disinnescare le tensioni, la segretaria dem, durante l'ultima direzione del partito, ha nominato un apposito gruppo di lavoro che dovrà trovare una sintesi. "Penso che alla fine il Pd dirà sì", ha spiegato Ricci intervenendo durante la trasmissione 'Un giorno da pecora' su Radio1: "Il gruppo di lavoro si riunirà nelle prossime ore e noi sindaci abbiamo le idee molto chiare: non si capisce perché questa regola debba valere solo per i sindaci". Un cambio di posizione che se dovesse concretizzarsi potrebbe riaprire la partita in commissione Affari Costituzionali e far gioco alla Lega.

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