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Martedì, 31 Gennaio 2023
Politica

Sfiorato da Banca Etruria, travolto da Consip: tutti i guai di "babbo" Renzi

Matteo Renzi ha un problema di "opportunità" politica dettata dai guai giudiziari del padre Tiziano, già in affari con l'ex Presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi, ora è indagato per traffico di influenze nell'inchiesta che ha visto l'arresto dell'imprenditore Romeo, già finanziatore della Leopolda

Tiziano Renzi è indagato dalla procura di Roma per il reato di traffico di influenze. L’iscrizione di Tiziano Renzi nel registro degli indagati fa parte dell’inchiesta della procura di Roma sulla CONSIP, la società pubblica che si occupa di centralizzare gli acquisti della pubblica amministrazione. Il traffico di influenze, reato da pochi anni, si verifica quando qualcuno sfrutta il rapporto di amicizia o parentela con un pubblico ufficiale o qualcuno con un’importante carica per ottenere vantaggi economici o di altro tipo.

"Mi sembra di vivere un incubo. Non ho mai chiesto soldi, non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla”.

Tiziano Renzi, lo ha scritto in una nota diffusa in proposito dell’inchiesta Consip e dei suoi legami con Carlo Russo, l'imprenditore indagato di cui "papà Renzi" è stato padrino di battesimo, e ora sottoposto a perquisizione da parte degli inquirenti. 

L'inchiesta nata dopo l'arresto dell'imprenditore Alfredo Romeo, accusato di aver pagato mazzette per mettere le mani su un appalto da 2,7 miliardi di euro. Gli inquirenti nelle carte parlano di "gravissimo quadro di possibile infiltrazione criminale in Consip spa" e svelano che Carlo Russo e Tiziano Renzi, entrambi indagati"sfruttando le relazioni esistenti", "con Luigi Marroni", amministratore delegato di Consip, "si facevano promettere indebitamente" "da Alfredo Romeo", "somme di denaro mensili, come compenso per la loro mediazione verso Marroni", in relazione allo svolgimento di gare.

Nell’inchiesta Consip a fine dicembre erano stati indagati anche il ministro dello Sport, Luca Lotti, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Nei loro confronti la Procura contesta i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento, in quanto sarebbero andati a rivelare l’esistenza di indagini ai vertici Consip. 

Il MoVimento 5 Stelle sta per depositare in entrambi i rami del Parlamento una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dello Sport, Luca Lotti. "Al di là degli aspetti giudiziari sui quali farà luce la magistratura, riteniamo gravissimo, da un punto di vista politico, il coinvolgimento del fedelissimo di Matteo Renzi, nell’inchiesta Consip. Alla luce dell’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo, che coinvolge sempre di più il giglio magico nella vicenda giudiziaria, riteniamo che non sia più tollerabile la presenza di Lotti nel governo Gentiloni”, concludono.

Come riporta Firenze Today La vicenda è finita oggi anche in Consiglio regionale con un'interrogazione presentata dal capogruppo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli su un presunto finanziamento arrivato in Toscana e di cui parlano nelle intercettazioni Romeo e Russo. "Il Partito democratico faccia chiarezza sugli eventuali finanziamenti che sono arrivati - ha detto Donzelli - fra questi vogliamo sapere dove sono finiti i '70-80mila euro' destinati una ditta di catering fiorentina che l'amico di Tiziano Renzi Carlo Russo avrebbe chiesto all'imprenditore Alfredo Romeo di saldare per le elezioni regionali".

Un vero e proprio attacco verso il "giglio magico" dell'ex premier che vede negli affari e nelle compagnie del padre il vero ostacolo politico verso la sua ricandidatura. Tiziano Renzi, sessantaseienne ex consigliere comunale a Rignano sull’Arno, prima con la Dc poi con La Margherita (di cui Matteo viene chiamato a coordinare la sezione fiorentina) era già stato indagato a Genova per il fallimento di una delle società di famiglia, la Chil Post, società di distribuzione e marketing: per tale inchiesta, nell’agosto 2016 è stato assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta

Nel 2015 i genitori di Matteo Renzi sono stati accusati di aver dichiarato il falso perché hanno nascosto la scottante verità di essere in affari con Lorenzo Rosi, Pesidente di Banca Etruria prima del commissariamento, oggi sotto indagine della Procura di Arezzo

Come scrive ancora Firenze Today gli interessi economici comuni fra Tiziano Renzi e Lorenzo Rosi sono provati dai legami che ci sono in almeno 7 società fra i due soci del papà del premier, che a loro volta figurano in affari con l'ultimo presidente di Banca Etruria finito sotto indagine". Il coordinatore dell'esecutivo nazionale e capogruppo in Toscana di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, ha ricostruito quello che definisce "un pazzesco sistema di scatole cinesi mirato alle operazioni in corso per la realizzazione di nuovi outlet in varie città fra cui Firenze, Sanremo, Fasano”.

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