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Giovedì, 26 Maggio 2022
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G8, Antigone: "La Corte Europea dice che in Italia si pratica la tortura, serve una legge"

La denuncia di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, associazione che si batte per i diritti dei detenuti, a seguito del patteggiamento dell’Italia con 6 delle vittime delle torture all’interno della Caserma di Bolzaneto durante il G8 2001 di Genova

"Si approvi subito la legge che punisce la tortura". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, associazione che si batte per i diritti dei detenuti, a seguito del patteggiamento dell’Italia con sei delle vittime delle torture all’interno della Caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001 a Genova. Ad ognuna delle stesse andranno 45.000 € di risarcimento per quelle violenze, stessa cifra che lo stato fu costretto a risarcire ad Arnaldo Cestaro per le torture alla scuola Diaz all’indomani della sentenza della CEDU nell’aprile del 2015".

"Sempre 45.000 € furono offerti anche ai due detenuti vittime di torture nel carcere di Asti nel dicembre del 2004. In quest’ultimo caso fu però la stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che oggi ha riconosciuto chiuso il caso a seguito dell’accordo fra Stato e vittime, a scartare la possibilità della composizione amichevole offerta dal governo italiano. "Questo caso - sottolinea Gonnella - questo per il quale si è in attesa della sentenza.

Ancora una volta la Corte Europea ci dice che in Italia la tortura esiste e viene praticata” sottolinea Gonnella. Ancora una volta il governo italiano è chiamato a rispondere per episodi di tortura e per il fatto di non prevedere sufficienti rimedi interni che possano garantire giustizia alle vittime. Più volte gli organismi internazionali hanno sollecitato il nostro paese a dotarsi di una legge che punisse questo crimine contro l’umanità, per ultimo il Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite riunitosi a Ginevra lo scorso mese di marzo. L’Italia - prosegue Gonnella - da 28 anni disattende i suoi impegni”.

“È tuttavia importante e da sottolineare il fatto che, nel caso di oggi, il governo abbia riconosciuto per la prima volta le sue responsabilità assumendosi, dinanzia ai giudici della Corte, l’impegno a dotare l’Italia di un reato specifico. Ora - conclude Gonnella - si rispetti questo impegno e si approvi subito la legge contro la tortura”

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