Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Toto-Quirinale: è già iniziata la corsa al Colle per il dopo Napolitano

L'addio di Giorgio Napolitano forse sarà ufficializzato nel messaggio agli italiani di fine anno. Roberta Pinotti, attuale ministro della Difesa è il più forte tra i nomi per il Colle. Il "Toto-Quirinale" è già iniziato: Anna Finocchiaro, Walter Veltroni , Romano Prodi. Tra gli outsider viene segnalato il nome di Piero Fassino

Dopo una giornata di calma apparente, quella di ieri, durante le quale le reazioni alle ormai certe dimissioni di Giorgio Napolitano dalla Presidenza della Repubblica sono state all'insegna della moderazione, oggi inizia la corsa al Quirinale. Un toto-nomi su cui si sbizzarrisce la stampa italiana.

LA SCELTA - Una cosa è certa: ieri dal Quirinale non è arrivata alcuna smentita alle tante voci sulle prossime dimissioni: un segnale da tenere in considerazione. Ormai il dubbio non è più sul "se", ma solo sul "quando". Una scelta politica quella di Napolitano, certo, ma anche personale, privatissima. All’origine ci sarebbero anche motivi di salute come avrebbe confidato all’amico Alfredo Reichlin.

TOTOQUIRINALE - Roberta Pinotti, attuale ministro della Difesa è il più forte tra i nomi candidati al Quirinale secondo molti quotidiani. Altri nomi di spessore sarebbero quelli di Anna Finocchiaro,  Walter Veltroni , Romano Prodi, Giuliano Amato, Piercarlo Padoan, Marta Cartabia, Dario Franceschini. Tra gli outsider viene segnalato il nome di Piero Fassino.

LA DATA - Sul Corriere della Sera Marzio Breda ipotizza come andranno le cose nei prossimi mesi: "A fine dicembre, durante l’incontro con le alte cariche dello Stato o nel messaggio agli italiani di fine anno, il preannuncio delle imminenti dimissioni. Poi - scrive - nel giro di qualche settimana, le dimissioni formali. Da quel momento scatterebbero i 15 giorni previsti per la convocazione delle Camere".

IL DOSSIER - Claudio Tito Su Repubblica svela un retroscena: "Molti dicono che in un cassetto della scrivania di Renzi a Palazzo Chigi ci sia già una cartellina: con tre dossier. Tre potenziali identikit del futuro presidente della Repubblica. Certo, Renzi in realtà vorrebbe rinviare il fischio d'inizio di questa partita. Continua a sperare di poter convincere Giorgio Napolitano "a resistere nel suo incarico fino al primo maggio". Una data scelta non a caso. Contiene in se un valore politico ed uno simbolico. Per quel giorno spera che le Camere abbiano già approvato la delicata riforma elettorale".

CERTEZZE - Un'altra certezza è che Napolitano passerebbe la mano piuttosto che esser lui a sciogliere le Camere: nuove elezioni vengono viste ora come ora da Napolitano come una una iattura nella grave e perdurante crisi dell’economia reale. "E dunque, se Renzi chiedesse le elezioni, Napolitano risponderebbe che prima occorrerebbe eleggere un altro capo dello Stato", scrive la Stampa.

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