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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Scenari

Quirinale: perché Berlusconi non può farcela

La sensazione diffusa è che la vera trattativa, aperta, inevitabile, tra centrodestra e centrosinistra, inizierà quando il Cavaliere ritirerà la sua candidatura (o deciderà di non presentarla proprio): in quel momento si cercherà un nome condiviso

"Guai giudiziari? Quali guai? Tutte le vicende di Berlusconi sono finite con un`assoluzione. E sull`unica sentenza passata in giudicato è acceso il faro della Corte europea dei diritti dell`uomo". Per Antonio Tajani, vicepresidente di Fi, non ci sono ostacoli alla corsa di Silvio Berlusconi al Colle. "Il gruppo Misto - dice in una intervista a Repubblica - sarà determinante, li abbiamo già contattati. Dalla quarta votazione possiamo farcela". Qui un rapido ripasso delle regole per eleggere il successore di Sergio Mattarella. 

Berlusconi candidato unico del centrodestra: ma fino a quando?

"Ufficialmente - spiega Tajani - la decisione verrà presa fra qualche giorno, quando ci sarà il vertice del centrodestra. Per noi è il miglior candidato possibile e non è divisivo come dice la sinistra: ogni presidente ha una sua storia, pensiamo a Mattarella, che è stato un autorevole rappresentante della sinistra Dc prima di salire al Colle" Berlusconi "ha presieduto vari governi. Ha collaborato con Conte dall'opposizione. Ha sostenuto l'unità nazionale con Draghi. Ha dato ampie dimostrazioni di essere un uomo di Stato. Ha fatto stringere la mano a Bush e Putin, col quale si è sentito l'altro giorno e che di recente ne ha ricordato il ruolo per rendere meno tesi i rapporti tra Oriente e Occidente. Per non dire dell'impegno sulla questione energetica, causa del caro bollette, per cercare di dividere la Russia dalla Cina", osserva.

Quanto alla presunta freddezza di Meloni e Salvini, Tajani osserva: "Hanno entrambi già detto che lo appoggeranno lealmente. Io mi fido. Il centrodestra sarà coeso". "C'è un folto gruppo di parlamentari, quelli del Misto, che non stanno in alcun partito e saranno decisivi. Sono in contatto con i nostri parlamentari e dirigenti. Ne abbiamo un numero piuttosto consistente. Poi parleremo anche con Renzi. Dalla quarta votazione possiamo farcela", assicura. Certo è che se tutti i deputati e senatori del Misto votassero per lui, Berlusconi i numeri li avrebbe. Ma è uno scenario poco probabile, ci sarà la solita frammentazione e nessun fronte compatto per Berlusconi fuori dal centrodestra.

"La partita per il Quirinale non può essere slegata da quella sul governo - nota Riccardo Ricciardi, vicepresidente M5S - Le forze devono sancire un patto che garantisca la stabilità. Deve essere un accordo che porti a un'elezione celere. Non possiamo permetterci lo spettacolo di un Parlamento incapace di eleggere un Capo dello Stato per molte sedute di seguito. La gente non capirebbe". Su Berlusconi non ci sarà mai un accordo ampio. Berlusconi mai avrà i voti di Pd o M5s per salire al Colle.

I sospetti

Secondo un retroscena odierno, Matteo Salvini e Giorgia Meloni stanno trattando con gli avversari per cercare di uscire "vivi" da questo snodo decisivo. Il centrodestra in questa partita si gioca tutto. Temono che l'immobilismo e il divieto di trovare un'alternativa alla candidatura del leader di Forza Italia  possa favorire il centrosinistra. Berlusconi prima della quarta votazione, quella in cui basterà la maggioranza semplice, non ha chance alcuna. 

Luned pomeriggio è successo "qualcosa": la Lega diffonde una nota nella quale si spiega che Matteo Salvini sta riprendendo in mano l'organizzazione del tavolo con i leader di tutti i partiti per trovare una soluzione larga all'elezione del presidente della Repubblica. Ma sarebbe inutile convocare e parlare con il centrosinistra se il candidato del centrodestra è solo Berlusconi. In Forza Italia hanno drizzato le antenne: "L'annuncio dell'apertura del tavolo ha generato stupore, fastidio e sospetti - rivela la Stampa -  Il ragionamento che si fa ad Arcore è il seguente: coinvolgere tutti i partiti significa bruciare il nome di Berlusconi, sul quale il veto del centrosinistra è chiarissimo. Questo, di fatto, blocca ogni possibilità di trattativa, che invece Salvini vuole condurre". Se le crepe intorno alla candidatura di Berlusconi si vedranno nei prossimi giorni già tra le fila di Lega e Fratelli d'Italia, per l'ex premier sarebbe già "game over". Molto, molto prima della quarta votazione che l'ex presidente del Milan ha messo nel mirino da mesi. 

Quella di Berlusconi è rimasta sempre una candidatura teorica, mai formalizzata. L'elezione di un capo dello Stato solo con i voti della destra, appoggiata dai centristi o dai tanti parlamentari del Misto in libera uscita permanente, significherebbe la crisi di governo (almeno su questo, nessuno ha dubbi) e un’intesa su Berlusconi è di fatto fuori dalla realtà visto che troppi parlamentari non vogliono elezioni anticipate. Berlusconi deve soltanto decidere se fare comunque il passo decisivo con la fortissima probabilità di essere "sacrificato". Ma sarebbe una cocente umiliazione: ne uscirebbe meglio se decidesse di presentarsi come king maker e "padre della Patria" candidando lui, ufficialmente, un altro nome sul quale possano convergere tutti o quasi tutti.

La sensazione diffusa è che la vera trattativa, aperta, inevitabile, tra centrodestra e centrosinistra, inizierà quando il Cavaliere ritirerà o non presenterà la sua candidatura: in quel momento si cercherà un nome condiviso. Meloni e Salvini non hanno nomi forti in tasca, e quindi Letta si tiene una carta di riserva, oltre a Draghi (che incontra resistenze nella sinistra di Orlando, Provenzano e Bersani, e nel M5s): Giuliano Amato.

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