Domenica, 18 Aprile 2021

Travaglio: "La regola dei due mandati è uno strumento in mano a Salvini per ricattare M5s"

Il direttore del Fatto Quotidiano: "Se una legislatura dura un anno non può essere considerata completa". E dopo la proposta di Di Battista Morra apre ad una consultazione su Rousseau

Screenshot dal video di La7

Se il governo dovesse cadere a breve, il M5s farebbe bene a sospendere la regola dei due mandati? Non ha dubbi  Marco Travaglio, giornalista sempre attento a ciò che succede in casa 5 Stelle. "La proposta di Di Battista mi sembra ragionevole", ha spiegato il direttore del Fatto Quotidiano a 'Otto e Mezzo. "Se la legislatura dura 3-4-5 anni è una legislatura completa, se dura un anno non può essere calcolata. Già è dubbio se sia utile - secondo me lo  è - che un poltico dopo 10 anni saluti, ma onestamente che lo faccia dopo 6 anni è improbabile". 

"La regola dei due mandati - ha aggiunto Travaglio - era diventato uno strumento nelle mani Salvini per ricattare il Movimento 5 Stelle: 'Voi state qua alle mie condizioni perché altrimenti i vostri parlamentari che quasi tutti non saranno rieletti faranno di tutto per mantenere in piedi la legislatura alle mie condizioni'. Di Maio sarebbe il primo beneficiario della proposta Di Battista, perché se non fosse rieleggibile resterebbe capo politico fuori dal Parlamento". 

Via la regola dei due mandati? La proposta spacca il M5s

Secondo le indiscrezioni raccolte da AdnKronos, l'idea lanciata da Di Battista a 'Otto e mezzo' (vale a dire chiedere una deroga ai due mandati nel caso di fine anticipata della legislatura) sta raccogliendo proseliti tra i parlamentari a 5 Stelle. Secondo un big del Movimento, con le sue esternazioni Di Battista "ha fatto felici tre quarti degli eletti". Per ora però in pochi vogliono esporsi e a prevalere sono le voci contrarie.

Morra apre ad una consultazione su Rousseau

Ieri a Omnibus (La7) il senatore Nicola Morra si è detto favorevole a "rimanere ancorati alla regola dei due mandati” perché "avrei tanto piacere di trovare giovani ben più preparati e motivati del sottoscritto".

Però, ha aggiunto, "se questo dovesse essere il feeling degli italiani…". Pur manifestando la propria contrarietà, Morra apre dunque ad una consultazione on line sul tema. "Io non avrei problemi a tornare a casa, ma se gli italiani, gli attivisti del Movimento, dovessero decidere per un’ulteriore richiesta di impegno…" 

Quindi deciderebbe Rousseau? "Non decidiamo noi, facciamo decidere i nostri iscritti, io sono a disposizione". Morra ammette che "dopo sei anni di questa vita" non sarà facile calarsi di nuovo nei vecchi abiti del professore di filosofia e storia, "tornare ai libri, agli studenti, ai colleghi… Mi piacerebbe tanto, ma dopo una pausa così significativa non sarà semplicissimo, pur tuttavia quella è la strada da seguire". 

Il dibattito nel M5s dopo le parole di Di Battista

Il deputato M5s Davide Galantino, interpellato dall’AdnKronos, propone di rivedere la norma, ma solo in parte: "Si potrebbe fare un'eccezione solo per alcune figure chiave: portavoce che si sono contraddistinti per onestà intellettuale e che hanno maturato competenza nei vari settori che compongono l'apparato. Nel caso finisse oggi la legislatura il Movimento tornerebbe indietro nel tempo e la perdita di esperienza sarebbe enorme".

Per ora dunque prevale la prudenza. Certo è che il sasso nello stagno è stato lanciato. Del resto è stato lo stesso Di Maio, lo scorso 9 giugno, ad annunciare che per i consiglieri comunali la regola dei due mandati sarebbe stata "superata". Il passo successivo, suggerito da Di Battista, potrebbe essere quello di chiedere una deroga alla norma anche per i parlamentari, ma solo se il governo dovesse cadere a breve. I parlamentari in uscita potrebbero dunque fare una ulteriore legislatura - a patto di essere rieletti, cosa tutt’altro che scontata visto il calo di consendi del M5s -, e poi magari si vedrà.

Stando alle indiscrezioni però Davide Casaleggio non ha nessuna intenzione di abolire la norma dei due mandati. Il figlio del co-fondatore del M5S non ha commentato la sortita di Di Battista ma dal suo entourage fanno notare che in più occasioni si è espresso con chiarezza sul tema e appare irremovibile. 

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