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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica

E' il giorno della legge di (in)stabilità: tagli e nuove tasse

Il Tesoro è ancora al lavoro per le ultime limature al testo della legge di stabilità, la ex Finanziaria. Tagli alla sanità e la nuova tassa 'Trise': è già polemica

Oggi è il giorno della legge di stabilità, l'ex Finanziaria, del governo Letta. Il Consiglio dei ministri è al lavoro per il via libera entro il termine del 15 ottobre fissato dall'Europa. Il Tesoro sta studiando le ultime limature al testo, ma ormai lo scheletro degli interventi è stato definito e illustrato in mattinata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal premier, Enrico Letta, e dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.

Si va dal taglio del cuneo fiscale per un valore fra i 4 e i 5 miliardi con deduzioni Irap per i neo assunti all'allentamento del patto di stabilità interno dei comuni, dai tagli alla sanità alla nuova 'service tax' denomitata 'Trise', dal rifinanziamento della Cig con 600 milioni per il 2014 alle novità sulle pensioni e la pubblica amministrazione. Arriva anche l'ipotesi di aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%. Tutte novità al momento smentite dal Tesoro che invita ad attendere il testo che verrà licenziato dal governo.

UNA MANOVRA DA 12 MILIARDI - Nel complesso si tratterebbe di una manovra di circa 12 miliardi di euro, che potrebbe arrivare a 15 miliardi con interventi su dismissioni e infrastrutture. Il presidente Letta ha garantito che la legge di stabilità sarà pluriennale e "darà certezze a imprenditori, operatori e lavoratori per tre anni". Mentre il titolare dell'Economia - oltre a sottolineare che l'obiettivo è quello di rilanciare la crescita, ridurre gli oneri fiscali su lavoro e imprese, e la ripresa degli investimenti - ha rassicurato i governatori sui tagli alla sanità. "Alla fine - ha detto - troveremo una soluzione equa per tutti".

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TAGLI ALLA SANITA' - Sull'ipotesi di ulteriori tagli al sistema sanitario nazionale, che secondo le bozze ammontano a 2,6 miliardi in tre anni, le Regioni sono sul piede di guerra. Ma anche lo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha espresso preoccupazione: "Ho detto con grande chiarezza che il Servizio sanitario nazionale non può sopportare i tagli che abbiamo letto sui giornali, da 1,5 a 3 miliardi. La sanità - ha ricordato - ha avuto tagli per 22 miliardi negli ultimi anni".

"Nel caso di tagli noi reagiremo e porremo il problema al Governo, anche perche', a fronte di una situazione che puo' portare diverse Regioni al default, scatterebbero automaticamente le tasse". Lo ha detto a Prima di tutto, su Rai Radio 1, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani in merito ai possibili tagli alla sanita' in arrivo con la legge di stabilita'. Alla domanda se e' a rischio la firma del Patto per la Salute, Errani ha risposto: "Non c'e' dubbio che lo e', se cambia la base dell'accordo. E' chiaro che molto dipende dal rispetto dell'intesa sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col Governo".

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"Ho visto in queste ore - ha aggiunto Errani - dichiarazioni che giudico importanti e positive, e cioe' che non ci saranno tagli ulteriori per la sanita'. Ho visto anche il ministro della Salute che in questo senso ha detto cose importanti, se davvero sara' cosi' e' un fatto positivo. La sanita' e' un comparto della spesa pubblica che ha dato in questi anni un contributo enorme alla riduzione della spesa". La sanita', ha precisato Errani, "e' il comparto della spesa pubblica italiana che ha ridotto di piu' le spese in questi anni, per oltre 30 miliardi di euro. Non ci sono piu' le condizioni per altri tagli, confido nella ragionevolezza di questa posizione. Ora - ha concluso - vediamo che succede in concreto nella legge di stabilita'"

TRISE, LA NUOVA TASSA - Entrando nello specifico degli interventi, il taglio del cuneo fiscale dovrebbe essere articolaro in maggiori detrazioni sul lavoro dipendente e maggiori deduzioni dall'imponibile Irap per i nuovi assunti, fino a un massimo di 15mila euro per ciascun dipendente. Per i Comuni arriva allentamento del patto di stabilità interno che servirà a compensare parte dei mancato gettito Iva. Quanto alla nuova 'service tax', si chiamerà 'Trise' e si articolerà in due parti, la prima riguarderà la gestione dei rifiuti urbani (Tari) e la seconda sarà a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (Tasi). L'aliquota di base della Tasi dovrebbe essere fissata all'1 per mille.

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Trise è traducibile in Tassa rifiuti e servizi e manda in soffitta Imu sulla prima casa, Tares sui rifiuti e la tanto annunciata service tax, che nelle aspettative avrebbe dovuto reintrodurre una progressività dell’imposta immobiliare rispetto al reddito. Una specie di “patrimonialina” della quale invece non c’è più traccia nella Trise, che come si legge nella bozza della Legge di stabilità «si articola in due componenti: la prima a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti solidi urbani (Tari); la seconda, a fronte dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni (Tasi)».  

"I due spezzoni dell’imposta si pagheranno insieme - assicura La Stampa - Probabilmente in quattro rate a gennaio, aprile, settembre e dicembre, anche se nella bozza i termini di pagamento non sono ancora specificati".

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PENSIONI, COSA CAMBIA - Novità anche su pensioni e pubblica amministrazione. Sulla previdenza, nel 2014 le pensioni superiori a 6 volte il minimo (ossia circa 3mila euro lorde) non godranno di alcuna rivalutazione. Arriva anche un contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro: dal primo gennaio 2014 e per un periodo di tre anni, per le pensioni complessivamente superiori a 100.000 euro lordi annui, è previsto un contributo pari al 5% della parte eccedente e fino a 150.000 euro, del 10% per la parte eccedente 150.000 euro e del 15% per la parte eccedente fino a 200.000 euro. Per quanto riguarda la P.A., il blocco dei contratti dovrebbe essere esteso al 31 dicembre 2014.

RENDITE FINANZIARIE - La tassa sulle rendite finanziarie passerebbe dal 20% al 22 per cento, e aumenterebbe anche l'imposta di bollo su comunicazioni relative a prodotti finanziari. Regioni ed enti locali, inoltre, non potranno più ricorrere ai derivati. Diventa definitivo, infatti, il blocco temporaneo alla finanza derivata. E ancora, per banche e assicurazioni svalutazioni e perdite sui crediti torneranno ad essere deducibili in cinque anni.

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Ci sono, inoltre, 4 miliardi di spese indifferibili. Un capitolo che va dal rifinanziamento delle missioni internazionali di pace (900 mln) al 5 per mille, dalle risorse per il trasporto pubblico locale a quelle per l'Anas e le Ferrovie. Uno stanziamento di circa 1 miliardo dovrebbe andare al fondo per le politiche sociali e la non autosufficienza, mentre dovrebbe essere introdotto anche un avvio del reddito minimo garantito. Viene istituito un fondo straordinario per gli interventi di sostegno all'editoria con dotazione 120 milioni per tre anni e 20,75 milioni nel 2014 andranno alla banda larga.

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