Sabato, 31 Luglio 2021
Parole choc

Il dirigente di Italia Viva che si dimette dopo un tweet omofobo contro un giornalista 

Adesso il giornalista offeso dal politico si riserva di denunciare e a Today.it spiega: "Per me la discussione poteva e doveva finire con due posizioni distanti. Invece, c’è stata quell’offesa omofoba"

Geremia Gaudino - foto dal profilo Facebook di Geremia Gaudino

Tutto il peggio in appena due righe con le quali un politico locale ha attaccato un giornalista, lo ha fatto con una frasi omofobe e nel momento più inopportuno della storia, cioè quello in cui al Senato sta per approdare la proposta di Legge Zan, con cui si estende la legge Mancino in modo da perseguire chi propaganda o istiga alla violenza contro gay e transgender. 

In un momento storico così, in cui il suo leader di partito si è anche messo di traverso proponendo una mediazione tra i sostenitori della legge Zan e le destre che vorrebbero rivedere 3 articoli, lui ha pensato bene di offendere un giornalista con una frase omofoba. Così Geremia Gaudino, dirigente dei Italia Viva in Campania, in una discussione Twitter con Stefano Albamonte, giornalista, fotoreporter e fondatore e coordinatore dell'agenzia fotogiornalistica APP (Agency Press Photo), ha scritto: “Prendilo nel posto dove ti piace”. Le parole hanno sollevato un vespaio, di fronte al quale il politico napoletano ha fatto subito un passo indietro, dimettendosi da ogni incarico. 

Infatti per Gaudino sono subito arrivate le proteste dagli altri partiti, in primis dal Partito Democratico. Il deputato Emanuele Fiano ha ricordato su Facebook di aver condotto la sua "battaglia contro chi nel Pd si era permesso di insultare Ivan Scalfarotto, non c'era bisogno della mia battaglia, perchè dal segretario Enrico Letta in giù nessuno ha avuto dubbi sul fatto che la nostra iscritta non potesse più avere casa nel Pd. Immagino che adesso questo Geremia Gaudino di Italia viva che ha scritto questa cosa subirà la stessa sorte". 

omofobia italia viva-2

E in effetti il dirigente locale si è subito fatto da parte, dichiarando di dimettersi da ogni incarico. “E' mio stile - ha scritto in un post Gaudino - assumermi responsabilità per gli errori commessi, senza coinvolgere il partito ed il progetto”. Anche se non basta per Sandro Ruotolo, senatore di Leu perché “quel pensiero espresso nel tweet, figlio di una cultura omofoba, non doveva proprio essere concepito".

Alla fine Gaudino prova a metterci una toppa e si scusa. “Pensavo di scherzare con l’amico (o ex Albamonte). Mi scuso perché ne ha fatto un dramma e mi scuso soprattutto con quelli che, giustamente, si sono offesi” ha twettato a fine serata il renziano. Scuse non accettate dal giornalista oggetto di scherno, che ha replicato: “Non sei mai stato un amico, tantomeno adesso. Hai dimostrato tutto quello che ho sempre pensato di te: cafone, maleducato, omofobo. Nessun dramma, stai sereno. ma sui social non puoi stare”.

E' amareggiato Stefano Albamonte, che a Today.it spiega: "Per me la discussione su Twitter poteva e doveva finire con due posizioni distanti. Invece, c’è stata quell’offesa omofoba per la quale non ho esposto denuncia solo perché voglio che quest’episodio non si riduca a una battaglia personale. Voglio che quest’episodio possa dare voce a chi, al contrario di me, non ne ha ed è costretto a subire in silenzio. Mi confortano, in tal senso, i messaggi di stima e di solidarietà che mi stanno arrivando da stamattina, amici, colleghi, parlamentari, ministri e sottosegretari di tutti i partiti". Ora il giornalista si riserva di denunciare Gaudino, al netto del passo indietro sul fronte politico. 

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