Domenica, 28 Febbraio 2021

"Napolitano? Un terùn": per evitare il carcere Bossi chiede i servizi sociali

L'istanza è stata depositata alla procura generale di Brescia

Umberto Bossi vuole scontare la condanna a un anno e 15 giorni per vilipendio al presidente della Repubblica svolgendo servizi socialmente utili. L’istanza di affidamento ai servizi sociali come pena alternativa al carcere è stata depositata oggi dal suo difensore, l’avvocato Domenico Mariani, alla procura generale di Brescia che inoltrerà la richiesta ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Brescia.

Il verdetto è atteso nei prossimi giorni. La condanna riguarda il duro attacco sferrato dal fondatore della Lega all’allora capo dello Stato il 29 dicembre dal palco della “Berghem Frecc”, la festa provinciale del Carroccio di Albino, nella Bergamasca: “Napolitano nomen omen, non sapevo fosse un terun”, disse Bossi mimando il gesto delle corna con la mano.

Finito sotto processo davanti al Tribunale di Bergamo, fu condannato a 18 mesi di carcere. Pena poi ridotta dalla Corte d’Appello di Brescia a un anno e 15 giorni e diventata definitiva con la conferma della sentenza da parte della Cassazione. Il 26 settembre la Procura Generale di Brescia aveva firmato un ordine di carcerazione, emettendo subito dopo un decreto di sospensione dell’esecuzione della pena.

Bossi condannato per vilipendio al presidente Napolitano

E intanto è slittato al 14 gennaio il processo d'appello a Milano che vede imputati il fondatore della Lega, Umberto Bossi, il figlio Renzo e l'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito per le presunte spese personali sostenute dal Senatur e dai suoi familiari con soldi sottratti dalle casse del partito. I giudici della quarta sezione hanno accolto la richiesta di legittimo impedimento presentata nei giorni scorsi dai legali di Belsito, assente in aula perché impegnato a Genova per il caso giudiziario che riguarda i fondi della Lega. In primo grado il processo a Milano si era chiuso con la condanna di tutti gli imputati: per Bossi 2 anni e 3 mesi, per il figlio un anno e 6 mesi, per Belsito 2 anni e 6 mesi. Il processo potrebbe finire su un binario morto: se la Lega non presenterà querela contro Bossi e gli altri imputati (entro fine novembre), i giudici d'appello dovranno pronunciare una sentenza di "non luogo a procedere".

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