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Lunedì, 29 Novembre 2021
Politica

Unioni civili, Alfano: "Mai le adozioni gay, ho un patto con Matteo Renzi"

Il leader di Ncd, intervistato dal Corriere della Sera, ribadisce: no all'equiparazione col matrimonio e alle adozioni gay. No anche a un referendum abrogativo: rischi alti

E' soddisfatto Angelino Alfano, all'indomani dell'approvazione della legge sulle unioni civili. Una legge che però ha dovuto lasciare fuori dalla porta l'equiparazione al matrimonio e la tanto contestata stepchild adoption. Il "no alle adozioni", dice il ministro dell'Interno e leader di Ncd in un'intervista al Corriere della Sera, "fa parte di un patto con Renzi e con il governo. Per noi, non può rientrare dalla finestra ciò che abbiamo tenuto fuori dalla porta".

"Se avessi dato retta a tutti i 'radicali' che mi consigliavano la rottura con Renzi, ci sarebbe stato un accordo con Grillo e avremmo avuto davvero il matrimonio gay, paritario a quello previsto nel codice civile, e anche le adozioni gay con la naturale conseguenza dell'utero in affitto", spiega Alfano, che chiude però a un referendum abrogativo: "Con questa legge, un'eventuale sconfitta del fronte referendario spalancherebbe la strada ai vincitori per andare ben oltre". Sarebbe "un'operazione a rischio altissimo", ribadisce il ministro.

"La legge prevede che i decreti attuativi debbano essere adottati entro sei mesi. Si tratta di termini tassativi. Entro trenta giorni, su mia proposta, dovrà esserci un decreto del presidente del Consiglio che regoli le misure transitorie necessarie per la 'costituzione' delle unioni civili davanti all'ufficiale di stato civile", aggiunge.

Alla domanda su quando avverrà la prima "costituzione" di una unione civile, Alfano replica: "Quando sarà completato l’iter e la prima coppia si presenterà. Ma vorrei chiarire che la legge non si limita a disciplinare le coppie dello stesso sesso, ma anche quelle eterosessuali di fatto, garantendo loro diritti patrimoniali". Per quanto riguarda invece la possibilità dell'obizione di coscienza per un sidaco che non voglia costituire un'unione civile, per esempio omosessuale, Alfano è chiaro: 

Bisogna distinguere: il sindaco può tranquillamente delegare un assessore, e non solo, se non se la sente. Riguardo alla sua specifica funzione, invece, per l’obiezione di coscienza dico ciò che dissi quando con la mia circolare chiesi ai prefetti di annullare le registrazioni nello stato civile italiano dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. Il sindaco non agisce in qualità di vertice dell’amministrazione ma di ufficiale di governo, esercitando quindi una funzione statale che non ammette deroghe. Io sto dalla parte della legge sempre e comunque

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