rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021
Università

Università, troppi tagli: "Stipendi a rischio"

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza attacca i suoi predecessori: "I tagli che abbiamo subito sono stati al limite della possibilità di pagare gli stipendi". Ora "inversione di tendenza ma ci vorrebbe di più"

"I tagli che abbiamo subito nel mondo universitario sono stati talmente tanti che si parla di quote premiali, in realtà la gara è a chi perde meno. Negli ultimi anni i tagli sono stati ai limiti della possibilità di pagare gli stipendi". E' un intervento duro quello del ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, a Prima di tutto, su Radio 1. 

"Ora noi dobbiamo preparare un patto per l'università - prosegue Carrozza -, in cui sia ben chiaro qual è il piano di sviluppo, gli obiettivi, gli investimenti. Con la legge di stabilità, il governo Letta ha destinato 150 milioni di euro in più nel 2014, più 41 milioni di euro tra il 2014 e il 2015. Quindi alla fine 191 milioni di euro in ballo con la legge di stabilità e mi sembra un'inversione di tendenza rispetto al passato. Certo, ci vorrebbe di più".

Quindi un focus sul governo Letta che, "con il mio dicastero in particolare, si propone di cambiare il sistema attuale verso uno più diretto, trasparente, semplice, che tenga conto sia delle risorse finanziarie che delle capacità assunzionali in un unico decreto, non separatamente in tante rate che poi complicano la gestione degli atenei". 

Venerdì il ministro ha incontrato i rettori degli atenei del Sud. Questo l'esito dell'incontro: "Abbiamo parlato tre ore - ha sottolineato il ministro - e penso sia la prima volta che il ministro dedica così tanto tempo alla discussione diretta e non intermediata, per ascoltare proposte e difficoltà. Loro si sono espressi in modo molto moderato ma fermo sulla possibilità di lavorare agli aspetti tecnici". 

"Dobbiamo ricordare che i finanziamenti pubblici devono essere chiari, che tutti i cittadini possano capire, altrimenti veniamo meno al nostro dovere. Il costo standard significa che noi dobbiamo legare il finanziamento al costo standard di uno studente, tenendo conto ovviamente che in alcune zone d'Italia, dove le realtà sono più complesse, la contribuzione degli studenti deve essere più bassa. Questo però avendo gli stessi diritti degli altri, la stessa qualità dei servizi e delle offerte formative".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Università, troppi tagli: "Stipendi a rischio"

Today è in caricamento