Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica Modena

Paragona bimbi "non vaccinati" ai malati di Aids: bufera sul sindaco leghista

Simone Pelloni, sindaco di Vignola in un incontro sull'obbligo vaccinale: "Assurdo che gli studenti con l’Hiv possano andare a scuola e chi non rispetta l’obbligo venga multato"

VIGNOLA (Modena) - Una dichiarazione di Simone Pelloni, neoletto sindaco di Vignola, viene ripresa dalla stampa locale e scatena l'ira delle opposizioni. Il primo citttadino è stato protagonista infatti di un paragone che ha prestato il fianco a molte polemiche, esternato durante una commissione ceh affrontava il tema delle vaccinazioni obbligatorie introdotte per la frequenza scolastica.

"Quello che qualche genitore mi ha detto e che mi sembrava paradossale è che anche al malato di Aids si garantisce il diritto allo studio, il non vaccinato lo si esclude dall'asilo nido, dalla scuola d'infanzia o lo si fa pagare una multa qualora non faccia i vaccini prestabiliti. Questo è un paradosso veramente assurdo", è l'estratto dell'intervento del sindaco leghista, che voleva appunto mettere in luce quelle che a suo parere sono contraddizioni della manovra approvata a inizio anno.

Come riporta Modena Today le dichiarazioni che hanno innescato l'indignazione del Partito Democratico: “Siamo sconcertati dalla leggerezza con cui il sindaco Pelloni, che è anche assessore dell’Unione Terre di castelli all’Istruzione e alla Sanità, ha trattato il tema dei vaccini e del diritto allo studio durante una Commissione istituzionale della scorsa settimana – ha attaccato in una nota il Pd di Vignola - Le sue parole non sono solo irresponsabili, ma denunciano anche un’incredibile mancanza di sensibilità nei confronti di bambini affetti da una grave malattia, l’AIDS, contro cui combattono coraggiosamente ogni giorno, e verso cui le istituzioni dovrebbero spendere le migliori energie per garantire una vita normale e serena". 

I democratici sono quindi arrivati a chiedere che Pelloni rinunci al suo ruolo di assessore all’Istruzione e alla Sanità dell’Unione Terre di Castellie che rimetta quindi le deleghe che gli sono state conferite.

Anche a livello provinciale il Partito Democratico ha avuto gioco facile a contestare il primo cittadino. “Siamo allibiti dal tono e dal merito delle dichiarazioni – sottolinenano l'attuale segretario Lucia Bursi e il suo successore designato Davide Fava - Ricordiamo che è compito istituzionale del primo cittadino la tutela della salute della comunità che governa. E invece il sindaco Pelloni si permette di intervenire su casi delicatissimi come quelli di un bambino malato di Aids con leggerezza qualunquista aggravata dalla non conoscenza dei meccanismi di contagio della malattia stessa. E’ questo il senso delle istituzioni che l’asse Lega/ForzaItalia/FdI ci propone? E’ questa la classe dirigente della destra? Lasciamo il giudizio ai cittadini”.

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