Domenica, 25 Luglio 2021
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Zaia: "Veneto farà ricorso contro l'obbligo di vaccinazione", ma l'Iss smentisce i dati

Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, sostiene come l'obbligo della vaccinazione riguarda anche regioni virtuose come il Veneto dove nel 2007 è stato sospeso l'obbligo vaccinale costruendo un sistema di monitoraggio sulle vaccinazioni: "Livello insoddisfacente di copertura"

La Regione Veneto farà ricorso contro il decreto Lorenzin che prevede l'obbligatorietà dei vaccini. Ad annunciarlo il presidente Luca Zaia, secondo cui il rischio è di avere "una fuga" dalle vaccinazioni come risposta a fronte di un modello veneto "basato sull'ascolto che funziona, come dimostra il 92,6% di copertura che abbiamo".

"La nostra scelta - ha tenuto a precisare il governatore - non mette in dubbio l'importanza e l'utilità dei vaccini". Tuttavia secondo Zaia il decreto Lorenzin attua misure coercitive controproducenti.

"Abbiamo dato mandato all'avvocatura di impugnare davanti alla Corte Costituzionale. Non lo facciamo perché siamo contro ai vaccini: non incontro mamme che mi dicono no senza se e senza ma, ma mamme che sono preoccupate dal numero dei vaccini e dall'impossibilità di scegliere un programma vaccinale. La nostra preoccupazione è che un decreto che va oltre l'obbligo ci crei un abbandono. Noi non vogliamo che il ricorso sia visto come una posizione contro i vaccini. Siamo gli unici ad avere un'anagrafe digitale sul tema, con dati in tempo reale".

Al Governatore Zaia risponde Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità in un editoriale sulla newsletter dell'Iss dove scrive come anche in Veneto la situazione della copertura vaccinale presenta diverse criticità, pur avendo diversi indicatori migliori di altre regioni, e quindi l'obbligo vaccinale a scuola è necessario anche lì.

"Escluso il recupero di vaccinazioni come il meningocco B e C, soprattutto le vaccinazioni obbligatorie si arrestano su una soglia di copertura che resta critica per la tutela della Salute Pubblica futura".

Ricciardi sostiene come proprio questi dati dimostrino "la necessità delle misure urgenti espresse dal recente decreto che impone l'obbligo della vaccinazione a tutti i bambini a meno di specifiche e certificate controindicazioni. Un'esigenza che riguarda anche regioni virtuose come il Veneto dove nel 2007 è stato sospeso l'obbligo vaccinale costruendo un sistema di monitoraggio sulle vaccinazioni promuovendo un'adesione consapevole all'offerta vaccinale. Questo sistema, però non è riuscito a impedire un livello insoddisfacente di copertura proprio sulle vaccinazioni obbligatorie, che è infatti inferiore di oltre un punto rispetto alla media nazionale". 

Intanto in Emilia Romagna slitta ancora la decisione del Tar sui ricorsi presentati da una trentina di famiglie e dal Codacons contrari all'applicazione della legge regionale sull'obbligatorietà dei vaccini per le iscrizioni al nido. I giudici amministrativi hanno infatti rinviato il pronunciamento al prossimo 17 ottobre senza sospendere la normativa regionale sull'obbligo delle vaccinazioni. 

Qui la legge regionale varata nel novembre 2016 ha introdotto l'obbligo vaccinale (antipolio, antidifterica, antitetanica e antiepatite B) per l'iscrizione agli asili nido e ai servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, per i bambini da 0 a 3 anni a partire dall'anno scolastico 2017-2018. Ora, con l'approvazione del Piano di prevenzione vaccinale nazionale e l'emanazione del decreto legge (7 giugno 2017 n. 73), le vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa fra 0 e 16 anni, necessarie per l'iscrizione a scuola, diventano dodici. 

Leggi anche: Dal prossimo settembre obbligatorie 12 vaccinazioni

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