Venerdì, 5 Marzo 2021
Germania

Come la Germania ha comprato 30 milioni di dosi del vaccino all'insaputa dell'Europa (e dell'Italia)

Berlino ha concluso un accordo con Pfizer-BioNTech scavalcando la Commissione. E ha ottenuto più dosi nel V-Day con una "furbata" costituzionale. Di cui il governo non sembra aver capito nulla

Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha sostenuto in un'intervista rilasciata alla Stampa che la questione delle 150mila dosi arrivate alla Germania nel V-Day e della disparità rispetto alle 9750 dell'Italia fosse "una stupidaggine. La distribuzione delle dosi tra i vari Stati membri è gestita dalla stessa Commissione in base al numero di abitanti. La nostra quota è del 13,45% del totale di tutti i vaccini che l'Ue ha acquistato dalle sei aziende produttrici. Alla fine della campagna vaccinale, nel 2022, il nostro Paese avrà ricevuto 202 milioni di dosi. Nell'immediato, la distribuzione tra i singoli Stati può variare in base a fattori del tutto casuali: il giorno in cui viene fatta la comunicazione, la distanza dagli stabilimenti. Quelli Pfizer sono a Bruxelles, quindi in Germania arrivano prima che da noi. Ma la quota di dosi che spetta a ciascun Paese è fissa, per contratto". 

Come la Germania ha comprato 30 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech

In realtà non è andata come ha sostenuto il ministro e la distanza tra Bruxelles e Berlino non c'entra nulla. Come ha spiegato EuropaToday, ai blocchi di partenza la Germania non solo ha iniziato a correre con 24 ore d’anticipo (le prime vaccinazioni risalgono al giorno di Santo Stefano) ma si è pure presentata con i 16 Stati regionali, meglio noti come Lander, ciascuno dei quali ha chiesto e ottenuto le sue 9.750 dosi, salvo la città-Stato di Brema (meno di 700mila abitanti) che ha ricevuto la metà delle fiale. Sommando le 4.875 dosi di Brema alle 146.250 distribuite nel resto del Paese si arriva appunto agli ormai famosi 151.125 vaccini arrivati in Germania. All’origine delle dosi in più arrivate a Berlino - o meglio, ai 16 Stati federali tedeschi - vi è al massimo una ‘furbata’ costituzionale della Germania che ha usato il rapporto tra Stato ed enti locali che caratterizza i Paesi federali per accaparrarsi un maggior numero di dosi all’inizio della lunga corsa verso l’immunizzazione di gregge.

Ma c'è di più. Perché nel frattempo la Germania si è assicurata altre 30 milioni di dosi di vaccino Pfizer/BioNTech, che, secondo quanto riferito dal ministero della Salute, si aggiungono alle 55,8 milioni di dosi dello stesso immunizzante, che arriveranno tramite l'accordo fatto dall'Ue. Con questi numeri in Germania all'inizio della campagna di vaccinazione sarà disponibile un primo lotto di 400 mila dosi. Dalle 3 alle 4 milioni di dosi dovrebbero arrivare in gennaio, entro il primo trimestre dell'anno il ministero della Sanità conta di avere a disposizione tra le 11 e i 13 milioni dosi, che dovrebbero essere sufficienti per la vaccinazione di circa 6,5 milioni di persone, dato che il farmaco necessita di due somministrazioni.

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...all'insaputa dell'Europa (e dell'Italia)

L'agenzia di stampa Agi ha spiegato ieri che complessivamente la Germania si è assicurata, nell'ambito dell'accordo-quadro in seno all'Unione europea, oltre 300 milioni di dosi, comprendenti anche altri vaccini oltre a quello di Pfizer/BioNTEch, ossia quelli sviluppati da AstraZeneca, CureVac e Moderna. E riceverà  anche 50,5 milioni di dosi del vaccino Moderna, che dovrebbe essere approvato all'inizio di gennaio, sempre tramite gli accordi sottoscritti da Bruxelles. La Stampa spiega oggi che il governo di Berlino ha poi pilotato le cose in modo che la società turco-tedesca BioNTech ha acquistato due stabilimenti dalla Novartis su suolo tedesco e li sta riconvertendo in corsa, così la produzione avverrà sul territorio, riducendo drasticamente i tempi di consegna e i possibili intoppi.

E lo ha fatto perché il governo è sotto attacco: i presidenti dei Laender nei giorni scorsi avevano attaccato Angela Merkel sostenendo che i preparati per la profilassi fossero troppo pochi. In lockdown dal 16 dicembre, i tedeschi vivono con angoscia crescente la seconda ondata della pandemia: il Robert Koch Institut ha segnalato il superamento della soglia dei 30 mila decessi, con e per Covid, e anche se i nuovi contagi segnalati nelle 24 ore sono in calo - per effetto del weekend e delle festività di Natale - si dovrà attendere l'inizio di gennaio, per avere un quadro realistico della diffusione del virus. Lo ha fatto all'insaputa dell'Europa e dell'Italia. Tutelando i suoi cittadini prima dell'interesse europeo. I sovranisti saranno finalmente contenti. 

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