Venezia, il Mose isola per la prima volta la laguna dal mare (ma non spegne le polemiche)

Dopo anni di attese, inchieste giudiziarie, fallimenti e proteste è stato portato a termine il primo test completo delle 78 dighe mobili che dovrebbero salvare la città dal fenomeno "dall'acqua alta". Ma i costi sarebbero esorbitanti

Il momento storico arriva alle 12.25: "Tutte le barriere sollevate": un'ora e trentasette minuti sono serviti per innalzare il Mose, il sistema di barriere costruito alle bocche di porto di Lido, Chioggia e Malamocco.

Dopo anni di attese, inchieste giudiziarie, fallimenti e proteste per Venezia è una giornata davvero importante. La laguna è stata per la prima volta chiusa completamente al mare durante il primo test completo delle 78 dighe mobili del sistema che dovrebbe salvare la città dal fenomeno "dall'acqua alta" indotto dalle maree.

Sull'isola artificiale che divide la Bocca di Porto del Lido è stata approntata "una regia" dove il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato il via alle operazioni premendo il pulsante che ha dato il via all'innalzamento delle dighe.

"Questo Mose va completato - ha detto Conte - e dobbiamo fare in modo che il prossimo autunno inverno ci sia uno strumento di salvaguardia. Siamo qui augurandoci che questa opera possa funzionare e rispondere all'obiettivo per cui è stata progettata. A chi protesta dico auguriamoci funzioni".

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Un'opera imponente tanto attesa quanto criticata che non ha avuto neppure una cerimonia di inaugurazione anche perché quello di oggi era un test e non un "fine lavori". I lavori erano iniziati nel 2003 e la conclusione è prevista tra un anno e mezzo.

La manutenzione del Mose, che sarà gestito da struttura collegiale, sarà costosa e impegnativa dal punto di vista finanziario come ammesso dallo stesso governo. Chi critica l'opera avanza dubbi anche su alcuni difetti rilevati, come l'accumulo di detriti che impediscono ai cassoni di rientrare in sede dopo l'uso, e, ancor peggio, il fenomeno della risonanza delle paratoie.

Tra i critici l'ex ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che votò contro il Mose nel cosiddetto ''comitatone'' e oggi resta critico sull'opera.  "Il costo di circa 6 miliardi e le spese di circa 100 milioni all'anno sono sproporzionate e insostenibili. Il Mose resta una pagina buia nella storia delle opere pubbliche italiane".

Ancor più critici gli esponenti del movimento "No grandi navi" che questa mattina hanno manifestato a Venezia: per loro il Mose è "un bidone". "Dicono che sono al 98 per cento, ma manca tutto il motore, l'apparato elettromeccanico, oggi hanno sollevato le paratoie con un impianto provvisorio - dice all'AdnKronos Stefano Micheletti - Non so se riusciranno a consegnare l'opera per il dicembre 2021: le criticità sono innumerevoli e secondo noi si tratta di un vero e proprio bidone. Al di là che funzioni o meno, tra qualche decennio il Mose non servirà perché con i cambiamenti climatici è previsto un innalzamento medio del livello del mare molto forte, oltre le previsioni di quando fu progettata l'opera. Con l'innalzamento del livello del mare bisognerà tenere le paratoie costantemente chiuse e questo vorrebbe dire uccidere la Laguna dal punto di vista biologico". 

Come funziona il Mose

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Una storia travagliata quella del Modulo Sperimentale Elettromeccanico (questo il significato dell'acronimo Mose). La prima Legge Speciale per Venezia, varata nel 1973, dichiarava la salvaguardia di Venezia e della sua laguna "problema prominente di interesse nazionale" dopo la disastrosa alluvione del 1966, quando l'acqua alta a Venezia raggiunse il picco record di 194 centimetri (sette in più rispetto ai 187 toccati nella tragica serata del 12 novembre): quella e altri provvedimenti successivi hanno definito obiettivi e procedure necessari per realizzare questa difesa.

Mose, 35 anni storia tra polemiche, ritardi e inchieste in laguna

La nascita ufficiale del Mose rientra nell'ambito della seconda Legge Speciale per Venezia del 1984: un sistema di 78 dighe mobili divise in quattro schiere installate nelle tre bocche di porto lagunari di Lido, Malamocco e Chioggia (ossia i varchi che collegano la laguna con il mare aperto) pensate per entrare in funzione con l'acqua alta superiore a 110 centimetri, sbarrando le bocche di porto: in condizioni normali di marea, le paratoie restano "invisibili" adagiate all'interno degli alloggiamenti, piene d'acqua, per venire puoi svuotate e sollevate quando è prevista l'alta marea, emergendo fino a bloccare la marea in entrata nella laguna. All'Arsenale di Venezia si trova la sala di controllo del Mose, operativa già dal 2011 e che svolge attività di raccolta dati sulle previsioni meteo-marine, elaborando le previsioni di acqua alta e simulando il comportamento delle paratoie. Esiste già il cosiddetto "babyMose", un sistema più piccolo già operativo a difesa dell'abitato di Chioggia con due paratoie alle estremità del canale che attraversa la città.

venezia mose paratie ansa-2

Ministero delle Infrastrutture - Magistrato alle Acque di Venezia - concessionario Consorzio Venezia Nuova - Venezia - Laguna - Sistema Mose per la difesa dalle acque alte.ANSA/sar

Fin dalla sua nascita, l'opera è stata al centro di numerose controversie, soprattutto da parte degli ambientalisti, ma anche per quanto riguarda la questione dei costi di realizzazione, gestione e manutenzione da parte dello Stato. Nel corso degli anni sono stati presentati anche diversi progetti alternativi.

I lavori per il Mose sono partiti ufficialmente nel 2003 – dopo anni di valutazioni sull'impatto ambientale, analisi e ricorsi – ad opera del Consorzio Venezia Nuova, concessionario per la costruzione dell'opera che opera per conto del Magistrato delle Acqua di Venezia, un'emanazione del ministero delle Infrastrutture. Tra il 2013 e il 2014 una serie di inchieste della magistratura per corruzione e reati fiscali hanno visto coinvolti politici e funzionari pubblici per reati fiscali e corruzione e il Consorzio Venezia Nuova è stato commissariato dallo Stato, per permettere la continuazione dei lavori, la cui ultimazione era prevista per il 2016. 

In un'audizione alla Camera il 26 luglio 2018, l'amministratore straordinario del Cnv, l'ingegnere Francesco Ossola, aveva parlato di opere completata "per una percentuale del 93 per cento". Il sollevamento completo delle paratoie alla borca di porto di Malamocco, previsto per lo scorso 4 novembre, è stato rinviato perché "sarebbero emersi problemi tecnici a impedirne il compimento, qualche giorno fa, durante le movimentazioni delle barriere", come spiegava VeneziaToday a fine ottobre, riportando la decisione di spostare la prova a data da destinarsi "in attesa di compiere indagini tecniche ed eventuali interventi". La consegna definitiva del Mose sarebbe prevista per il 31 dicembre 2021, stando al bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova.

La realizzazione del Mose è costata finora 5.493 milioni di euro, assegnati per tranche in 15 anni, dal 2003 al 2018, ricorda il quotidiano online del gruppo Citynews, a cui si sommano altri finanziamenti, programmati dal governo per la conclusione dei lavori, che ammontano a 221 milioni di euro, a partire dal 2017 e fino al 2024. 

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