Giovedì, 5 Agosto 2021
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Il Governo si "ferma" a gennaio: per Conte è necessaria una verifica di maggioranza

L'orizzonte del governo giallorosso termina con la Manovra di Bilancio poi sarà necessario che i rappresentanti di M5s, Pd, Italia Viva e Leu si siedano attorno ad un tavolo. Ora lo ammette anche il premier

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si concede ai selfie dei passanti davanti a palazzo Chigi Roma 09 dicembre 2019 (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Dopo la Manovra di bilancio, il cui ok definitivo è previsto entro fine anno, per il Governo si aprirà una fase di verifica che coinvolgerà i quattro gruppi parlamentari che fanno parte dell'esecutivo. Un pit-stop invocato dal Partito Democratico dopo i ripetuti scontri tra le anime giallorosse della maggioranza e i lib-dem di Italia Viva al momento della stesura del disegno di legge di Bilancio e del decreto fiscale.

Votata la finanziaria servirà una sosta ai box che ora anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ritiene non più procrastinabile.

"Io ritengo che ogni cosa abbia il suo tempo, in questo momento il governo, le forze politiche e tutto il paese è concentrato sulle misure contenute nella manovra e nel dl fiscale, questo ci terrà impegnati fino a fine mese, un attimo dopo mi farò portatore di questa iniziativa, è assolutamente necessario" spiega il premier Giuseppe Conte, ai cronisti che chiedevono conto della verifica di maggioranza chiesta dal Pd.

L'impianto del Governo Conte bis nasceva proprio da un compromesso sottoscritto inizialmente da Movimento 5 stellePartito Democratico con la missione di "disinnescare le clausole di Salvaguardia ed evitare l'aumento dell'Iva". Missione compiuta - anche grazie alle maglie più larghe in termini di deficit debito/pil concesse dall'Ue - ma ora per poter andare avanti l'esecutivo deve darsi una lista di cose da fare che vada oltre l'iniziale orizzonte degli eventi. 

"È vero che abbiamo punti programmatici ben chiari che sono alla base di questo governo, ma è anche vero - riconosce Conte - che non abbiamo scritto quali siano le priorità, il cronoprogramma".

Il premier ha spiegato che chiederà alle forze politiche di maggioranza di stilare le tappe di un percorso comune "anche a livello di priorità".

"Abbiamo preso l'impegno di governare fino al 2023, alcune urgenze che il Paese ci chiede sono riforme strutturali e non possiamo prendere in giro i cittadini, non si fanno in due mesi, abbiamo bisogno di tempo per cambiare il Paese. Se poi le forze politiche hanno un orizzonte diverso, ce lo dovranno dire, lo dichiareranno e ci confronteremo..."

Conte lo ha detto rispondendo alle domande dei cronisti dopo un caffè a due passi da Palazzo Chigi. È parso comunque un premier fiducioso: "Non ho motivo di dubitare che l'impegno che verrà fuori sarà fino al 2023" ha spiegato. 

"Il Paese vuole chiarezza, non possiamo permetterci di proseguire con dichiarazioni, differenti sensibilità, sfumature varie, diversità di accenti, però questo a gennaio, adesso parliamo della manovra".

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Una verifica delle priorità dunque, ma nessun nuovo contratto di Governo che - va ricordato - ha portato decisamente male al Conte I. 

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