Martedì, 9 Marzo 2021
Verona

Verona contro l'aborto: sì a una mozione per finanziare gruppi pro-vita, è polemica

Il via libera nella notte. La mozione del consigliere leghista Zelger ha avuto anche il voto della capogruppo PD. La protesta delle attiviste di "Non una di meno", presenti in aula vestite come le ancelle di "The Handmaid's Tale"

Le attiviste di Se non ora quando - Verona vestite come ancelle della serie tv "The Handmaid's tale"

A quarant'anni dalla legge 194 il consiglio comunale di Verona ha approvato nella notte una mozione che impegna il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell'aborto. La mozione, a firma del consigliere leghista Alberto Zelger, è stata approvata a larga maggioranza: 21 i voti favorevoli e solo 6 quelli contrari. A favore si è espressa anche la capogruppo Pd Carla Padovani. Il testo, che proclamara Verona città "a favore della vita", prevede l'inserimento dell'assestamento di bilancio di finanziamenti ad associazioni e progetti che operano sul territorio e la promozione del progetto regionale "Culla Segreta", che prevede la diffusione dei manifesti all'interno dei consultori per segnalare la possibilità di partorire in modo sicuro e anonimo negli ospedali. Non è passata invece la mozione che prevedeva la sepoltura automatica dei feti abortiti anche contro la volontà della donna coinvolta. 

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Alla seduta erano presenti le attiviste del movimento "Non una di meno", vestite come le ancelle della serie tv "The Handmaid's Tale" ispirata al romanzo di Margaret Atwood. Le attiviste hanno denunciato di essere state "trattenute nell'androne del consiglio comunale senza che ci venissero restituiti i documenti per circa venti minuti", dopo l'approvazione della mozione, specificando che si trattava degli stessi "documenti che era necessario consegnare per assistere alla seduta del consiglio". 

In un lungo post su Facebook, l’associazione ‘Non una di meno’ si scaglia contro Zelger, accusandolo di aver riportato dati falsi) e invitano tutti a attaccare tutti coloro che hanno votato la mozione (compresa Carla Padovani) con un’azione di mail bombing. "Nella mozione - accusa poi Non una di meno -  non sono previsti finanziamenti pubblici per i consultori pubblici, ma tra le altre cose finanziamenti pubblici ad associazioni cattoliche contro l’aborto quali il Centro Diocesano Aiuto Vita o la fondazione Vita Nova legato al Movimento che organizza il Family Day a cui lo stesso Zelger e la maggioranza del sindaco Sboarina sono vicini e che operano quotidianamente sul territorio (forti della vicinanza del ministro Lorenzo Fontana, ex vicesindaco di Verona) contro la libertà delle donne". 

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Il consigliere leghista Zelger sostiene la mozione che porta la sua firma, mentre dalle opposizioni si leva la voce della deputata veronese del Pd Alessia Rotta, che va anche contro la collega di partito Padovani: "Nella notte Verona e le sue cittadine hanno subito uno schiaffo inaccettabile". 

“Il voto ci ha riportato indietro ad anni in cui le donne morivano per le interruzioni di gravidanza e proliferavano gli aborti clandestini. La nostra città non deve dare ulteriori prove di essere a favore della vita: Verona è medaglia d’oro della Liberazione dal nazifascismo e la vita l’ha difesa e tutelata con il coinvolgimento di tutta la popolazione", ha detto Rotta. "L’approvazione nottetempo delle mozioni leghiste, invece, la rende un luogo ostile alle donne e carico di ipocrisia. Spiace che anche all’interno del Partito democratico Veronese ci sia chi, come Carla Padovani, non abbia capito la gravità di quanto la Lega stava cercando di fare, rendendo il corpo delle donne una merce di scambio politico. Una grave responsabilità sia verso le cittadine e i cittadini, sia per non aver informato il gruppo e per non averlo rappresentato, ma abbiamo la consapevolezza che si tratta di una posizione del tutto personale”.

La reazione del Pd

Il voto di Padovani è stato criticato dal segretario veneto Dem, Alessandro Bisato: "La destra a Verona ci riporta al Medioevo, con una mozione in consiglio comunale che dichiara la città a favore della vita e implicitamente contro le donne". Bisato si dice "allibito dall’iniziativa della Lega e della maggioranza a Verona la cui enfasi a favore della maternità si esprime auspicando azioni che puntano esclusivamente a limitare la libertà e il diritto di autodeterminazione delle donne" .

La legge 194 "non si tocca", ha detto su Facebook il segretario Pd Maurizio Martina. "Con chiarezza: la legge 194 a difesa delle donne e della maternità consapevole non si tocca. Chi vuole ricacciare il paese nel passato degli aborti clandestini deve sapere che tutto il Pd si è battuto e si batterà sempre per difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne. Non può esserci nessuna ambiguità su questo punto - ha sottolineato - tanto più oggi di fronte alle provocazioni di alcuni esponenti della maggioranza di governo che immaginano per l'Italia un ritorno al Medioevo".

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