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Domenica, 23 Giugno 2024
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Vincenzo De Luca indagato: "Pressioni sul giudice per continuare a governare"

Il presidente della Regione Campania avrebbe fatto "truccare" la sentenza per restare governatore. Secondo i pm di Roma ci fu una vera e propria "trattativa" per avere lo stop alla legge Severino: tra gli indagati anche un magistrato

ROMA - Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indagato dalla Procura di Roma per concussione per induzione (articolo 319 quater del codice penale), insieme ad altre sei persone. Tra loro, riportano diversi quotidiani, ci sono Carmelo Mastursi, ex capo della segreteria di De Luca (si è dimesso lunedì); il magistrato della I sezione civile del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio (relatrice nell'ordinanza collegiale che il 22 luglio ha decretato la sospensione della sospensiva disposta per il governatore della Campania in base alla legge Severino); il marito del magistrato partenopeo e manager ospedaliero Guglielmo Manna

L'ACCUSA - Secondo i pm della Capitale, Manna avrebbe trattato con Mastursi un importante incarico nella sanità campana, prospettando in cambio lo stop alla legge Severino in favore di De Luca. In questo modo, sostiene la Procura, potrebbe essere stata "truccata" la sentenza del 2 luglio del Tribunale di Napoli che aveva sospeso d'urgenza il decreto del 26 giugno del premier Matteo Renzi che, in virtù della legge Severino, aveva a sua volta sospeso l'insediamento di De Luca come presidente della Campania. 

IL GOVERNATORE SI DIFENDE - In una nota De Luca ha dichiarato "senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta. E' mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza".

LA RICOSTRUZIONE - De Luca, tramite Giuseppe Vetrano (ex coordinatore delle liste a sostegno) e Carmelo Mastursi (già capo della segreteria ed assistente del governatore) sarebbe stato minacciato dal magistrato del tribunale civile di Napoli, Anna Scognamiglio, che era giudice relatore nella fase di merito del ricorso avviato dal governatore contro il provvedimento di sospensione in base alla legge Severino. La Scognamiglio, sempre secondo gli inquirenti, "abusando della sua qualità e dei poteri decisionali nella suddetta controversia giudiziaria, in concorso con il coniuge Guglielmo Manna e con gli intermediari Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio, minacciando De Luca, per il tramite di Vetrano e Mastursi di una decisione a lui sfavorevole da parte del tribunale con conseguente perdita della carica ricoperta, inducevano il medesimo (De Luca) a promettere a Manna la nomina ad una importante carica dirigenziale nella sanità campana". Questo messaggio sarebbe stato recapitato sempre tramite Vetrano e Mastursi. La condotta sarebbe stata "reiterata" in occasione "dell'udienza tenutasi al tribunale di Napoli l'11 settembre 2015 ed avente ad oggetto la legittimità del Dpcm che aveva sospeso De Luca dalla carica di presidente della Regione Campania".

IL CSM - Il Consiglio Superiore della Magistratura si appresta ad aprire una pratica su Anna Scognamiglio, il giudice indagato nell'inchiesta della procura di Roma che vede coinvolto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, accusato di concussione per induzione. Il consigliere non togato del Csm, Pierantonio Zanettin, ha presentato al comitato di presidenza, che si riunirà domani, una richiesta per l'"immediata apertura di una pratica in prima commissione finalizzata al trasferimento d'ufficio per incompatibilità del giudice coinvolto nell'indagine", Scognamiglio, magistrato della I sezione civile del Tribunale di Napoli. Anche la procura generale della Cassazione, nelle prossime ore, potrebbe aprire un fascicolo disciplinare nei confronti del magistrato coinvolto.

DE LUCA - "Io in questa vicenda sono parte lesa. Sostengo pienamente l'azione della magistratura" e "auspico rigore e tempi rapidi". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in una conferenza stampa convocata dopo la notizia dell'inchiesta per concussione della Procura di Roma che riguarda il governatore e altre sei persone.

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