Martedì, 13 Aprile 2021
Italia

Vincenzo Spadafora, chi è il ministro per lo sport (e giovani) del governo M5s-Pd

Già garante per l'infanzia e presidente dell'Unicef, Spadafora nel precedente governo aveva la delega alle Pari opportunità. Le sue posizioni a favore delle adozioni per le coppie gay lo hanno portato più di una volta in conflitto con la Lega

Vincenzo Spadafora neo ministro per lo sport e per i giovani

L'enfant prodige del M5s Vincenzo Spadafora è il nuovo ministro per lo Sport e la Gioventù. Spadafora - nato ad Afragola 44 anni fa - è stato il primo garante per l'infanzia d'Italia e il più giovane presidente dell'Unicef.

Già segretario particolare dell'ex presidente della Regione Campania Andrea Losco, Spadafora si avvicina ai Verdi lavorando nella segreteria di Alfonso Pecoraro Scanio. Nel 2006 diventa capo segreteria di Francesco Rutelli, ministro dei Beni Culturali del governo Prodi. Forti i rapporti col Vaticano nati quando operava per conto dell'Unicef come missionario laico in Sierra Leone, Guinea Bissau e Ruanda.

Spadafora contribuì a far nascere il movimento giovanile della Margherita, ma si avvicina anche a Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo. Conclusa nel 2016 l'esperienza come Garante per l'Infanzia diventa stretto collaboratore di Luigi Di Maio, di cui diventa responsabile delle relazioni istituzionali.

Vincenzo Spadafora nel precedente governo Spadafora aveva ricoperto il ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità. Le sue posizioni a favore delle adozioni per le coppie gay lo hanno portato più di una volta in conflitto con la Lega durante la stagione del governo giallo-verde.

Il ministero per lo sport rinasce con il nuovo escutivo: precedentemente la delega era stata affidata all'ex Sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti.

Per Spadafora il primo nodo sarà quello di riallacciare i rapporti tutt'altro che idiliaci con il Coni. Proprio oggi il presidente del Comitato olimpico italiano, Giovanni Malagò, aveva spiegato come non vi sia "nessuna collaborazione tra Coni e Sport e Salute" la società gestita dal Ministero dell'economia che da quest'anno gestisce i fondi per le federazioni sportive.

"È mancato qualsiasi rispetto da parte di Sport e Salute: ognuno va per la propria strada. Abbiamo preso la decisione di staccarci, di fare un Coni più piccolo, magari ridimensionato, ma con grande dignità e la schiena dritta", ha aggiunto il presidente del Coni.

"Ben prima delle recenti questioni governative abbiamo cominciato a individuare all'interno del Coni una pianta organica nell'ambito delle risorse a disposizione. Oggi la Giunta ha approvato un documento: 110 persone verranno distaccate al Coni, secondo la legge. Abbiamo preso questa decisione prima delle evoluzioni del precedente governo perché da parte di 'Sport e Salute' non c'è stato alcun rispetto e nessuna volontà di collaborazione".

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