Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Vitalizi, il 15 settembre scatta la super pensione per gli onorevoli

626 parlamentari di prima nomina raggiungeranno il fatidico traguardo dei 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura per ottenere la "pensione da parlamentare", un assegno che deputati e senatori riceveranno a 65 anni

Sono 626 i parlamentari di prima nomina che il 15 settembre raggiungeranno il fatidico traguardo dei 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura per ottenere il "vitalizio": in tutto 436 alla Camera e 190 al Senato. La riforma del sistema pensionistico di onorevoli deputati e senatori è infatti fermo al Senato dopo aver superato il voto alla Camera e proprio a palazzo Madama la "riforma Richetti" rischia di essere modificata e tornare a Montecitorio. 

Sarà presto sforato il termine ultimo per bloccare il vitalizio nella diciassettesima legislatura che con ogni probabilità volgerà verso il suo termine naturale: il 15 settembre era il cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle che più volte aveva chiesto di anticipare il voto anticipando il giorno in cui matura la pensione dei neo eletti di Camera e Senato.

Vitalizi, ma non erano stati aboliti?

Secondo la riforma del 2012 del governo Monti, infatti, per maturare il diritto alla pensione servono 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura. Con la riforma dei regolamenti delle Camere del 2012 il vitalizio è stato, di fatto, abolito per introdurre un assegno pensionistico che i parlamentari possono ricevere a 65 anni solo dopo 4 anni e 6 mesi di mandato.

La "pensione da parlamentare" è calcolata col metodo contributivo e pertanto legata a quanto l'onorevole ha versato durante gli anni del mandato. Differentemente il vitalizio veniva calcolato col metodo retributivo ed era molto più consistente: gli assegni dopo solo cinque anni di carica fruttavano infatti 3.108 euro lordi al mese una volta compiuti i 65 anni.

Secondo le simulazioni fatte dalla Camera dei Deputati, un deputato eletto nel 2013, quando aveva 27 anni, quando cesserà il suo mandato nel 2018 senza essere riconfermato per il secondo, percepirà nel 2051 (a 65 anni) una pensione compresa tra i 900 e i 970 euro al mese. Per ottenere la pensione gli onorevoli versano un contributo pari all'8,8% dell'indennità lorda pari a 918,28 euro al mese. Un parlamentare che resta in carica per due legislature intere, potrebbe però chiedere la pensione già a 60 anni.

La proposta di legge, a prima firma Matteo Richetti (Pd), vuole ulteriormente modificare la normativa estendendo le nuove norme previste nel disegno di legge anche agli ex eletti. 

Ecco cosa prevederebbe la nuova normativa

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