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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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I vitalizi sono stati aboliti? Ecco come funziona la super pensione degli onorevoli

Il 30 gennaio 2012 l'ufficio di Presidenza della Camera modificò profondamente il sistema previdenziale dei deputati abolendo il vitalizio e introducendo un assegno pensionistico che i parlamentari possono ricevere a 65 anni solo dopo 4 anni e 6 mesi di mandato

I vitalizi sono stati aboliti ma se l'attuale legislatura proseguirà oltre il 15 settembre, deputati e senatori matureranno una pensione, calcolata con metodo contributivo, che potranno riscuotere una volta compiuti 65 anni.

E' questo il fulcro del dibattito politico che si è aperto con l'annuncio della possibilità che i maggiori partiti rappresentati in Parlamento, votata la nuova legge elettorale, salgano al Quirinale per chiedere a Mattarella di sciogliere le Camere ed indire le elezioni anticipate, prima che si compia la naturale scadenza nel 2018. 

E' stato lo stesso ex presidente del consiglio Matteo Renzi in un sms inviato il 31 gennaio scorso a Giovanni Floris nel corso del programma DiMartedì a scrivere: "Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso. L'unica cosa è evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini. Sarebbe assurdo". 

A molti è sembrato una contraddizione bella e buona: infatti il segretario del Partito Democratico, inseguendo il Movimento 5 Stelle nella propaganda per il voto anticipiato "anti-vitalizi", va contro quello che lui stesso aveva pubblicamente difeso a fine giugno 2016 quando in un post su Facebook aveva dichiarato #Matteorisponde: "I vitalizi li abbiamo già aboliti". 

Uno dei punti ribaditi da chi suona la grancassa del voto a giugno è proprio quello di come "a Settembre scattino per deputati e senatori il diritto alla pensione da parlamentari", ma non chiamateli "vitalizi" benché comunque la "casta" goda comunque di un trattamento di favore

In effetti i vitalizi dopo la riforma del 2012 non esistono più così come gli avevamo conosciuti, ma vengono sostituiti dalle "pensioni da parlamentare", calcolata col metodo contributivo e pertanto legata a quanto ha versato l'onorevole in questione durante gli anni del suo mandato. Differentemente il vitalizio veniva calcolato col metodo retributivo ed era molto più consistente: gli assegni dopo solo cinque anni di carica fruttavano infatti 3.108 euro lordi al mese una volta compiuti i 65 anni.

Sui vitalizi vertevano già due passate riforme: una prima riforma nel 1997 imponose per la prima volta un limite di età a 65 anni per incassare il vitalizio; la riforma del 2007 ridusse l'importo e raddoppiò il periodo minimo di mandato richiesto per maturare il diritto all'assegno, portandolo a 4 anni, 6 mesi e 1 giorno.

Quanto vale oggi la pensione da parlamentare

Con la riforma del 2012 che ha sostituito il "vitalizio" con la "pensione da Parlamentare", prevede che, secondo le simulazioni fatte dalla Camera dei Deputati, un deputato eletto nel 2013, quando aveva 27 anni, quando cesserà il suo mandato nel 2018 senza essere riconfermato per il secondo, percepirà nel 2051 (a 65 anni) una pensione compresa tra i 900 e i 970 euro al mese". 

Per ottenere la pensione gli onorevoli versano un contributo pari all'8,8% dell'indennità lorda pari a 918,28 euro al mese. Un parlamentare che resta in carica per due legislature intere, potrebbe però chiedere la pensione già a 60 anni.

Se invece la legislatura si interromperà a più di sei mesi prima della sua scadenza naturale, come ipotizzato in caso di elezioni anticipate a giugno, i parlamentari di prima nomina non conseguiranno la pensione ma i loro anni di contributi verrebbero accantonati e, qualora fossero eletti nuovamente, sommati ai precedenti. In caso di mancata elezione, invece, quei soldi gli onorevoli non li vedranno mai più. 

Secondo il calcolo di Openpolis, rischiano di veder sfumare il loro trattamento pensionistico 403 deputati su 630 e 193 senatori su 315. Sono quelli che, se questa legislatura non dovesse tagliare il traguardo dei 4 anni e mezzo il prossimo 15 settembre, non matureranno  i requisiti per la pensione: una situazione che riguarda tutti i parlamentari M5s e buona parte di quelli del Partito Democratico. 

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