Domenica, 18 Aprile 2021
Italia

Via i vitalizi, nessuna scusa: il Consiglio di Stato toglie ogni alibi ai senatori

I giudici amministrativi si sono espressi su un quesito posto dal Senato per l'abrogazione del regime dei vitalizi spettanti agli ex senatori. La Commissione speciale ha affermato la possibilità di disciplinare tale materia con il regolamento di Palazzo Madama ponendo alcuni paletti

Nessuna scusa, si può intervenire sul tema dei vitalizi spettanti agli ex senatori. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con il parere numero 2016/2018, depositato oggi, sul quesito posto dal Senato.

"Nessuna responsabilità per i membri dell'Ufficio di presidenza di Palazzo Madama che approvano le norme sul ricalcolo dei vitalizi degli ex senatori"-

La Commissione speciale ha affermato la possibilità di disciplinare tale materia con il regolamento del Senato; ha escluso profili di possibile responsabilità derivante dall`approvazione della nuova normativa ed ha esposto il quadro giuridico-costituzionale di riferimento da tenere in considerazione.

In particolare - secondo il Consiglio di Stato - è possibile incidere sulle situazioni sostanziali poste dalla normativa precedente - cioè sull'affidamento al mantenimento della condizione giuridica già maturata - quando la nuova disciplina sia razionale e non arbitraria, non pregiudichi in modo irragionevole la situazione oggetto dell`intervento e sussista una causa normativa adeguata e giustificata da una inderogabile esigenza di intervenire o da un interesse pubblico generale, entrambi riguardati alla luce della consistenza giuridica che ha assunto in concreto l`affidamento.

Vitalizi, nuove norme "razionali e non arbitrarie"

I giudici di palazzo Spada spiegano tuttavia che la nuova disciplina dovrà essere "razionale e non arbitraria" e vi sia "una causa normativa adeguata e giustificata da una inderogabile esigenza di intervenire o da un interesse pubblico generale".

Nel parere del Consiglio di Stato si sottolinea come sia "possibile rinvenire nella giurisprudenza" della Corte costituzionale "indicazioni sufficientemente chiare e cita le sentenze n. 34 del 2015 e n. 92 del 2013 e n. 349 del 1985.

Ai fini della valutazione della ragionevolezza della norma retroattiva, i giudici poi mettono in rilievo come sia ''necessario un bilanciamento'' tra il perseguimento dell'interesse pubblico sotteso al mutamento normativo e la tutela da riconoscere al legittimo affidamento nella sicurezza giuridica, nutrito da coloro che hanno conseguito una situazione sostanziale consolidata sulla base della normativa previgente".

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