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Sabato, 21 Maggio 2022
Politica

Vitalizi, Ilona Staller e gli altri ex deputati in rivolta: il piano per bloccare i tagli

Pronta un’istanza di ricusazione nei confronti del 'Tribunale della Camera dei Deputati'. Il legale dell'ex pornostar: "Violato il diritto ad un giusto processo"

Sono passati due mesi e rotti dall’approvazione della delibera che taglia i vitalizi per gli ex deputati, ma la battaglia legale è solo all’inizio. Contro il ricalcolo dell’assegno sono stati già presentati centinaia di ricorsi da parte di ex parlamentari colpiti dal provvedimento, ma per bloccare il ricalcolo i legali degli interessati stanno vagliando anche altre strade.

Luca Di Carlo, avvocato di Ilona Staller e di altri 97 ex deputati, ha rivelato in anteprima a Today che domani presenterà un’istanza di ricusazione nei confronti del 'Tribunale della Camera dei Deputati' chiamato a decidere sulla legittimità o meno della norma. In sostanza il legale contesta il fatto che su questo tema le due Camere – in questo caso Montecitorio – possano decidere in regime di autodichia, ovvero attraverso un organo giurisdizionale interno appositamente costituito.

Sarà infatti il consiglio di giurisdizione della Camera, nominato lo scorso 27 luglio dal Presidente Fico e composto dai parlamentari Losacco, Covolo e Ascari, a giudicare sui ricorsi presentati dagli ex deputati. In secondo grado la passa passerà invece ad un altro organo della Camera, il Collegio d'Appello, e solo in caso di eventuali ricorsi il giudizio spetterebbe alla Cassazione. 

La battaglia legale degli ex deputati

 "In definitiva – afferma Di Carlo - sulla avanzata illegittimità della delibera al taglio dei vitalizi della Camera decide in via esclusiva la stessa Camera a mezzo degli organi di autodichia sempre della Camera i quali membri sono nominati a discrezione proprio dal Presidente della Camera Fico sia per il consiglio di giurisdizione sia per il Collegio d’Appello".

Secondo il legale – noto alle cronache come l’avvocato del diavolo – "questa vicenda è un fatto processuale storico. Gli organi di autodichia e l'Ufficio di Presidenza non hanno differenze, solo nella funzionale, perché nella sostanza sono organi in strettissima relazione con la Camera dei Deputati. Ossia da una parte hanno illegittimamente costruito una delibera al taglio dei vitalizi in violazione di ogni diritto costituzionale e sovranazionale e sovrano popolare dall’altra adesso vorrebbero farla salva, la delibera, attraverso i loro organi di giurisdizione in violazione di ogni diritto ad un giusto processo. Ma non ci riusciranno".

L'avvocato del diavolo: "Ex deputati hanno diritto ad un giusto processo"

Per questo domani Di Carlo presenterà nella sede dello stesso consiglio di giurisdizione "istanza per la dichiarazione di difetto di giurisdizione e ricusazione degli organi di ‘autodichia’ della Camera dei Deputati, con conseguente rimessione della vertenza alla giurisdizione ordinaria e, o amministrativa". Il motivo? La presunta "lesione dei diritti ad un giusto processo per gli ex deputati".

La questione era stata già sollevata tra gli altri dall’ex deputato Pdl Maurizio Paniz secondo cui essendo nominato dal Presidente della Camera il consiglio "risente di un certo orientamento politico". Si tratta ovviamente di affermazioni di parte, ma la questione non è così peregrina.

Nel dicembre 2017 la Corte costituzionale ha infatti rilevato che "se è consentito agli organi costituzionali disciplinare il rapporto di lavoro con i propri dipendenti, non spetta invece loro, in via di principio, ricorrere alla propria potestà normativa, né per disciplinare rapporti giuridici con soggetti terzi, né per riservare agli organi di autodichia la decisione di eventuali controversie che ne coinvolgano le situazioni soggettive".

Tagli ai vitalizi, una vicenda complessa

Con i loro regolamenti le Camere possono dunque regolare i rapporti con i loro dipendenti, ma non possono giudicare conflitti che non riguardano "apparati serventi". In che posizione si collocano però gli ex deputati e senatori?

Il vero nocciolo della contesa sta tutto qui. In un parere comunicato al Senato lo scorso 26 luglio il Consiglio di Stato sembra avallare la legittimità delle Camere ad operare in regime di totale autodichia, ma non mancano autorevoli voci che sostengono il contrario.

Come quella del presidente emerito Corte Costituzionale Sabino Cassese: "Il Consiglio di stato - argomenta Cassese sul Foglio -, pur abbondando in citazioni, commenti, variazioni su decisioni della Corte costituzionale, si è limitato a riportare la sentenza 262 del 2017 della Corte costituzionale, nella quale è scritto che non spetta agli organi interni delle Camere disciplinare rapporti giuridici con soggetti terzi ricorrendo alla propria potestà normativa, e neppure giudicare conflitti che non riguardano 'apparati serventi'".

"Non è proprio questo il caso del Consiglio di presidenza del Senato che dispone retroattivamente su vitalizi di cui godono ex senatori o loro congiunti, che non sono certo 'apparati serventi' del Senato?".

Insomma, nessuno può escludere colpi di scena. La strada che porta al taglio dei vitalizi è ancora lunga e lastricata di insidie. 

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