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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

Voti assurdi per il Quirinale: Rocco Siffredi, il "Conte Lello", Valeria Marini e Veronica Lario

Nel caos della corsa alla Presidenza della Repubblica qualche parlamentare si è divertito a mettere nell'urna nomi che niente hanno a che fare con la politica. Ma che sono serviti per far fare due risate a tutti

“Tarapia tapioco! Prematurata la supercazzola o scherziamo…..Scusi, noi siamo in quattro, come se fosse antani anche per lei soltanto in due oppure in quattro anche scribai con cofandina, come antifurto, per esempio”. Un vigile in San Niccolò, a Firenze, una macchinata scura pronta alla ‘zingarata’, e un conte. Uno di quelli che ha fatto la storia del cinema, Raffaello Mascetti, per gli amici Lello. Gli amici, gli “Amici miei”, quelli di sempre. Quelli che a volte ritornano. Come questa mattina, quando Laura Boldrini, il presidente della Camera, tra un Marini e un Rodotà ha pronunciato: “Raffaello Mascetti”. E l’aula di Montecitorio, fin lì stritolata dal terremoto politico -  istituzionale, si è sciolta per un attimo in una risata. Monicelli ha vinto, anche questa volta. Ma lì si volava altissimi, qui si naviga a vista nel guazzabuglio.

Il conte Mascetti tuttavia non è stato l’unico protagonista goliardico della prima giornata per l’elezione del nuovo capo dello Stato. C’è stato, infatti, chi ha scritto nel segreto dell’urna il nome della showgirl Valeria Marini (giocando con il cognome di quel Franco che questa mattina era entrato in Parlamento da Papa e ne è uscito vescovo) o dell'ex moglie di Berlusconi, Veronica Lario. Sarà contenta, la showgirl e attrice, di sapere di un illustre precedente: anche Sophia Loren nel ‘92 ricevette un voto. Si conclude uno a zero, invece, la partita in casa Berlusconi. Una preferenza va a Veronica Lario, nessuna al Cavaliere. E come non citare quel Rocco Sifredi fuoriuscito dalla seconda chiamata. Un pornodivo al Quirinale?

La fantasia, questa volta, non si spinge, come nel 2006, fino a votare i musicisti Vasco Rossi e Ornella Vanoni o addirittura padre Pio. Ma un delegato regionale molisano del Pdci scrive Margherita Hack. E poi dallo spoglio spuntano i politici Umberto Ranieri e Mario Segni, il medievalista Franco Cardini, il presidente dell'associazione per le vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi, il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e lo scrittore Claudio Magris. E ancora i giornalisti Milena Gabanelli (che aveva vinto le 'Quirinarie' di Grillo ma ha rinunciato) e Claudio Sabelli Fioretti. Per assenza, si segnala infine il nome di Giuliano Amato, indicato tra i papabili alla vigilia e oggi mai citato in Aula. Manca pure Gino Strada, tra i protagonisti della consultazione 'grillina': fu votato nel 2006, questa volta neanche un voto.

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