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Domenica, 2 Ottobre 2022
Politica

"Quota 161" per Salvini: è il giorno del voto sul caso Diciotti

Per confermare il no al processo a Salvini per sequestro di persona aggravato, la proposta della Giunta deve essere approvata in Senato a maggioranza assoluta, fissata a quota 161 voti. Quota che sarà raggiunta senza problemi, nonostante le tensioni delle ultime ore

Oggi il voto al Senato sul caso Diciotti. "I senatori facciano secondo la loro coscienza, io mercoledì andrò a testa alta in Senato". Sabato scorso da Lauria, in Basilicata, Matteo Salvini, ha dato appuntamento a Palazzo Madama per oggi, dove si conteranno i sì e i no dei senatori alla richiesta di procedere nei suoi confronti, fatta dai magistrati di Catania con l'ipotesi di sequestro di persona, in merito alla vicenda dei 179 migranti 'bloccati' sulla nave della guardia costiera 'Diciotti' nel porto etneo lo scorso agosto per 5 giorni.

Diciotti, voto al Senato: per il no al processo servono 161 voti

Un voto, quello di oggi, che - rispetto alle previsioni della vigilia - dove tenevano banco 'solo' i dubbi sulla tenuta del M5s a favore del ministro dell'interno alleato di governo, si è ulteriormente ingarbugliato, per colpa della vicenda della nave italiana 'Mare Jonio'.

Il voto sarà palese. Con il ministro dell'Interno a guardare il display elettronico di Palazzo Madama ci sarà anche il premier Giuseppe Conte, che ha deciso di non lasciare solo il suo vicepremier, nota Adnkronos. Che, anche oggi, ha ribadito come "su questa vicenda c'è una chiara linea politica in tema di migrazione che questo governo sottoscrive e il responsabile dell'esecutivo sottoscrive per primo". Solo a sera si dovrebbero terminare le operazioni di voto. Per confermare il no al processo a Salvini, la proposta della Giunta firmata da Maurizio Gasparri, deve essere approvata a maggioranza assoluta, fissata a quota 161 voti.

Il discorso di Salvini: "Grazie ai Cinque Stelle, perché le cose si fanno in due"

Nella vicenda Diciotti e sui migranti in generale da parte del governo e del Viminale "c'è stata una gestione straordinariamente positiva" che ha portato ad un'inversione di tendenza "che è sotto gli occhi di tutti". Lo ha detto il ministro dell'Interno e vice premier, Matteo Salvini, in aula al Senato, dove si vota sulla richiesta a procedere nei suoi confronti per il caso della nave. A Palazzo Madama sono infatti iniziate le dichiarazioni di voto finale sulla relazione della Giunta delle immunità sul caso Diciotti e l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro.

"Non avrei mai pensato di intervenire per sequestro di persona - ha detto il vicepremier in Aula - ma lo faccio volentieri perché da mesi lavoro per gli interessi degli italiani". Per questo, ha sottolineato, "intervengo al Senato tranquillo e sereno".

"Di solito parlo a braccio ma quando si tratta di un reato, quando si mette in dubbio che abbia abusato del mio potere, mettendo a rischio la sicurezza dei miei e vostri figli, scusate, ma mi emoziono" ha detto in aula, prendendo la parola dal suo banco nel gruppo della Lega e interrompendo la lettura del discorso scritto. "Io sono per meno porti aperti, meno sbarchi, meno morti. Più che porti aperti, qualcuno era sostenitore di più cimiteri aperti" ha aggiunto il ministro dell'Interno. "Noi soccorriamo tutti e alla fine la nave ha attraccato. Non sarò mai il ministro che lascia morire in mare qualcuno senza muovere in dito: abbiamo soccorso, salvato e anche aperto un contenzioso".

"E' chiaro a tutti che quei giorni di permanenza in un porto sono serviti, nell'interesse pubblico italiano, a svegliare qualcuno che evidentemente stava dormendo" ha detto Salvini. "Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell'immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi Cinque Stelle perché le cose si fanno in due evidentemente". E "non va sottovalutata - ha aggiunto il vicepremier - la possibilità che i flussi migratori siano veicolo per l'arrivo di soggetti infiltrati a scopo di azioni violente".

"Per andare a processo dovrei dire una bugia", relativamente al fatto di non aver agito per interesse nazionale, ha detto Salvini, spiegando di non aver mai pensato "di dove intervenire per sequestro di persona" anche se "lo faccio volentieri perché da 9 mesi lavoro nell'interesse degli italiani". Difendendo l'operato suo e dell'esecutivo, Salvini ha aggiunto che "è stata un'iniziativa coerente con gli interessi pubblici del Paese con la quale abbiamo salvato migliaia di vite".

La Mare Jonio nel porto di Lampedusa: migranti a terra, la nave sequestrata dalla Finanza 

Mare Jonio e voto sul caso Diciotti: "C'è stata fretta di chiudere in poche ore"

Sulle prime pagine dei quotidiani oggi tanti retroscena sulle possibili ripercussioni della vicenda Mare Jonio sul voto oggi in Senato sull'autorizzazione a processare Salvini per il caso Diciotti. Ma in realtà, retroscena e rumors a parte, non è mai stato in dubbio il legame, a oggi solido, tra Lega e M5s. Salvini non verrà processato.

Secondo il Corriere della Sera c'è stata "fretta di chiudere il caso in poche ore. Così il ministro ha pressato la Finanza". Secondo il quotidiano, il vicepremier ha fatto pressione proprio in vista del voto in Senato in cui anche i M5s "sono ancora divisi". Ecco perché "sin dall'alba di ieri il titolare del Viminale ha cercato ogni strada possibile per far sequestrare l`imbarcazione. E in serata, quando si è capito che la Procura di Agrigento non avrebbe firmato il decreto, è stata la Guardia di finanza a procedere".

Per la Stampa il governo ha voluto evitare "l'incubo Diciotti bis". Di Maio non ha voluto trascinare il caso e spaccare di nuovo il suo gruppo parlamentare: "Carburante sufficiente a far trovare una soluzione nel giro di poche ore, nonostante i nervosismi leghisti di prima mattina. La proposta risolutiva viene partorita a palazzo Chigi, ma per far digerire lo sbarco dei 49 migranti a Matteo Salvini - che già aveva annunciato di non volergli far mettere piede in Italia - il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è costretto a offrire la carta del sequestro della nave della Ong Mediterranea, battente bandiera italiana.

"Linea dura ma niente arresti" secondo Repubblica. "Li faccio sbarcare ma serve un'azione esemplare" avrebbe detto Salvini ai suoi. 'Non posso perdere la faccia' - si legge nel retroscena di Repubblica - Davanti a un ascensore di Palazzo Madama, alla fine della lunga giornata trascorsa in Parlamento per riferire in vista del Consiglio europeo, Giuseppe Conte conferma al quotidiano che la linea dura sull`immigrazione è quella di tutto il governo. Il Senato si prepara a votare sul sì al processo per Salvini: il 'salvataggio' che oggi il M5s gli concederà al Senato non è in discussione.

Diciotti, i risultati del voto online: la base dei 5 Stelle "grazia" Salvini 

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