Lunedì, 8 Marzo 2021

Zaia chiama i veterinari per i test sul coronavirus

Il presidente della Regione Veneto dice che "l'uomo è un mammifero e i veterinari sono abituati a fare i tamponi su altri mammiferi"

"Il contact tracing è  in difficoltà" e la Regione Veneto sta contattando i 2.450 veterinari presenti sul territorio per coinvolgerli nell'attività di effettuazione dei tamponi. Lo ha annunciato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale, oggi a Marghera. "L'uomo è un mammifero e i veterinari sono abituati a fare i tamponi su altri mammiferi", ha spiegato Zaia sostenendo che i veterinari non avrebbero sostanzialmente bisogno di una particolare formazione. "Se sono disponibili gli forniamo materiale per fare i tamponi, abbiamo bisogno di tutti per fare i tamponi", ha concluso Zaia. 

Il presidente ha spiegato che eventualmente "i veterinari potranno fare i tamponi con modalità drive in, come stanno facendo già tanti medici". Marco Melosi, Pesidente dell'Associazione nazionale medici veterinari, ha detto che loro sono pronti: "Siamo una professione sanitaria e come tale siamo disponibili. Naturalmente il tutto deve avvenire su base volontaria e alle stesse condizioni dei medici di base, sia sotto l'aspetto retributivo sia rispetto ad una fornitura di dispositivi di sicurezza. Detto questo, noi ci siamo''. 

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