Giovedì, 15 Aprile 2021

Zingaretti indagato: "Ho fiducia nella giustizia, non mi faccio intimidire dal M5s"

Secondo quanto riportato dal settimanale L'Espresso, il segretario del Pd risulterebbe indagato per finanziamento illecito. Il suo commento: "Attendo con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità"

Il segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, a Potenza per sostenere il candidato del centrosinistra, Carlo Trerotola, alle prossime elezioni regionali del 24 marzo, 18 marzo 2019. ANSA/TONY VECE

Nicola Zingaretti sarebbe indagato per finanziamento illecito, come riporta il settimanale L'Espresso online. "In merito all'articolo dell'Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi de relato e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale".

Nicola Zingaretti indagato per finanziamento illecito: la sua replica

E' quanto dichiara il segretario del Pd a proposito delle rivelazioni de L'Espresso - in un articolo di Emiliano Fittipaldi - secondo cui a tirare in ballo il governatore del Lazio sarebbero le dichiarazioni di due avvocati siciliani, Piero Amara e Giuseppe Calafiore. "Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità", sottolinea Zingaretti. "Quanto al Movimento 5stelle e alle loro scomposte dichiarazioni: comprendo la loro disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei cittadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna. Ma se pensano di aggrapparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso. Non mi faccio intimidire da chi utilizza queste bassezze. Se ne facciano una ragione", conclude il segretario dem.

A tirare in ballo il governatore del Lazio nell'inchiesta portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Fava, sono le dichiarazioni dell'avvocato Calafiore. "Il governatore è stato citato dal socio di Amara in un interrogatorio dello scorso luglio, in merito ad alcune domande dei pm su Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone che, diventato imprenditore, era in affari con lo stesso Amara e in buoni rapporti con il presidente della Regione Lazio", si legge su L'Espresso.

"Quando i pm chiedono se si tratta di erogazioni lecite, il legale siracusano risponde così - prosegue il settimanale - 'Assolutamente no, per quanto egli mi diceva. Non so con chi trattava tali erogazioni. Lui mi parlava solo di erogazioni verso Zingaretti. Mi disse che non aveva problemi sulla Regione Lazio perché Zingaretti era a sua disposizione. Me lo ha detto più volte, prima della perquisizione'".

''Nemmeno pochi giorni da segretario del Partito democratico e già viene indagato per finanziamento illecito, secondo l'Espresso", aveva detto poco prima il M5s in una nota. "Un bel battesimo che non sorprende, visto che era già stato indagato per Mafia Capitale. Perdi il pelo ma non il vizio: bentornato Pd, ci eri mancato''. A favore di Zingaretti si è invece schierato il suo partito. Debora Serracchiani, vice presidente e deputata del Partito democratico, su Twitter scrive: "Mentre al Parlamento i gialloverdi fanno fronte per evitare che Salvini risponda alla magistratura su caso Diciotti esce la notizia di Zingaretti indagato a 48 ore dall’insediamento alla segreteria Pd. E i M5s si ricordano di essere giustizialisti".

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