Mercoledì, 3 Marzo 2021
L'inchiesta in Regione Lazio

Nicola Zingaretti è indagato per abuso d'ufficio

Il centrodestra attacca il Movimento 5 stelle: "Dopo il no a Cesa, ora dovrebbero dire no anche al segretario Pd". La vicenda per le nomine alle Asl della regione Lazio nel 2019

Il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti è indagato dalla Procura di Roma insieme all'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, per la vicenda relativa ad alcune nomine di dirigenti Asl avvenute nel 2019. Il reato ipotizzato dagli inquirenti è un presunto abuso d'ufficio.

Come spiega Romatoday l'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, nasce da un esposto presentato da Fratelli d'Italia in cui si chiede di indagare su una nomina in una Asl di un candidato che non avrebbe avuto i requisiti per accedervi, e coinvolge altre 7 persone. Fra gli indagati, come riporta Adnkronos, figurano anche Andrea Tardiola, segretario della giunta della Regione Lazio, Renato Botti, all'epoca dei fatti responsabile della direzione della Salute della Regione Lazio e Vincenzo Panella, direttore generale dell'Umberto I. 

Perchè Zingaretti è indagato 

Sulla vicenda il 12 agosto 2019 Antonio Aurigemma, consigliere regionale Fdi, aveva presentato un'interrogazione. Come scrive il Corriere della Sera, l'assessore D'Amato rispose affermando che l'atto era "pienamente legittimo all'interno del quadro nazionale. La gran parte delle Regioni italiane ha adottato un'analoga metodologia, sia Regioni governate dal centrodestra, sia Regioni governate dal centrosinistra - si legge - Vi è stata un'interpretazione estensiva per dar modo a un'ampia platea di professionisti di partecipare all'Albo dei direttori amministrativi, per poi eventualmente essere presi da quest'Albo".

Il gip di Roma, saputa l'ipotesi di reato, ha disposto una proroga delle indagini su richiesta della Procura. "In merito all'indagine, la Regione Lazio ha espresso massima fiducia nel lavoro della magistratura spiegando, in una nota, come l'amministrazione avrebbe operato "nel rispetto della normativa vigente".

Il centrodestra attacca i 5 stelle: "Dopo il no a Cesa .."

"Il ragionamento del Movimento 5 Stelle sia simmetrico - attaccano da Fratelli d'Italia - se non si governa con Cesa perché indagato, allora il pensiero valga anche per Zingaretti, segretario del PD e presidente della Regione Lazio indagato per abuso d'ufficio. Fermo restando il nostro garantismo, per cui indagato non significa condannato, per coerenza i grillini dovrebbero sciogliere l'alleanza con il Pd e andare al voto, restituendo la voce agli italiani e dando finalmente alla Nazione un governo coeso e autorevole", si legge in una nota di Federico Mollicone e Fabrizio Ghera, rispettivamente deputato eletto nella circoscrizione Lazio 1 e capogruppo di FDI in Regione Lazio. 

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